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Maturità, t'avessi preso prima!

  • Writer: sebastianoarcoraci
    sebastianoarcoraci
  • May 29
  • 3 min read

Updated: May 31

I giovani d'antan ricorderanno certamente la celeberrima strofa contenuta nella canzone di Antonello Venditti " Notte prima degli Esami", vera e propria colonna musicale, anche ai tempi d'oggi, per moltissimi studenti Italiani che si avviano ormai verso il temuto Esame di Maturità.

Quando ci penso mi sovvengono, ancora oggi, molti ricordi e qualche lacrimuccia.

Si perché, come per tanti altri miei coetanei, quel momento rappresentò nella mia vita una vera e propria svolta.

Ricordo ancora i giorni trascorsi insieme ai miei compagni a studiare, a volte in gruppetti ristretti, in modo forsennato e angosciante, come a voler recuperare tutto ciò che negli anni precedenti avevamo certamente trascurato, presi dalla nostra bramosia di vivere, imparare, sbagliare e crescere.

E come nella canzone di Venditti molti si fecero distrarre, chi dall'attivismo Politico, chi dai primi amori, chi da tutti e due.

Si vivevano soprattutto, e forse più intensamente di oggi, le prime storie romantiche intrecciate con l'altro universo, quello femminile, molto diverso dal nostro, e per questo affascinante.

Si viveva l'attesa di diventare "uomini maturi", pronti ad attraversare quel Rubicone che ci avrebbe portato chi all'Università, chi nel mondo del lavoro, universo a noi sconosciuto e per questo indecifrabile.

Molti sarebbero diventati la nuova classe Dirigente del Paese, così come i nostri Professori continuavano a dirci, nel tentativo di spronarci verso nuovi traguardi, verso il nostro avvenire.

Così nel tempo ci ritrovammo chi Professore, chi Medico, Imprenditore, Tecnico d'Industria, Avvocato, Sindacalista, Impiegato Direttivo, Artigiano e Commerciante.

Quell'Esame dunque ci cambiò, anche se noi, ragazzi diciottenni di allora, lo vivemmo con gioia e ottimismo verso il futuro, nel tentativo di scalare il ceto sociale di appartenenza, e di soddisfare, anche, le aspettative dei nostri genitori, che tanti sacrifici avevano fatto per noi.

Chissà se oggi è ancora così per i 44 mila maturandi Siciliani, ( 5.000 in Provincia di Messina), per i 40 mila Veneti, ( 7.500 a Padova), 33 mila Piemontesi e 36 mila Emiliano- Romagnoli, tanto per citare quelle Regioni che hanno quasi identico numero di abitanti (5 Milioni).

Per saperlo dovremmo interrogare questi giovani "futuri uomini e donne".

Giovani, che oggi, indubbiamente sembra arrivino mentalmente e fisicamente prima alla Maturità, vuoi per l'enorme maggiore sviluppo delle conoscenze, anche informatiche, rispetto alle nostre, vuoi perché il Mondo di oggi li pone di fronte a nuove sfide, molto più ardite di quanto fosse negli anni '70.

Basti pensare agli attuali conflitti nel Mondo che noi non abbiamo vissuto, o alle difficoltà economiche e di natura lavorativa di oggi, che li catapultano in un sistema sempre più precario e pieno di incertezze.

Da qui la maggiore loro consapevolezza delle risorse a loro disposizione, ma anche dell'incerto futuro da affrontare, e, nel contempo della loro maggiore sensibilità e fragilità insieme.

Quel che è certo, è che tornando alla Maturità e ai notevoli cambiamenti intervenuti nel tempo, occorrerebbe che l'Italia si adeguasse ai percorsi d'istruzione e formazione dei modelli presenti a livello Mondiale ed Europeo, molto più avanti del nostro.

Non è un caso che spesso, anche in Italia, si pensi di far anticipare la maggiore età a 17 anni, con tutte le conseguenze del caso, come il voto, l'acquisizione della Patente, il Servizio Civile e Militare Volontario, etc... .

Io credo dunque che ora sia giunto il momento, anche per quanto i giovani di oggi stiano dimostrando di saper fare e di saper essere.

Per questo è auspicabile cominciare un nuovo percorso di cambiamento che potrebbe iniziare proprio dalla Scuola.

D'altronde già da tempo nel Mondo, come ad esempio, negli USA, Canada, Scozia, Australia, Nuova Zelanda, gli anni delle Superiori sono 4 e non 5.

E ciò avviene anche in quasi tutta Europa, come in Spagna, Austria, Germania, Francia e Inghilterra.

Cosa si aspetta dunque per giungere anche noi a questo traguardo?

Traguardo che non solo ci allineerebbe a livello Internazionale, per ciò che riguarda la Scuola, ma che ci consentirebbe, a mio avviso, di anticipare il raggiungimento della maggiore Età, con conseguenze assolutamente positive e in linea coi tempi moderni.

Un obiettivo dunque auspicabile, che, credo il prossimo Governo dovrebbe inserire nei propri progetti di riforma strutturale e ammodernamento del Paese.

In tal senso " maturità t'avessi preso prima" acquisterebbe un nuovo significato, e credo che, anche Antonello Venditti non se ne dispiacerebbe poi tanto.

Per chiudere voglio fare tanti in bocca al lupo a tutti i maturandi per il 18 Giugno, giorno d'inizio della Maturità, con un suggerimento speciale:

" studiate tanto, ma non dimenticate di divertirvi", perché, comunque vada, questi giorni vi resteranno per sempre nei più bei ricordi della vostra vita.

Ad maiora!

e in greco : Sinharitiria

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