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La BCE taglia, dopo 8 anni, di 25 punti base i tassi di interesse. Basterà?

Dopo ben 9 rialzi consecutivi, la BCE, in questi giorni, ha deliberato il taglio dello 0,25% del tasso di interesse, portando ora il tasso di rifinanziamento al 4,25%, e il tasso di deposito al 3,75%.

Una misura attesa dai mercati e dai principali economisti che renderà meno pesanti, sia la rata dei mutui indicizzati che i prestiti delle Banche.

Ha anche alzato la stima di crescita dell'Area U.E. portandola dall'attuale 0,9 all'1,4%.

Nel contempo però ha alzato la stima di crescita dell'inflazione dal 2,3 al 2,5%.

Tanti numeri si dirà, ma in sostanza cosa cambia per il cittadino?

Pur non essendo un economista, direi che per la gran parte dei comuni cittadini cambierà poco.

Solo per coloro che avevano rate di mutuo a tasso variabile ci sarà un certo beneficio, così come saranno agevolati leggermente coloro che chiederanno un prestito alle Banche.

E' noto che l'aumento dei tassi per i prestiti aveva contribuito a rallentare l'economia, anche Italiana, con l'allentamento della domanda interna e conseguentemente dei consumi.

Fino a ieri era stata minata la fiducia del mercato interno, congiuntamente a quella dei risparmiatori che avevano riversato gran parte della loro disponibilità sui BTP valore.

Ora la misura adottata dalla BCE potrebbe riaccendere la crescita e i consumi, ma nel contempo anche l'inflazione, vera nemica del potere d'acquisto dei salari di impiegati e lavoratori.

Molti economisti si attendono un ulteriore ribasso a Luglio.

Il punto è però se tali misure rispondano alle necessità di base del cittadino medio.

A mio modesto parere i benefici che si potranno ricavare da tali provvedimenti saranno presto annullati, da un lato da un certo deprezzamento dell'euro sul dollaro, con conseguente possibile incremento dei prezzi di acquisto delle merci e delle derrate alimentari, e, dall'altro da una nuova spinta inflazionistica, che abbasserà ancor di più l'attuale potere d'acquisto dei salari.

Inoltre, non è un mistero che da Luglio cesserà, ad esempio, il mercato tutelato dei beni energetici, con l'introduzione del mercato libero, con un prevedibile rialzo dei costi di energia e gas.

Infine potrebbe osservarsi un minor rendimento nei titoli di Stato, specie di quelli a lungo termine.

Dunque, se da un lato, è bene salutare la misura adottata dalla BCE, e quella che probabilmente adotterà ulteriormente a luglio, non vi è dubbio che per il cittadino medio serviranno altre misure, da parte del Governo, che dovrà correre ai ripari, per tutelare, in particolare, il ceto medio produttivo, agendo su due leve :

  • fiscale

  • salariale.

Mentre sulla prima può, ad esempio, procedere con la strutturazione dei benefici dovuti dall'abbassamento del cuneo fiscale- contributivo, sulla seconda, dovrà necessariamente far leva sulle parti datoriali, che a fronte di una maggiore produttività dei propri lavoratori, potrebbe riconoscere adeguati aumenti salariali, a cominciare dal rinnovo di ben 29 contratti di lavoro, che riguardano circa sei milioni e mezzo di lavoratori, pari al 52,4% del totale.

Sarà dunque fondamentale il sostegno in Parlamento di quelle forze politiche, non solo di maggioranza, progressiste, che hanno, nella loro agenda politica, la valorizzazione del fattore lavoro quale elemento di crescita dell'intero Paese.

Così come decisivo appare oggi ancor di più il ruolo che sapranno svolgere le rappresentanze sociali del Sindacato, dei Corpi Intermedi e delle Associazioni di Consumatori, quali portatori di interessi collettivi e di categoria nell'ambito del Sistema Paese,

Una nuova stagione quindi ci attende, in un contesto Internazionale, reso ancor più difficile, dai conflitti in essere, lungi dall'essere facilmente risolvibili.

Purtuttavia, credo che ognuno si debba mettere ai blocchi di partenza, consapevole che il compito non sarà facile, ma, che, per l'importanza degli obiettivi da raggiungere, val la pena essere della partita.

sebastiano arcoraci-

bloger- opinionista- scrittore-







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