Attentato a Ranucci, opacità nei rapporti di amicizia La Vitola-Ranucci
- sebastianoarcoraci
- Jul 7
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Updated: 4 days ago
ieri, alla notizia sugli sviluppi del caso Ranucci, sono rimasto molto colpito per tre aspetti.
Il primo riguarda l'ipotesi che avanzano ora gli inquirenti, che avrebbe individuato il nome del mandante dell'attentato alla villetta di Ranucci, nell'Ottobre del 2025, tale Valter Lavitola, editore ed ex giornalista, sconosciuto ai più, ma molto noto nella Capitale, personaggio molto controverso, che ebbi la sventura di conoscere in un Hotel di Roma, durante una riunione del Consiglio Nazionale, subito dopo la stagione di Tangentopoli, nel 1996, allorquando, dopo la bufera giudiziaria e Politica, si tentava insieme a molti simpatizzanti e amici di tradizione Socialista, di riprendere l'azione e i temi che furono del glorioso Partito Socialista, libertà, giustizia giusta, riforme, ammodernamento dello Stato Liberale e Democratico.
Sin da subito, durante il suo intervento, nacque in sala un certo brusio e sincera antipatia per un personaggio che si riteneva avulso dalla nostra storia Politica e dai nostri valori, che mai si era visto alle nostre assemblee.
Antipatia e sospetto che covai fin da subito anch'io, e, che presto, mi avrebbero perciò allontanato da quello strano mondo che tali personaggi tentavano di creare.
Egli, ricordo, si proponeva l'obiettivo di scalare, da Editore quale si dichiarava, la storica pagina dell'Avanti, quotidiano di informazione da sempre legato ai Socialisti.
In particolare proponeva di salvarlo dall'inevitabile chiusura avvenuta a seguito della stagione della falsa rivoluzione giudiziaria, in modo da farlo tornare fra le altre testate giornalistiche, quel strumento di Informazione e Notizie, oltre che a rappresentare i programmi e le iniziative Politiche di una rinata forza Riformista, nell'alveo della nuova stagione rappresentata dalla cosiddetta Seconda Repubblica, nata sulle ceneri della Prima.
Un personaggio poi allontanato dagli amici dell'Avanti e che successivamente sarebbe stato condannato per estorsione ai danni di Silvio Berlusconi nel 2013.
Il secondo motivo che mi ha colpito riguarda il metodo in cui è stato realizzato l'attentato, molto simile ad intimidazioni di natura mafiosa.
Il terzo motivo è che questo mi ricorda molto il caso Mino Pecorelli, editore della Rivista O.P. ucciso nel Marzo del 1979 a Roma per mano di sicari, per il quale dopo i tre gradi di giudizio, sia Andreotti, sospetto mandante, che Badalamenti, esponente mafioso, furono scagionati, annullando la sentenza di condanna in Appello dei due imputati.
Allora si parlò di un movente teso a bloccare le inchieste scabrose che Mino Pecorelli con il suo giornale O.P. puntualmente pubblicava, scuotendo il mondo della Politica di allora, rivelando retroscena impensabili e velenosi del "giogo" Politico di quel tempo.
Ora, premettendo che sono da sempre un garantista, che ogni accusa andrà naturalmente provata, che l'indagato è innocente fino al terzo grado di giudizio e che i due ( indagato e vittima) pare fossero amici, non posso nascondere un certo imbarazzo e preoccupazione nell'immaginare, un ambiente oscuro e di trame, di spionaggio, in cui aleggia da tempo, proprio nella Capitale, la pratica del "dossieraggio" e dei veleni sparsi a piene mani ( vedi il caso Renzi) per destabilizzare il nostro sistema democratico,
Ambienti che si intrecciano, si sovrappongono, si intersecano nei meandri della Politica Romana, in quella poco trasparente e grigia, in quel "mondo di mezzo" fatto da funzionari dello Stato infedeli, faccendieri, massoneria, economia e mafia, che tante pagine ha scritto nell'inchiesta di " Mafia Capitale" avviata nel 2014 dalla Procura di Roma.
Un mondo, che a mio avviso va indagato ancora, per ripristinare le regole del gioco democratico e libero, troppo spesso "infangato" dai mestieranti del depistaggio e degli scandali costruiti " a misura".
Un mondo che tenta di intorbidire le acque della buona Politica che c è e va difesa, salvaguardata e promossa in ogni tempo.
Un mondo che deve essere sconfitto definitivamente, così come l'Italia intera ha sconfitto il terrorismo armato, poiché questo mondo, seppure con altri mezzi, si propone gli stessi fini, e cioè violare le regole democratiche, allontanare i cittadini dalla Politica, infettare le Istituzioni facendo perdere loro ogni credibilità di fronte ai cittadini.
Attenzione dunque a questi segnali che non vanno sottovalutati e verso cui occorre condurre, anche oggi, una giusta battaglia per la Democrazia.
Nessuno si senta escluso!
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