Gli Italiani convivono ancora con gli stereotipi? Vecchioni docet!
Da alcuni giorni ormai non si discute d'altro, meglio la donna con la gonna corta o quella lunga, meglio quella seria o quella troppo disinibita?
Un tema che ci fa tornare indietro di più di 60 anni quando in Italia non era ancora arrivata la rivoluzione femminile.
Una rivoluzione, la prima che, a partire dalle Scuole, negli anni '60 portò fra le aule d'Istituto e nelle Piazze d'Italia la protesta femminile, quella che richiedeva più diritti, quella che si ribellava ai padri e alle Autorità costituite rivendicando la libertà di essere se stesse al di là dell'abbigliamento.
Furono molti i Presidi di allora che vietarono l'ingresso a scuola delle ragazze con la minigonna, ma poi la determinazione e il coraggio, mai mancato, delle donne vinse su tutto e su tutti.
Da allora passò un trentennio senza scossoni fino a quando Roberto Vecchioni, cantautore Milanese e padre nobile della Sinistra scrisse una canzone ( voglio una donna), nel 1992, con un testo molto provocatorio, vincendo persino il Festivalbar.
In quella canzone, che suscitò molte polemiche, specie a Sinistra, vi erano frasi come
"prendila tu quella col cervello, che si innamori di te quella col pisello e la bandiera nera, la cantautrice calva e la barricadera, che non c'è mai la sera , quella che fa il breafing e che va al meeting", etc, etc,.
Naturalmente Vecchioni spiegò che si trattava di una provocazione culturale, proprio a sostegno della donna, che invitava invece a rimanere se stessa, anche contro chi la voleva angelo del focolare, bambinaia, casalinga e senza idee, continuando ad usare
i soliti stereotipi Italiani.
Personalmente credo che le donne non avessero bisogno di Vecchioni per affermare la loro personalità e i loro diritti.
Diritti conquistati a forza di battaglie e lotte civili, sostenute peraltro da tutti gli Italiani, ( maschi compresi, me compreso), consapevoli e favorevoli a un cambiamento culturale e sociale del Paese e dei suoi costumi.
Sentire dunque oggi frasi che richiamano alcuni stereotipi sulle donne dei tempi più retrogradi fa davvero rizzare i capelli, lasciandoci atterriti e tristi.
Tristi perché ancora oggi, qualcuno, purtroppo anche personalità e rappresentanti del Governo, nel voler spiegare le motivazioni delle scelte degli elettori, porta simili paragoni.
E' davvero triste inoltre che a farlo sia persino un Leader di Partito, Forza Italia, che nel suo agire Politico sempre si è speso a favore dei diritti delle Donne, come quella sulla parità, sul contrasto allo stalking e violenze di genere, sulla conciliazione fra tempi di lavoro e famiglia, sulla parità di salario fra uomo e donna.
Rattrista dunque ancor di più, che a fare certe dichiarazioni ormai fuori dal tempo e involutive, siano personalità che ci rappresentano all'Estero, rischiando di far tornare, indietro l'Italia, anche nell'immaginario collettivo che alcuni Paesi stranieri, come l'America, hanno ancora di noi, definendoci il Paese della Pizza & Mandolino.
E a proposito di Pizza consiglierei ai Leader Politici di astenersi, da ora in poi, dall'andare a Sagre Estive e Locali alla moda, per evitare che i Salvini di turno, al Papete o il Tajani di turno a Formello, ( durante l'Evento denominato Itaca), possano sbragarsi fino a tal punto.
Che dire di più?
Forse è tempo che diventino Leader di Partito le donne, anche in quello di Tajani.
Forse rispondere che a quelle con le gonne, corte o lunghe che siano, a quelle carine o avvenenti, e a quelle nude, come qualche altro retrogrado le vorrebbe, evidenziando ancora una volta il carattere machista e razzista del suo Movimento, io preferisco quelle intelligenti e libere.
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