• sebastianoarcoraci

Putin perchè è cambiato!

Certo Putin di oggi è il dittatore che ha scatenato una guerra cruenta con migliaia di morti , ad oggi circa 14.000 soldati Russi e 8.000 soldati Ukraini, mentre l'ultimo rapporto O.N.U. , del 18 Marzo, parla di 1.200 vittime civili , di cui 37 bambini, un bilancio terribile dunque.

Premetto subito che sono dalla parte degli aggrediti e, che, chi invade un Popolo con le armi ha sempre torto, specie se questo ha anche mezzi sproporzionati, come le armi nucleari.

Eppure, quel che mi ha fortemente sorpreso, è che Putin, per più di dieci anni, aveva dato una immagine di sè molto filo Europea, uomo aperto agli influssi europei, amante dei viaggi e della vita, della democrazia e della libertà.

Memorabili gli incontri coi politici italiani, alcuni dei quali guardavano a Lui come il definitivo superamento del periodo della Guerra Fredda e della tradizionale divisione in due del Mondo.

Berlusconi, Salvini ed altri leader Italiani, Europei ed Internazionali, come Trump e Macron avevano visto in Putin un Leader di una Russia Moderna, capace di dialogare con tutti, lontano anni luce dai suoi antichi predecessori che avevano incarnato l'Unione Sovietica e l'Impero degli Zar.

Ormai si riteneva, dopo la caduta del muro di Berlino e la fatidica data dell' 8 Dicembre del 1991, in cui Bielorussia, Ukraina e Russia, dichiaravano dissolta l'Unione Sovietica, che si sarebbe rafforzato un processo democratico e di libera determinazione di tutti quegli Stati un tempo appartenuti all'Impero Sovietico.

Poco dopo, con l'Autonomia delle Repubbliche Baltiche ( Estonia, Lituania e Lettonia) , e poi di molte altre, come la Bielorussia, l'Ukraina, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Tagikistan, Uzbekistan, Armenia ed Arzerbaigian, addirittura si è potuto immaginare finalmente un fecondo dialogo fra tutte le Nazioni del Mondo, nello spirito ed all'insegna dello slogan : " mai più guerre".

Ed invece, quel Putin che firmò nel 2010, con l'Italia di Berlusconi, un accordo assolutamente favorevole alla Russia, sul Gas, con contratti milionari, non più a lunga scadenza, ma a scadenze ravvicinate, cosa che ci mise letteralmente nelle mani dei Russi, e ci fece abbandonare ( sbagliando) le nostre ricerche ed investimenti sui nostri gasdotti, con la nostra produzione di Gas, ora lo stesso Putin minaccia l'Italia, un Paese un tempo suo amico, e scopre il vero volto, forse quello definitivo, di un despota che coltiva ancora il sogno di ricostruire il vecchio Impero Sovietico.

Abbiamo commesso tutti degli errori imperdonabili evidentemente, anche da parte U.S.A., che con i suoi Presidenti aveva intessuto relazioni feconde e di amicizia, credendo che Putin in fondo avesse accettato un ruolo faro da parte dell'Occidente, con una NATO rafforzata, e una O.N.U. fortificata dal nuovo ruolo politico assunto dalla Russia, e che anche una nuova grande potenza, come la Cina , sembrava stesse allineandosi a questo nuovo Mondo, senza confini , libero, democratico e senza guerre.

Mal ce ne incolse invece , perchè sia Putin che la Cina in realtà , dopo un primo perido di convivenza amichevole, ripresero le loro vecchie abitudini, facendosi forse sopraffare da un senso di solitudine, o forse "dalla sindrome di accerchiamento" , da un lato , da parte degli U.S.A., che mai in realtà hanno riposto l'idea di " Gendarme" , e di "civilizzare" altre Nazioni , con mire espansionistiche, anche sul piano economico, e dall'altra da una nuova e più Unita Europa, che naturalmente stava svolgendo, con naturalezza un ruolo attrattivo verso i Paesi dell'Est, ed in particolare , di quelli un tempo membri dell'Unione Sovietica.

Trattati di libero scambio soprattutto con le Repubbliche Baltiche, con la Moldavia, Kazakistan, l'Ungheria, la Slovacchia e l'ingresso della Romania e Bulgaria nella U.E. già nel 2007, evidentemente, nel tempo, hanno rappresentato, via via, un "pericolo" per l'idea malsana che invece era cresciuta nella mente di Putin e dei suoi Generali.

Da ultimo, poi, la richiesta dell'Ukraina di voler aderire alla U.E.,ha evidentemente rotto ogni argine, e in Putin è scattata la molla del revanchismo, della rivincita, scatenando quella che ormai è sotto gli occhi di tutto il Mondo.

Cosa possiamo fare ora?

Non certo la Fly zone come ci chiede Zelensky, una mossa , questa sì, definitivamente portatrice di un possibile conflitto mondiale, con altre migliaia di vittime, civili e militari.

E allora?

Allora, personalmente, e modestamente, credo che Papa Francesco, potrebbe essere l'ultima risorsa che il Mondo intero può mettere in campo in questo drammatico momento.

Infatti, non credo molto agli incontri di questi giorni fra le delegazioni dei due Paesi in guerra.

Non si è mai visto che due contendenti in guerra poi si accordino fra di loro per la Pace.

Non credo neppure alle diplomazie di Francia e Turkia, la prima per ovvi motivi di suo esclusivo interesse , che desta sospetti fra i contendenti, la seconda, certo non un bell'esempio di Nazione ad alto tasso di democrazia, che difficilmente potrà avere l'autorevolezza per imporre un negoziato di Pace.

Difficile anche il ruolo dei Presidenti del Consiglio Europeo e della Commissione U.E., Roberta Metsola e Charles Michel, proprio per i motivi di attrazione che l'Europa esercita , da un pò di tempo, verso questi Paesi e quelli della Ex Jugoslavia.

Così come arduo appare il compito di Israele, certamente più neutrale ma con un "peso specifico" relativo.

Dunque è possibile che uno, forse l'unico , tentativo rimasto è quello di Papa Francesco, interlocutore credibile, autorevole e uomo fervente di Pace, rappresentante di una Chiesa moderna ed aperta, che dialoga con tutte le altre confessioni religiose , anche con la Chiesa Ortodossa.

Non è un caso infatti che in questi giorni il suo lavoro e quello dei suoi delegati , specie all'estero, stia diventando sempre più assiduo , e le sue omelie siano sempre più puntuali ed incisive, invitando, specie Putin, a cessare l'uso delle armi ed a negoziare una vera e duratura pace.

I Leader Mondiali, dunque, tutti insieme, facciano le giuste pressioni, perchè il Papa si interponga fra i due contendenti, con tutto il suo carisma e il linguaggio della verità e la fede che Egli incarna, solo così , io spero, nei prossimi giorni, potrà fermarsi il conflitto, dando avvio ad una nuova fase , quella del dialogo e della pacifica convivenza fra i Popoli, diversi ma uguali, tutti degni di chiamarsi uomini e non bestie.

Sebastiano Arcoraci