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  • Writer's picturesebastianoarcoraci

Sondrio per i bimbi, Gorizia per i Giovani, Trento per gli Anziani ( Padova in ottava posizione).

Al Festival dell'Economia di Trento, edizione 2024, in questi giorni, è stato presentato uno studio molto interessante, a cura del Centro Studi Tagliacarne, pubblicato sul sole 24 ore.

I criteri su cui si basa lo studio sono molteplici, di cui i principali sono i seguenti :

servizi comunali - alfabetizzazione- disoccupazione giovanile- quoziente di nuzialità - consumo farmaci per depressione-bar e discoteche- giardini scolastici- spazi abitativi- asili nido - verde attrezzato - attività sportiva .

Ebbene, i risultati confermerebbero che la qualità della vita migliore, distinta per fasce d'età, si concentrerebbe nell'Area del Trentino Alto Adige , con Gorizia e Trento appunto, ed in Veneto, con buoni piazzamenti, specie per gli anziani, di Padova ( 8°), Vicenza, Treviso e Verona. ed anche la Lombardia, che, con Sondrio, Como, Cremona e Lodi, conquista alte posizioni in questa speciale classifica.

Ancora una volta, quindi, si evidenzierebbe una Italia a due velocità.

Non a caso Città come Bari, Napoli, Catania e Palermo, occupano le ultime posizioni ( dal novantesimo posto in poi ).

Che dire?

Una riflessione amara che mi sentirei di fare, è, che nonostante, in tutti questi anni, Istat, Svimez, lo stesso Sole 24 ore ed altri Istituti e Centri Studi, continuino a rappresentare una Italia a due velocità, per il Centro ed il Sud d'Italia, nulla si è fatto per colmare questo divario.

Eppure le risorse, a tali aree geografiche del nostro Paese non mancherebbero, come la bellezza dei luoghi, la dotazione di numerosi siti di beni culturali, una rinomata industria agro- alimentare, il clima mite, favorevole ad una buona qualità della vita e conservazione della natura.

Così come non sono mancate risorse economiche adeguate, a volte ingenti, anche con i fondi Europei, e, più di recente con i fondi del PNRR, spesso risultate inutilizzate o, non spese.

Anche questo Governo, con l'azione dell' "Agenda Sud", sta iniettando, specie al Sud, notevoli aiuti economici, anche attraverso le ZES ( Zona Unica di sviluppo del Mezzogiorno)

Ciononostante, in ogni analoga occasione di presentazione di report statistici, queste aree del Paese ( sempre le stesse) risultano in posizioni di retroguardia.

Cosa non ha funzionato, e cosa non continua a funzionare allora?

Innanzitutto la pervasività, ancora forte, della criminalità organizzata che, in parte governa molte fette del territorio, disincentivando forme di investimento, sia interne che esterne, o di livello Internazionale.

Pesa, poi, evidentemente, la presenza di una fallimentare classe dirigente locale

( Amministrativa - Politica), oltre a una mancanza di rete e cooperazione fra i soggetti in campo :

il mondo delle impresa, le categorie professionali, le forze sociali, il terzo settore, gli Enti Locali, Regione in primis.

Manca anche una politica di ascolto dei cittadini e degli stakeholders, ( le parti sociali interessate).

Esiste inoltre una malcelato vezzo, di natura assistenzialista, perpetrato, anche di recente, da forze demagogiche e populiste , come i 5 Stelle, e certa Sinistra, che in tutti questi anni, non ha fatto emergere le energie positive, che pure ci sono, come i giovani, le start app, l'auto - impresa, spesso svilite ed ostacolate, oltre che una politica -politicante, anche da un settore strategico, quale quello bancario e finanziario, che stringe nella morsa del mancato credito, o a tassi esorbitanti, i pur presenti aneliti di crescita e di sviluppo, ogni qualvolta tentino, timidamente, di affacciarsi nelle dinamiche e nei processi di miglioramento e di intrapresa.

Occorrerebbe dunque, a mio parere, una maggiore attenzione verso questi temi, con interventi, da parte dello Stato, di supporto ed accompagnamento attivo, per un proficuo utilizzo delle risorse messe in campo.

Occorre cominciare una grande opera di cooperazione e l'istradamento verso "buone prassi", con verifiche semestrali, sul campo, sull'attuazione dei progetti, spesso annunciati ma poi non realizzati, sulle orme dei migliori esempi, prodotti dal Nord del Paese, nei settori più strategici, come l'Istruzione, I servizi ai Cittadini, l'auto - impresa, promuovendo un nuovo piano abitativo di qualità, l'individuazione di aree artigianali, commerciali, la creazione di distretti del turismo, del mare, dei porti e delle infrastrutture viarie e ferroviarie.

Occorre però, innanzitutto, la volontà Politica di compiere tali cambiamenti, pena la sottesa certezza, che si voglia mantenere tali differenze, privilegiando certe aree del Paese a scapito del Mezzogiorno e dei suoi cittadini, le vere vittime, dello status quo, che, forse, potrebbe rispondere ad un disegno preciso, quello di mantenere queste aree, nel sottosviluppo e nella dipendenza da altri, diminuendone il loro potere di scelta nelle decisioni Nazionali, emarginandole da un contesto di benessere e di crescita.

L'Italia, però, a mio avviso, o cresce omogeneamente, e di pari passo, o subirà un declino inevitabile, rispetto alle altre due grandi potenze economiche Europee, come la Francia e la Germania, diminuendone così il proprio peso complessivo, nel contesto geo-politico Europeo.

Sebastiano Arcoraci-

Jornalist free lance- Commentatore- Scrittore-








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