Azzurri con i "Bastoni fra le ruote"
- sebastianoarcoraci
- 4 minutes ago
- 4 min read
L'Italia si sa ama il calcio e il calcio ama i colori Azzurri.
Non è un caso che l'Italia abbia vinto ben 4 Mondiali di calcio, nel 1934. 1938, 1983 e nel 2006, oltre 2 Europei nel 1968 e nel 2020.
Un palmares di tutto rispetto dunque .
Solo il Brasile lo ha vinto più di noi, per ben 5 volte.
Poi deve essere successo "qualcosa", perché non si spiegherebbe altrimenti il fatto che sono 20 anni che non vinciamo più un Mondiale, e 3 volte consecutive che addirittura non vi accediamo, ne può essere il solo Bastoni, che pure continua ad essere molto falloso, a finire sotto accusa per quanto ieri notte è successo
Un " qualcosa" che procura danni enormi, anche economici, per tutto ciò che un Mondiale muove in termini affari, di ordini, di pubblicità, di turismo, senza pensare all'indotto.
Una stima attendibile parla di un volume d'affari pari a 3,3 Miliardi per gli Organizzatori, ma vi sono lauti guadagni anche per le Nazionali che partecipiamo.
Anche gli azzurri ci avrebbero guadagnato.
Si parla di 18 Milioni di premi, più o meno mezzo milione a testa per i convocati in Nazionale, fino a 50 Milioni qualora avessero vinto la competizione Mondiale.
Chi gestisce questa massa di soldi è la FIFA, ( Internazionale), oltre alla FIGC e la Lega di Serie A Italiane e degli altri Paesi partecipanti.
Forse sarà per questa massa di denari e potere che il Presidente della Federazione Calcio, Gabriele Gravina, nonostante questa ultima umiliazione subita dall'Italia e dagli Italiani che amano il calcio, rifiuta di dimettersi.
Così come come lo stesso nuovo Presidente della Lega di Serie A, Ezio Maria Simonelli dovrebbe trovare il coraggio di farlo a sua volta.
E' evidente infatti, che entrambi sono fra i protagonisti di questa nuova debacle.
Il primo, Gravina, per non aver saputo rinnovare il calcio nostrano, non aver fatto alcun investimento sui giovani, né aver predisposto un programma a medio e lungo termine per rilanciare e tutelare i vivai giovanili e lo staff tecnico, anch'esso parecchio demotivato.
La Lega di serie A invece per non sostenere abbastanza la Nazionale di calcio, anzi, boicottando spesso le sue attività, come da ultimo non concedendo l'autorizzazione a Gattuso per avere i giocatori convocati a sua disposizione per uno "stage" di preparazione nella fase delle qualificazioni al Mondiale.
Sono tutti qui i motivi di una ennesima figuraccia Italiana?
Certamente no, visto che anche l'inondazione di " stranieri" nel nostro Campionato, che contribuisce fortemente alla mancata crescita di talenti nostrani, preferendo puntare sul mercato estero e sui soldi facili per i relativi scambi, mirando soprattutto alla vittoria dei singoli Club, veri e propri fortini del Calcio.
Una Politica rivelatasi miope e senza alcun orizzonte per il calcio Italiano.
Si pensi ad alcune squadre Italiane che hanno fra i titolari ben 10 giocatori su 11.
Senza considerare i mancati investimenti per gli impianti sportivi, palestre di allenamento e stadi degni di tal nome.
Quel che però non va sottovalutato, infine, è un atteggiamento di questa generazione di calciatori, a dir poco indolente e presuntuoso.
Giovani ricchi e viziati, che fanno del calcio solo una professione piena di privilegi e vantaggi, anche sul piano sociale e dell'immagine.
Non è raro vedere questi giocatori della massima Serie circondati dal bel mondo, auto di lusso e ville megagalattiche, non certo con le pezze al culo, pervasi dalla poca voglia di sacrificio, abnegazione, impegno e serietà nello svolgere il proprio lavoro.
Una immagine negativa per tanti bambini e ragazzini che guardano a loro come a degli idoli invincibili, e che ieri sera avranno pianto fra le braccia dei loro papà per l'ennesima delusione.
Percorso dunque non virtuoso che ha la responsabilità di aver contribuito a determinare una realtà, forse marginale ma che rappresenta quella che oggi mi piace chiamare " Italia decadence".
Quella fetta di Italiani cioé che vivono un processo di declino e di corruzione, accompagnata da un solo obiettivo nella vita, quello dell'agiatezza, e a fanculo tutti gli altri, senza alcun senso di appartenenza alla bandiera Italiana.
Un processo culturale di deterioramento dei valori, che non prevede alcun senso di appartenenza ad una Comunità, ma solo ad una sorta di Elitè.
Diversamente da quanto accade in altre Nazioni, anche Europee, seppure non facenti parte della U.E., come la Bosnia Erzegovina, che in modo fiero e coeso ieri ha dato una lezione all'Italia calcistica, ma non solo.
Paesi come Kosovo e Turchia, anch'essi non beneficiati dall'appartenere a una grande e ricca Confederazione di Stati, come la U.E., che pure sono alle prese con problemi economici e sociali enormi, che ciò nonostante saranno presenti al Mondiale insieme alla Bosnia Erzegovina.
Ecco perché da ieri notte occorre aprire, nel nostro Paese, una nuova stagione culturale e sportiva insieme, che veda un nuovo Rinascimento per l'Italia, consapevoli degli enormi mezzi, risorse culturali e umane che l'Italia possiede da Secoli, e che non vanno più mortificate.
Occorre insomma un bagno di umiltà di tutti per tornare ad essere i " maestri del calcio" e non solo.
Sarà la Pasqua di resurrezione a portare buoni propositi?
Lo vedremo presto, nel frattempo lecchiamoci le ferite e meditiamo, meditiamo molto.
sebastianoarcoraci.com - associated gnspress -



Comments