Nuova Legge elettorale servirà?
Ieri il Parlamento, per la quinta volta negli ultimi anni, e a ridosso delle nuove Elezioni, ha approvato la nuova Legge Elettorale, detta Stabilicum.
L'intento della Legge è, come dice la parola stessa, la stabilità dei Governi.
Questa sostituisce il "rosatellum" del 2017, dal nome del Deputato Ettore Rosato, promotore della stessa, che ha regolato anche le scorse elezioni del 2022.
La nuova Legge in realtà nasce dalla preoccupazione fondata, visti tutti i sondaggi finora emersi, che le due Coalizioni di Centro Destra e Centro Sinistra potrebbero equivalersi dopo le urne, e che questo, possa portare ad un periodo di forte instabilità nel Paese, come succedeva nella Prima Repubblica quando i Governi mediamente duravano 18 mesi.
Una Legge "difensiva" si potrebbe dunque chiamare.
A tale scopo si è previsto un premio di maggioranza molto alto, 70 deputati e 35 Senatori in più alla Coalizione che vince a patto che questa raggiunga il 42% dei voti validi espressi dagli elettori.
Premesso che, a mio parere la soglia del 42% è bassa, e che si poteva per lo meno graduare il premio in modo progressivo ( 42 - 44- 46% etc ), come, per esempio, prevede il Sistema Elettorale della Regione del Veneto, in modo da non premiare troppo una Coalizione che raggiunge solo il 42%, prevedendo magari i 70 Deputati e i 35 Senatori in più solo per chi si avvicinava alla soglia massima del 50 più uno %, mentre a quella minima potevano essere assegnati solo una trentina di Deputati e una dozzina di Senatori, e via via sempre più ad ogni scatto di percentuale di voto raggiunta, è da apprezzare l'intento del Legislatore che vuole preservare, sin dal limite del 42%, la Governabilità del Paese.
Il problema semmai si porrà se nessuna delle due Coalizioni raggiungerà il 42% .
In questo caso la Legge prevede che la distribuzione dei seggi avvenga sulla base del sistema proporzionale puro, prevedendo che ogni Lista e Coalizione si presenti in una Circoscrizione Nazionale o Locale, senza alcun premio di maggioranza.
Una evenienza che tutti si augurano non accada poiché in quel caso tornerà di moda la ricerca di una maggioranza Parlamentare, col rischio si Governi Tecnici o misti tricolori ( Lega - 5 Stelle - PD ), o di Unità Nazionale.
Inoltre, per la prima volta dopo 23 anni, questa nuova Legge introduce le preferenze, seppure i Partiti si son cautelati per quanto riguarda i capi lista, che sono bloccati e decisi appunto dalle loro Segreterie Nazionali.
Un risultato, quello delle preferenze, non scontato, nonostante, in tutti questi anni, da più parti venissero richieste a gran voce, per garantire all'elettore di scegliersi il proprio Deputato o il proprio Senatore in modo da avvicinare l'elettore all'eletto.
Una vittoria a metà, ma pur sempre un risultato positivo, per aver accolto le istanze dei cittadini che da tempo rivendicavano il loro diritto di scelta.
Peraltro tale scelta delle preferenze si inserisce in quella ricerca di avvicinare di più l'elettore alle urne, visti gli ultimi esiti disastrosi relativi al forte astensionismo elettorale, ormai attestatosi sul 40%.
Novità altrettanto importante sul piano Politico è l'aver previsto che nei materiali elettorali ( non sulla scheda) venga indicato anche il nome del Premier appartenente alla Coalizione vincente.
Una scelta che certamente risponde ad una maggior chiarezza e trasparenza di fronte all'elettore che saprà ben prima dell'esito quale potrà essere il nuovo capo del Governo.
Scelta che indubbiamente porrà da oggi grossi problemi al cosiddetto " campo largo" del Centro Sinistra, che a questo punto dovrà sciogliere gli ultimi nodi sul Leader che lo rappresenterà, se Conte o la Schlein.
Ora, in ogni caso, visto l'avversità dell'intera Opposizione, si attendono vari esposti alla Corte Costituzionale, per una supposta illegittimità della nuova Legge, specie in ordine al ruolo del Presidente della Repubblica, a cui la Costituzione assegna il compito di nominare il Premier, che potrebbe essere vanificato dalla già indicata scelta operata dalle singole Coalizioni al momento delle Elezioni, prefigurando già il nome del capo della Coalizione che vince.
La Corte Costituzionale potrebbe esprimersi già nei primi mesi dell'anno prossimo in modo di avere il tempo per effettuare tutte le operazioni elettorali sapendo con esattezza con quale Legge si voterà.
Sembrerebbe dunque tutto chiaro, ma, personalmente, prevedo, sin d'ora, un inizio di campagna elettorale molto divisiva, con toni spesso ingiustificati e rissosi, che bene non fanno, ad un Paese alla ricerca di una sua identità Nazionale e Internazionale, alle prese con gli enormi problemi oggi sul tappeto, dovuti ad una inflazione crescente, a costi esagerati per l'energia e ad un carrello della spesa ormai insostenibili, a fronte di un Bilancio dello Stato che ha pochi margini di manovra.
La speranza è l'ultima a morire, ma occorrerà più della speranza.
L'augurio è che tutti lavorino per il bene della Nazione, avendo di mira solo l'interesse e i bisogni dei cittadini.
Ci ascolteranno?
"Ai posteri l'ardua sentenza", come diceva il grande Alessandro Manzoni.
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