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L'anno che è arrivato sarà più ricco?

Tutti noi, alla fatidica mezzanotte di San Silvestro, nell'alzare il calice di prosecco, per brindare al nuovo anno, ci auguriamo che dall'istante dopo inizino dodici mesi più ricchi, proficui e portatori di gioia e serenità.

Ma è sempre così?

Dipende!

Se per ricco si intende arricchire la propria vita di nuove risorse economiche , agiatezze, lussi, carriera ed uno stile di vita all'insegna di Paperon De Paperoni, spesso ahi noi, si resterà delusi.

D'altronde una previsione pessimistica risulterà facile per chi vive del proprio salario o della propria pensione.

Forse chi vive del proprio lavoro potrà, ottenendo un avanzamento di carriera, ambire ad implementare le proprie entrate, ma le aspettative e i conseguenti miglioramenti, quasi sempre saranno compensati da altrettante spese per rimodernare il vestiario, cambiare l'auto o attivare un mutuo per comprare una nuova casa, facendolo rimanere, in buona sostanza nella situazione di prima, ad eccezione di lievi miglioramenti del suo stile di vita.

Per chi invece vive della propria pensione neppure questi aspetti, pur significativi, potranno modificare il proprio tenore di vita.

Infatti, una volta usciti dal processo produttivo, il proprio appannaggio economico non muterà quasi più, ad eccezione di minimi aggiornamenti Istat ( 5%), che certamente non risulteranno significativi per un netto miglioramento del proprio tenore di vita.

Poi ci sono coloro che sopravvivevano beneficiando del reddito di cittadinanza, di media 800 euro al mese, e che da quest'anno vedranno peggiorate le proprie condizioni di vita potendo al massimo ottenere circa 7.000.= euro, andando incontro, ove non trovassero un vero impiego, ad un impoverimento ulteriore delle proprie condizioni di vita.

Vi è un terzo genere però che potrà senz'altro affermare che il nuovo anno risulterà migliore ed è quello che finalmente otterrà una occupazione, abbandonando lo status di disoccupato, oppure un titolo di studio che potrà aprirgli nuove strade professionali e/o di carriera.

Per costoro effettivamente il nuovo anno si chiuderà con un bilancio decisamente attivo e potranno guardare al futuro con rinnovato ottimismo, seppure entro i limiti di un " vivere modesto", senza grandi agiatezze.

Allora si potrà, in conclusione, affermare che i brindisi augurali sono solo metafore? aspettative mal riposte? inutili speranze?

Ovviamente no , soprattutto per coloro, e sono solo il 5% della popolazione, che pur nulla realizzando di operoso, innovativo, utile per il benessere della propria Comunità, otterranno i vantaggi migliori, i risultati più eclatanti.

Chi sono?

Sono coloro che operano nella finanza, nella mediazione finanziaria, nella speculazione monetaria, nel mondo del credito e delle Assicurazioni.

A parte naturalmente i ricchi ereditieri e gli assi dello sport e dello spettacolo,

questo nuovo genere di operatori economici beneficia di appannaggi altissimi, proventi milionari, dividendi societari faraonici.

Ecco allora per chi sarà più ricco, generoso e migliore il nuovo anno!

E' il mercato bello mio, mi si potrebbe rispondere!

Ed è vero naturalmente, anche se , pur sforzandomi, da autentico liberale quale io sono, non comprendo una Società in cui il lavoro, anzichè premiato e valorizzato come fattore di crescita di una intera Nazione, o del Mondo intero, resta invece in secondo piano, sottovalutato, quasi inutile, nelle dinamiche delle nostre moderne Società .

Da ciò forse una decadenza generalizzata dei valori, degli ideali, dell' idea che l'uomo e la donna siano i veri attori protagonisti del loro tempo.

Una Società dell'anomia senza solidarietà sociale.

Resti ultimo chi è ultimo!

Il merito, lo studio, l'impegno, il lavoro, il sacrificio:

inutili orpelli di una Società ove contano altri fattori, altre dinamiche, altri Moloch.

Occorrerebbe allora invertire la tendenza che tutto opprime e degrada a mero guadagno, a vil moneta.

Occorrerebbe ripensare in modo nuovo riaffidando il primato al valore dell'uomo anziché della merce, della solidarietà anziché del mercato, del merito e del bisogno anziché alla esteriorità del potere e alla forza dei mercati.

Bisogna rivoluzionare i processi di crescita e di sviluppo ove il lavoro riconquisti il suo ruolo e le decisioni siano rappresentative anche dei lavoratori .

Nelle grandi Società, nelle Multi utility, nelle Multinazionali conti di più il fattore produttivo e non solo quello speculativo.

Si attui l'Art. 46 della Costituzione Repubblicana affidando anche ai lavoratori la gestione aziendale e le sue business strategy, si renda più compartecipe l'apporto degli uomini e delle donne al loro destino, solo così tutti potranno brindare alla mezzanotte di San Silvestro " Buon Anno Nuovo"

Sebastiano Arcoraci

4 Gennaio 2024







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