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Verso il nuovo Sindaco di Padova, ecco l'identikit !

  • Writer: sebastianoarcoraci
    sebastianoarcoraci
  • Feb 18
  • 5 min read

Ormai mancano 16 mesi per scegliere il nuovo Sindaco di Padova.

In tal senso occorre ripartire dall’esito delle scorse Elezioni Regionali, allorquando il nuovo Governatore Alberto Stefani  e la sua Coalizione Centro Moderata, si è affermato con un netto 64%, con un risultato, che a Padova, però si è fermato al 49%

( contro il 48 del Centro - Sinistra).

D'altronde non è affatto troppo presto discuterne e  delineare la figura del nuovo possibile Sindaco di Padova.

Sindaco che non potrà più essere Sergio Giordani, avendo egli svolto già 2 mandati.

La partita, in Città,  si presenta quindi difficile visto il risultato non negativo, che lo schieramento di Sinistra ha ottenuto, anche se è ormai noto a tutti  che ogni tornata elettorale fa storia a sé.

Peraltro i Padovani, si sa, di solito, sono molto attenti e partecipi quando si tratta di eleggere il proprio Sindaco.

Personalmente, vivendo attivamente la Città e le sue problematiche, parlando con i cittadini,  credo che alle prossima tenzone elettorale cittadina, a differenza della affluenza elettorale alle Regionali, attestatasi al 44%, si supererà invece il 60%, come nel 2022. 

Se ciò è verosimile occorre ora cercare di definire  l’identikit del prossimo Sindaco.

Identikit che necessariamente  dovrà tener conto del ”sentiment” dei cittadini in questi quasi 4 anni trascorsi con l' Amministrazione Giordani.

Personalmente, ascoltandoli, osservo da parte loro una stanchezza e delusione, per le molte mancate risposte da parte dell’ Amministrazione, che da civica si è, via via nel tempo, dimostrata  prona ad una visione e strategia dettate dai Partiti di Sinistra, se non di sinistra estrema, come Coalizione Civica, oltre che sorda verso ogni istanza di partecipazione dal basso dei cittadini.

Cittadini costretti a vivere, ormai da 2 anni in mezzo, prigionieri in casa, ammorbati dall’inquinamento ( Padova è la terza peggiore Città dopo Milano e Torino), dovuto al caos del traffico urbano, sconvolto da mille cantieri, dedicati specialmente a un  Tram che ormai è divenuto oggetto del desiderio, spesso in disservizio e con  mezzi veicolari poco capienti e disagevoli.

Cittadini e famiglie che subiscono un aumentato numero di furti in casa, come riportato anche dall'ultimo report del sole 24 ore, oltre che dover registrare una diminuita offerta di abitazioni, con affitti salatissimi.

Una Città poco accogliente, specie per i giovani, e con un aumentato senso di insicurezza causato da balordi e baby gang, con un Sindaco che non ha fatto mistero della sua posizione di rottura, anche con alcune Istituzioni, schierandosi persino contro il Questore e il Prefetto, sulla  opportunità di istituire delle zone a maggior sicurezza come in Stazione.

Di poco cambia la situazione se l’osservazione viene fatta dagli operatori Commerciali, che stanno vivendo una continua desertificazioni della Città, mai registrata sino ad oggi, con conseguente chiusura di molte attività, oltre al caro affitti per i loro negozi, e senza che l'Amministrazione abbia compiuto, in questi anni, scelte a loro favore, rimanendo totalmente sorda alle loro richieste di aiuto.

Un Sindaco che sarà ricordato tristemente anche per la vicenda Fiera, ( 4 Milioni di deficit), ormai  ridotta ad Hub Universitario e Centro Congressi, prossima ad essere inglobata dall'Interporto, anche questo prossimo alla privatizzazione, o per la poco trasparente operazione dell'Hub Alì, con la conseguenza di aumentare ancor di più l'indice di cementificazione di Padova, visti anche i prossimi 13 Studentati, privati, che saranno realizzati in Città.

