• Sebastiano Arcoraci

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Essere scrittori ai tempi del Virus

Mi piace scrivere, mi piace leggere e dunque scrivere. Ho persino creato un blog come scrittore. A volte sento proprio l’ urgenza di scrivere. Di mettere giù i miei pensieri, le mie sensazioni, le mie storie , le mie opinioni sulle cose che accadono, sulle vite delle persone, sulle loro storie, sugli accadimenti politici, sulle scelte politiche che incidono maggiormente nella ns vita.

Che so mi prende una idea e mi metto subito a scrivere.  Fino ad oggi ho pubblicato 2 libri , il terzo lo ho inviato ad alcune case editrici, anche alla Sellerio, si quella che pubblica Camilleri.

Naturalmente  non essendo Camilleri o Carofiglio, o Bruno Vespa o Fabio Volo o Isabel Allende, nessuno mi bada. È il destino di noi scrittori emergenti.

Dobbiamo fare la gavetta . Giusto.  Ma forse non è solo questo . Vi è una logica di mercato dietro. Ci sono meccanismi precisi che sono difficilmente comprensibili per i non addetti ai lavori. Ed io non lo sono , o almeno non  lo sono ancora. Occorre un editor, il correttore delle bozze, una immagine per la copertina, un Abstract, la quarta di copertina, e tante altre cose ancora oltre al contenuto naturalmente. Il soggetto, il contrasto fra i personaggi, il contesto ed altro ancora. Ora naturalmente è tutto fermo . Il virus sta colpendo anche il settore della editoria . Non è fra le attività essenziali. Eppure proprio oggi , ai tempi del maledetto, vi è bisogno di evadere dal quotidiano, di immaginare, di di occupare le nostre giornate non solo col lavoro, magari da casa, con il cibo, con le attività domestiche con la routine quotidiana. Oggi più che mai c è bisogno dunque di scrivere , di parlare, di interagire come prima , più di prima . Scrivere è concentazione, ispirazione,  metodo, ragionamento,progettazione, memoria. Ecco questo è uno dei nuovi bisogni che emerge con forza in questi tristi giorni. I Governi non se ne occuperanno, neppure i nostri Governatori, ne i nostri Sindaci. Hanno cose molto più serie ed urgenti a cui pensare.Giusto. Eppure, del tutto gratuitamente, credo che in questi fragili momenti, il cambiamento per il nostro futuro, potrà venire anche da chi ama scrivere, da chi pensa, idea , progetta, immagina e racconta la nostra storia, il nostro oggi , il nuovo futuro. Allora mi permetto di suggerire a coloro che come me amano scrivere di continuare a farlo, di cominciare a farlo, si proprio ora , anzi a maggior ragione ora. Ci aiuterà oggi è ci aiuterà dopo quando riprenderemo tutti in mano la nostra vita. Alcuni psicologi consigliano di tenere in questi giorni un diario per affrontare meglio questi momenti. Ecco meglio ancora un libro, un racconto, delle poesie, novelle, gialli e quant’altro altro comprenda questo settore  della creatività umana. Le case editrici non dormano e non puntino sempre sui soliti noti. Investano con nuove idee, nuove rassegne letterarie . In futuro vi sarà bisogno di capire come stiamo vivendo ora, cosa pensiamo, cosa immaginiamo, che ricordi sopravvivono delle nostre vite,nei  momenti di paura . Anche le scuole sono chiuse da tempo ed ancora lo resteranno dunque anche questa potrà essere istruzione, formazione, cultura. L’ Italia è la culla della civiltà e della bellezza e delle arti dunque sfruttiamo insieme, ancora una volta queste doti innate . Arricchiremo il ns Paese, il Mondo , le ns anime arse con infinita sete di capire, di sapere , di esprimersi, di vivere.