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Brasile eliminato dai Mondiali di calcio, ma come stanno andando?

  • Writer: sebastianoarcoraci
    sebastianoarcoraci
  • Jun 15
  • 3 min read

Updated: Jul 6

Le eclatanti eliminazioni di Olanda, Brasile e Germania, tre fra le squadre più blasonate del Mondo dimostrano che il vecchio modo di giocare il calcio è ormai tramontato, oggi vince il gioco veloce e agile, eseguendo gesti tecnici prima dell'arrivo del pressing avversario, con rapidità mentale e tecnica mirata.

E comunque a me questo Mondiale di calcio fa terribilmente noia.

Infatti per le partite viste finora, quelle in chiaro sulla Rai, credo che la Rai abbia buttato via i soldi, i nostri soldi, ben 130 milioni di Euro buttati via, anche se alla fine ne pagherà 70, vista la clausola che aveva inserito in contratto nel caso che l'Italia, ahinoi, non si fosse qualificata, cosa che si è verificata, e per la terza volta.

Ma torniamo al calcio giocato, si fa per dire.

Perché di giocate ne ho viste ben poco.

Infatti pur assistendo alle partite delle grandissime squadre di un tempo come l'Olanda e il Brasile ( allenato da Carlo Ancelotti), la Spagna, la Germania e il Belgio mi sono divertito davvero poco, anzi nulla, a parte qualche bella gara per merito soprattutto delle squadre meno blasonate e del Continente Africano e Asiatico.

Motivo?

Un traccheggio infinito nel gioco, che fa perdere ogni motivo di spettacolo, movimenti con la palla e schemi ormai del tutto prevedibilissimi, assembramenti a centrocampo con risibili tocchetti da terza categoria, rilanci "alla viva il parroco", pochi a saltare l'uomo e crossare al centro, linee verticali zero, giocatori spesso sfiniti dai lunghi campionati appena conclusi, per non parlare del coaling break, a volte ingiustificato, o degli arbitri poco professionali, e chi più ne ha più ne metta.

Né vi sono più i grandi calciatori di un tempo, veri funamboli del calcio, che così tanto ce lo hanno fatto amare, Pelé, Zico, Falcao, Rivera, Riva, Beckenbauer, Maradona, Messi, Neimar, solo per citarne alcuni.

Oggi dobbiamo accontentarci di pochi come Mbappé, Bellingham, Joao Neves, Jamal, Nava, Nico Paz, Bouaddi ( Marocco) e pochi altri, peraltro poco conosciuti dal grande pubblico.

Uno spettacolo triste insomma.

Mi direte che il mio negativo approccio dipende forse dal fatto che non c'è l'Italia.

Forse è vero anche questo, ma vedere il Marocco, il Giappone, Egitto e Capo Verde, quest'ultime che hanno imposto il pareggio a Belgio e Spagna come se fossero dei giganti del calcio Mondiale, o entusiasmarmi per qualche loro sprazzo di autentico calcio, mi fa davvero imbestialire, specie se penso al battage pubblicitario e agli incassi del Business Mondiali, pari a 13 Miliardi, o quelli della Fifa pari a ben 4

Miliardi, davvero pantagruelici.

Somme che da sole rappresentano quasi una intera manovra finanziaria di un Paese come l'Italia, o molto più di un bilancio annuale per Paesi come la Repubblica Ceca o 3 volte quella di un Paese come la Bosnia.

E poco mi rallegra il pensiero che le ricadute economiche del Mondiale e il PIL dei Paesi Organizzatori, U.S.A., Canada e Messico, saranno il doppio delle spese sostenute, poiché queste Nazioni giù erano ricche per conto loro infischiandosene del calcio.

Resta dunque l'amaro in bocca per uno spettacolo che lascia a desiderare e per un Mondiale che va cambiato e reso più spettacolare.

48 squadre partecipanti sono troppe a mio parere, altro che 64 , come dichiarato dal Patron Gianni Infantino, ironizzando sulla esclusione della nostra Nazionale.

Inoltre secondo me vi sono Squadre spesso di scarso livello calcistico, troppi gironi, e durata della manifestazione molto allungata ( 1 mese ), al solo fine di ingrassare gli organizzatori e i bookmaker.

Occorrerebbe invece, ad esempio, andare da subito agli ottavi di finale senza passare per le semifinali, con scontri diretti ed eliminazione già dopo i singoli incontri.

E ancora : occorre adeguarsi al nuovo modo di fare calcio, un po' come fu al tempo del "gioco totale" all'Olandese.

Invece oggi anche le giocate sembrano scontate, e, persino i moduli applicati sembrano vecchi di 100 anni, così come i gesti agonistici dei calciatori, spesso giovincelli viziati e miliardari, senza alcun attaccamento alla maglia e ai colori della propria Nazionale.

Per questo bisognerebbe ridimensionare questo circo mediatico e riorganizzare in modo più spettacolare quella che a me sembra una squallida "carovana del pallone".

Infine, io credo che, in ogni caso, il calcio, come sport agonistico, cominci ad essere in declino.

Penso infatti all'infinito maggiore spettacolo del baseball, o del cricket, del football americano, del basket, volley, del Rugby e del tennis, spesso considerati nel nostro Paese sport " minori", i quali, invece, presto, soppianteranno, anche in Italia, il calcio.

Il futuro insomma, anche nello sport, e anche in Italia, è ormai alle porte, prepariamoci!

Agg. 6 Luglio 2026

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