Per questo ( l'elenco sarebbe lungo), io credo che i Padovani non  vedano l’ora di liberarsi di questa “mala gestio” Giordaniana. 

Ciononostante, come dicevo, la sfida non è da sottovalutare, visti i gangli pervasivi della Coalizione Giordani- Micalizzi in molti settori economici e sociali cittadini, spesso sedimentati da una sorta di consociativismo strisciante che da tempo ammorba il vivere quotidiano dei Padovani.

Occorrerà sconfiggere complicità e consorterie di poche famiglie, che da tempo, alimentano una politica improntata all'immobilismo, all'assistenzialismo e alla cementificazione del territorio, occupando peraltro, con suoi uomini, tutte le posizione di Vertice nelle Istituzione ed Enti della Città.

L’identikit di un Sindaco, dunque, che dovrà essere individuato  dal basso, insieme a molte energie positive presenti in Città, finora rimaste sopite, costruendo

una sorta di "Rassemblement Popolare", insieme alle attuali  forze Politiche moderate.

Occorrerà promuovere la presenza, nelle Istituzioni, di esponenti di Categorie e Associazioni, e di semplici cittadini, che svolgono quotidianamente il loro impegno civico, con disinteresse, passione e amore per la propria Città, unica vera garanzia per poter incidere, nelle scelte della Civica Amministrazione.

In tal senso poco lungimirante e di corto respiro appare la visione di chi, come quella del Segretario Cittadino di Fratelli d’Italia, che nelle scorse settimane, sui quotidiani locali, ha rivendicato per il suo Partito la candidatura a Sindaco di Padova.

A mio parere invece, sarebbe un errore clamoroso individuare il Candidato con il manuale Cencelli, in cui le caselle dei vari candidati a Sindaco nelle prossime Amministrative, ( c’è anche Verona), si riempiano per appartenenza Partitica.

Occorre invece ascolto, e confronto, sul programma, e un candidato a Sindaco, disposto a governare, in modo alternativo, rispetto alla chiusura ad ogni dialogo  di questa Amministrazione, immaginando una figura di alto profilo culturale e Politico, non necessariamente di Partito.

Mi piace pensare che, per questo, venga adottato il Metodo CAMBRIDGE, in cui, con uno sforzo comune, i vari componenti proattivi, della Comunità, come avvenuto di recente nella vivace cittadina di Cambridge, si assumano l'onore di dare una nuova visione, una nuova strategia, alla Città, guardando anche oltre i propri confini territoriali, costruendo alleanze e sinergie, anche con l'Istituzione Regionale, perché Padova torni ad essere la vera Capitale del  NordEst, il vero motore economico e sociale del Veneto.

Un identikit che vede dunque una donna o un uomo, con una sua squadra, che sappia ridare dignità e spazi politici, agli aneliti di partecipazione, finora rimasti inascoltati, da un Sindaco, e, dal suo ristretto cerchio magico, che  ormai appare stanco demotivato e senza idee.

Una risposta che metta in campo un candidato Sindaco che ami la propria Città, che la viva intensamente, che conosca le sue fragilità, e, nel contempo le sue grandi potenzialità, consapevole della sua centralità nello scacchiere Veneto, specie nel suo Quadrante Centrale ( Verona – Vicenza- Treviso), che sappia fare squadra, che dialoghi con le altre Istituzioni  e Organismi Locali, ma anche con quelle Nazionali e i suoi rappresentanti eletti al Parlamento nel proprio territorio.

Si cominci subito a individuare un tavolo di confronto, senza  attendere l'ultimo minuto, senza giocare di rimessa, né sottostare ad accordi di vertici Romani.

 Si cominci piuttosto a individuare un Coordinamento fra le forze Politiche dello schieramento “Popolare”, con incontri periodici, anche con le Categorie produttive e le Associazioni Cittadine, cominciando a costruire, sin d'ora, un programma di rinnovamento e sviluppo per i prossimi 10 anni, accompagnata da una figura di spicco, liberale e popolare della nostra Città..

MUTARI LICET -  "cambiare si può, cambiare si deve”-

Padova 18 Febbraio 2026 

 

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