Alicia Keys illumina uno spento Sanremo.
- sebastianoarcoraci
- Feb 27
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Per fortuna che Alicia c'è verrebbe da dire.
Eh si perché fino alla tarda serata di ieri, Il Giovedì del 76° Festival di Sanremo era stato di una noia mortale.
Tutta colpa dello stanco Carlo Conti, ormai ridotto a "consegnatore" dei mazzi di fiori, un po' bruttini, ai cantanti che si esibiscono, agli autori poco creativi e una impacciata Laura Pausini, Star internazionale della musica leggera, ma poco avvezza al ruolo di presentatrice .
Diciamolo i brani di per sé non sono male, alcuni addirittura con profonda liricità come quello di Ermal Meta, dedicato a una bambina Palestinese, a cui va il mio voto, o quello di Serena Brancale, dolcissimo inno alle mamme, o di Arisa che abbraccia sonoramente il padre scomparso di recente e quello di Sal Da Vinci ispirato dalla dolce compagna di vita.
Inoltre è stata una vera forzatura aver inserito fra i cosiddetti Big, gente totalmente sconosciuta al grande pubblico, come Eddie Brok, Maria Antonietta & Colombre, Luché, Sayf, Samurai Jay, o Chiello, ha degradato il livello della manifestazione, derubricandolo a Kermesse di Provincia.
I ritmi sono in décalage, le pause insopportabili e i vuoti di palcoscenico hanno fatto il resto.
Ci è voluto Eros Ramazzotti in duetto con Alicia Keys insomma per ridare "vibrazioni" a un Festival che va ripensato totalmente.
Ci voleva Riccardo Bocchini, con le sue scenografie a metà fra asimmetrie e armonie musicali, a salvare quel poco che va salvato di questa edizione senz'anima del Festival.
Ci voleva l'imitatore Pantani a farci tornare il sorriso e la verve in un Festival mortorio, e qualche brano intenso come quello di Enrico Niggiotti, Masini e Fedez, Nayt, che affrontano temi esistenziali e ansie sociali del nostro tempo, la guerra, il dolore, la morte.
Il resto ? solo canzonette come avrebbe detto il mitico Edoardo Bennato.
Eppure i mezzi e le risorse investite dalla Rai, compresi i nostri canoni di abbonamento, e le ingenti somme degli sponsor, con spazi pubblicitari invadenti fino al midollo, sono immani, ammontando a ben 70 Milioni di Euro.
Un Febbraio Festivaliero che potrebbe darci di più insomma, considerando che il gusto musicale degli Italiani è divenuto sempre più raffinato e il grande pubblico è divenuto sempre più esigente.
Il futuro?
Un direttore artistico vero, e una produzione Rai che sfoderi le sue armi migliori, ma soprattutto un filo conduttore che leghi la settimana Sanremese fornendogli quell'anima profonda da sempre ispiratrice della sonorità musicale Italiana.
Certo un Festival degli autori più prolifici e affermati sarebbe il massimo ma abbiamo ancora i De Gregori, Dalla, De André, Battiato, Battisti, Pino Daniele e Guccini?
Forse si, seppure in chiave diversa, come Colapesce e Di Martino, Brunori Sas, Alfa, Madame, Fabrizio Moro, Lazza, Mahammoud e altri ancora, sui quali investire di più.
nell'attesa godiamoci gli ultimi scampoli rimasti e i duetti di stasera, con il mitico Tullio De Piscopo, Gaia, Mario Biondi, Michele Zarrillo e gli Stadio, forse il nostro spirito si rinfrancherà pensando ai fasti di un passato che non tornerà.
Buon Sanremo ventiventisei a tutti
sebastianoarcoraci.com - Associated GNSPRESS



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