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La Rivoluzione Gentile dei Giovani

Da osservatore politico, commentatore e militante del libero pensiero sono rimasto molto colpito dal discorso di Emma Ruzzon, una giovane studentessa universitaria, padovana, durante la cerimonia in occasione dell'Ottocentesimo anno di Fondazione della Università Patavina, del 19 Maggio scorso.

Ebbene, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della Vice Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e della nuova Rettrice Daniela Mapelli, la nostra giovane Emma ha avuto l'audacia di porre , durante il suo intervento, i veri problemi dei giovani di oggi, dei nostri figli dunque, dei nostri nipoti, di quella che sarà la nuova classe dirigente del Paese, sfatando il falso mito che li vuole "bamboccioni" ed apatici spettatori di quel che accade nella nostra cosiddetta società moderna, nell'era della globalizzazione.

E così innanzitutto la giovane Ruzzon, parlando di Libertà, a proposito dell'Università Padovana, definita Universis Patavina Libertis dopo le gesta di Concetto Marchesi e dei suoi studenti, che respinsero gli Austriaci dall'Università, ha affermato : " non è libera l'Istruzione in un Paese in cui l'accesso alla carriera universitaria è ancora appannaggio di pochi privilegiati".

Grande coraggio di Emma, in un luogo austero e in un momento in cui il protocollo cerimoniale avrebbe suggerito bon ton, cautela e discorsi melliflui e " stuccati" come alcuni dei presenti, vecchi e pomposi Baroni che gestiscono " la conoscenza e i saperi" secondo regole arcaiche , protervi professori , molti dei quali spadroneggiano in una delle più belle ed antiche sedi del "sapere accademico".

E poi : non è libera se è la più tassata d'Europa e forse solo per questo si laurea solo il 29% dei nostri giovani, mentre secondo la nostra Costituzione Repubblicana , deve essere garantita anche agli indigenti.

E allora io plaudo a questi giovani, per niente apatici , ma rivoluzionari gentili ,che colpiscono, come un pugno nello stomaco, con le loro irrefutabili verità.

Si perchè se oggi essi sono destinati ad un futuro di precarietà e fragilità lavorativa, se essi dovranno abbandonare l'idea di fare il lavoro per il quale avevano impegnato gli anni migliori della loro vita in quel tipo di studio , o quello di fare una famiglia, accendere un mutuo, fare dei figli, tutto questo è anche responsabilità delle Istituzioni, delle Accademie Universitarie, della Politica.

E ancora, se oggi vengono pagati a cinque euro l'ora, se il settanta per cento di loro abbandona e si dimette dal lavoro che gli viene offerto, quasi da schiavi, umiliante e frustrante, anche l'Università, anche quella di Padova, certo fra le più prestigiose di Italia, ha le sue responsabilità, quella di non integrarsi da sempre con la Città, quella di considerare gli studenti come numeri e non come cittadini, quella che punta tutto su numeri e aride statistiche, ben lontana dagli ideali di uomini come Concetto Marchesi, che credevano all'uomo, al suo pensiero, alla libertà.

Credo dunque che il Rettorato, I consigli di Facoltà, i Pro Rettori, tutti insieme , da domani, avranno ancora più responsabilità ,se non avranno saputo ascoltare gli insegnamenti di questi giovani rivoluzionari gentili, che vogliono l'Università al loro fianco, a lottare insieme a loro, a riconoscere loro i meriti ma anche i bisogni, ad aiutarli a crescere, a sentirla anche loro , partecipandovi, facendo ricerca, operando attivamente alle varie iniziative da protagonisti, sperando di diventar un giorno anche loro docenti, pur non essendo figli di ... o nipoti di ... o parenti di ...-

Una Università che riprenda il suo autentico ruolo di infusore di Cultura e Sapienza, senza dedicare molto del suo tempo, ad iniziative edilizie ed imprenditoriali, che ben potrebbe affidare ad una Fondazione o Società collegata.

Una Università spesso avulsa dal contesto sociale e politico cittadino, come se non lo riguardasse, una cittadella fortificata insomma, a volte impermeabile e sorda ad ogni anelito di cambiamento.

E allora cambia cara nostra Università, ed ascolta Emma e tutti gli altri , che amandoti senza limite alcuno, hanno voluto lanciarti un grido di aiuto.

Se lo farai tutti insieme intoneremo con gioia, oltre all'Inno di Mameli, anche l'inno

" Oltre i Secoli Amica" che tanto lustro nel Mondo continua a donarti

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sebastiano arcoraci