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Rotolando verso sud

  • Writer: sebastianoarcoraci
    sebastianoarcoraci
  • 7 days ago
  • 4 min read

Updated: 6 days ago

I Negrita, nel 2005, di questo titolo, ne hanno fatto un successo discografico .

Più modestamente, io, a distanza di più di 20 anni dalla sua uscita, in questa estate torrida del 2026, ne voglio fare un sorta diario di viaggio nella memoria.

"Ogni nome è un uomo ed ogni uomo è solo quello che scoprirà inseguendo le distanze dentro se - quante direzioni, quante deviazioni prima di restare in equilibrio per un po', sogno un viaggio morbido dentro al mio spirito e vado via", dicevano i Negrita.

Vado via, in un viaggio romantico, sul treno, il mezzo di trasporto che più amo.

Un viaggio a ritroso, verso l'Isola più bella del Mondo, che parte dalle sponde del Brenta, disseminato di vaste pianure e campi coltivati ad orto, ville Palladiane, architetture di Andrea Memmo, col suo magnifico Prato della Valle, in cui da quasi mezzo secolo è cresciuta la mia anima, il mio corpo, i miei pensieri, le sconfitte e i successi più alti, le mie relazioni umane, molti dei miei racconti, fino ad arrivare nella dotta Bologna, con i suoi piaceri, i portici e l'Università di Irnerio, la più antica d'Italia.

Ogni luogo ha un nome e ogni nome è un pensiero dentro me, un'onda azzurra capricciosa che mi sospinge verso riva.

Ogni posto un ricordo, una sensazione, diversa, intensa, vivida.

Come a Bologna, i Congressi Politici, il Movimento Studentesco, le lezioni con Augusto Barbera, gli esami, la laurea col Professor De Vergottini di Costituzionale, le soste alle trattorie Emiliane, la gente sempre allegra, accogliente, gentile.

E poi Firenze, il Duomo, Palazzo Pitti, le passeggiate sull'Arno, Ponte Vecchio, i suoi mastri orafi, un monile alla donna che amavo, il vocio rumoroso per gli acciottolati di Via dei Calzolari.

E dai e dai si giunge a Roma Caput Mundi, ove il Papato da secoli guida lo spirito dei suoi fedeli, luogo in cui tutto si decide, ove tutto si ammorba nei segreti meandri della Politica, delle manovre oscure di Palazzo, degli intrighi e delle consorterie.

Quante riunioni in Via Del Corso, dopo aver visitato Piazza di Spagna, il Parlamento, l'Altare della Patria, la Fontana di Trevi, le trattorie Romane e le loro amatriciane.

E poi "vedi Napoli e non muori" anzi, rinasci a nuova vita.

Castel dell'Ovo, Via Caracciolo, Rione Sanità, i suoi " bassi", i suoi scagnozzi a scorazzare per Capo di Monte, i Quartieri Spagnoli, mentre ammiri sua Maestà il Vesuvio, il Vulcano buono, la pizza a metro, u cafè, il vocio del mercato del Pesce, e di quello di Forcella, quando Ciro si presentò con una scatola di cartone con dentro una pistola, " signurì pigghiativilla, bona é, e cu suli 50 mila lire va purtati a casa", e io esterrefatto risposi " nn n'haiu picciuli", declinando gentilmente l'offerta.

Di colpo sei a Sapri, con la sua "spigolatrice, e ormai cavalchi verso il ventre di un Sud assolato, magnetico, silenzioso, affascinante, e poi Battipaglia con le sue "zizzone", le sue mozzarelle di bufala, i suoi mitici formaggi, le sue donne affaccendate coi casari, "mo' arrivo, sempre a disposizione signò".

E improvvisamente ti affacci al finestrino che sei già nelle Calabrie, Lamezia Terme e poi Paola, che dal mare si inerpica verso il paese, col suo San Francesco, molto amato dalle genti del Sud.

La Calabria, con le sue lunghe coste e i suoi pascoli, il lago, la Sila, San Giovanni in Fiore che ci ospitò con le sue notti stellate, i suoi pascoli, la gente semplice, i suoi sapori , a supprissata e u caciocavallo di infinita bontà, oasi di pace e natura incontaminata.

E via via verso Rosarno, Gioia Tauro e infine verso i mari dello Stretto, ove la fata Morgana ti avvicina le due sponde fra Punta Pizzo e Capo Peloro.

E infine Messina, le sue granite, il Duomo con il suo Gallo, il Tribunale, Via Tommaso Cannizzaro, le Facoltà Universitarie, e di nuovo giù, per Via Cairoli e i suoi magnifici negozi di moda, le passeggiate, i giardini, la Chiesa dei Cappuccini e il museo, e poi Ganzirri villaggio di pescatori e cozze, i lidi con Mortelle e la Zona Paradiso, gli incontri sulle panchine con le sue donne in abiti fruscianti di lino bianco, le amorosi notte.

E da lì a Poco la Penisola del Sole e i suoi Mamertini, i due mari, il Porto, il Castello Normanno, la Pescheria, Vaccarella e le barche dei marinai, il borgo, la Matrice, e ancora più su, il Capo e i suoi ulivi secolari, gli arancini, u piscistoccu, i mulancianenni chini, a mezza ca panna, il panorama, il Cirucco e la Smeralda nelle sue notti magiche a ballare e divertirsi da eterni adolescenti, verso nuove speranze e nuovi sogni d'avventura con le donne Tedesche e le dolci Francesine.

Ricordi che si fanno verdi, e poi rosa e infine azzurro, come il suo mare al sorgere del Sole.

Un viaggio e le sue distanze, le sue differenze, i suoi stati d'animo, sempre diversi, sempre cangianti, che assorbono la vita e te la cambiano, come cambiano i colori, le amicizie, le culture, gli stili di vita, gli orizzonti, le paure e le certezze, i desideri, e infine le conquiste, le conferme, i dubbi e le certezze di un vivere sempre osando, con ardore e mitezza di cuore, nel segno della rivoluzione della tua esistenza, nell'avanzare dei tuoi anni, verso nuovi viaggi e i tuoi prossimi traguardi.





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