• sebastianoarcoraci

Caso Mimmo Lucano, una ideologica Sentenza

13 anni e 2 mesi la pena inflitta all' ex Sindaco di Riace , in Calabria , dopo il processo penale che lo vedeva alla sbarra , insieme ad altri , fra cui la sua compagna , per molti capi di imputazione gravi.

Premesso che da una Sentenza nn emerge quasi mai la verità dei fatti ma solo una possibile verità : "quella processuale " , dico subito che la reputo assolutamente ingiusta ed esorbitante per i fatti contestati, a mio parere affetta da un surplus di ideologizzazione del contesto sociale e politico tale da influenzare anche i Giudici.

Forse perché mi torna alla memoria quelle altrettanto ideologizzate delle toghe rosse milanesi che allora crocifissero alcuni esponenti politici per il fatto stesso che " nn potevano non sapere ".

Allora infatti , parte della Magistratura, per giungere a sicure sentenze di condanna , costrui' una tesi ardita per il diritto Italiano, fino ad allora mai applicata , e cioè che quella persona , in quanto ricopriva la carica massima in quel Partito , nn poteva non essere a conoscenza che il Partito stesso fosse stato oggetto di dazione di denaro a fini corruttivi , e dunque responsabile penalmente.

Strano perché nel penale la responsabilità è personale come recita il Codice.

Ma in quegli anni imperava la furia giustizialista del popolo , arrembato dai maggiori quotidiani del tempo e sostenuta da ideologi di sinistra, ma anche di quelli, che in Parlamento sventolavano il cappio , come la Destra estrema ed i Leghisti, che si arrogarono il diritto di cambiare per via giudiziaria il nostro Paese , con il risultato devastante per l' intera intelaiatura Democratica Repubblicana dando vita , da quel momento, a una delegittimazione dell' intero Sistema Politico; Il potere giudiziario si era sostituito al Legislativo insomma.

Allo stesso modo , per tornare all' ex Sindaco di Riace , penso sia stata malaccortamente utilizzata, una analoga ideoligizzante teoria , secondo la quale , per il semplice fatto di essere a capo dell' Amministrazione, ed al vertice del Comune di Riace, lo ha ritenuto il più importante responsabile dei reati ascritti, individuandolo quasi quale capo assoluto del male (molti dei 26 imputati son stati assolti e x altri la pena mediamente è bassa)

Peraltro non si comprende la pletora, un po' scomposta, di reati a lui contestati : peculato, truffa e persino associazione a delinquere x ben 16 episodi illeciti ( x 5 dei quali assolto).

Inoltre , quasi unica nel suo genere, la Sentenza , pur tenendo conto di un unico disegno criminoso nell' esecuzione degli stessi , ha inteso applicare, una pena esemplare , basandosi sul reato più grave , PECULATO, di 4 anni nel minimo ed aumentata fino al triplo , peraltro senza neppure riconoscere le attenuanti specifiche , così come peraltro aveva richiesto il P.M. , che si era limitato infatti a richiedere sette anni e 11 mesi.

Ora , io credo , sommessamente, che un Paese in cui dei Giudici raddoppiano di fatto la richiesta del P.M., che rappresenta appunto la pubblica accusa e quindi lo Stato, è un Paese Vendicatore ed appunto Giustizialista , non certo espressione di una " Giustizia Giusta" che dovrebbe invece connotare un Paese Democratico e garantista dei diritti di difesa dell' imputato, improntando la pena al principio della equità della pena e del futuro recupero del condannato.

Peraltro la fama , anche a livello Internazionale , per l" opera meritoria svolta dall ex Sindaco nei confronti degli ultimi, non credo sia stata così ingiustificata e frutto di valutazioni errate da parte di molta opinione pubblica , dei media e di molti attenti osservatori politici anche Internazionali , della quale si sarebbe , forse , dovuto tenere conto .

Un po' di riguardo, verso questa opera umanitaria, svolta in ogni caso con passione civica , secondo me andava osservato , naturalmente nella giusta misura.

E invece no, anzi sembrerebbe, a mio avviso , che l' ex Sindaco , in questo caso, abbia forse pagato lo scotto , per essere stato, con patrocinio gratuito, difeso da Giuliano Pisapia, ex Sindaco come lui, ed essere attualmente candidato alle Regionali, nella lista di un altro Sindaco, cioè De Magistris.

E allora il dubbio sorge da se : non è cioe' , che si ritiene toutcourt che un Sindaco sia colpevole di default solo per il fatto di esserlo?

Ora , senza entrare nel merito dei fatti, che nn conosco a fondo, né ho seguito, da vicino , la gestione del Comune negli anni scorsi, da parte di Mimmo Lucano, ( anche se, qualora fosse confermata, negli altri 2 gradi di giudizio , la condanna per l'utilizzo di fondi pubblici x arredare sue tre case sarebbe molto grave) pongo in questa sede un problema , spesso sottovalutato, ma che poi, come si vede può portare a conseguenze abnormi, quello di ascrivere spesso, come fa certa parte dell' opinione pubblica o della Stampa, a carico di un Pubblico Amministratore, a volte su semplici indizi, o denunce anonime, la commissione di reati avverso la P.A. solo per il fatto di esercitare , quale Sindaco , una somma enorme di potere.

Ma così si ottiene il risultato opposto e negativo , cioè di demotivare semmai tante persone e molti giovani ad entrare in politica diventando essi stessi Amministratori Pubblici, facendo sedimentare ancor di più la malsana idea che chi lavora per il bene comune sia sempre sporco e non onesto.

Allora, forse, se si ritiene che i Sindaci gestiscono oggi , quasi in maniera assoluta, il potere amministrativo e politico , sarebbe meglio cambiare la Legge n. 142 del 1990 sulle Autonomie Locali ed il metodo di elezione dei Sindaci e non certo sottoporli quotidianamente a iscrizione nel registro degli indagati e poi imputarli per ogni tipo di attività istituzionale.

Inoltre non posso non constatare, con un certo sorriso amaro , che molti intellettuali di sinistra, personaggi dello spettacolo e garantisti a fase alterna , ex agitatori del famoso cappio , a seconda che si tratti di avversari politici o amici di Partito , oggi si straccino le vesti , per quella che ritengo anche io una sentenza non equa, ma che in altri casi , seppure eclatanti per la ingiusta misura della pena, si sono voltati da un ' altra parte, forse perché nn erano personaggi altrettanto popolari .

Infine mi permetto di suggerire all ' ex Sindaco, di non esternare frasi del tipo :

" se questa è la sentenza io non obbedisco" perché potrebbe sembrare , come spesso accade in quei territori, che la Legge e le Regole dello Stato valgano solo per gli altri, o che si interpretano , secondo una malcelata idea " anti Stato" spesso alimentata proprio da questi inaccettabili comportamenti autarchici, specie da chi invece dovrebbe dare

l' esempio. Se lui è stato ingiustamente condannato vi saranno altri due gradi di giudizio che a sua garanzia potranno ribaltare un risultato che tutti , oggi, ritengono davvero ingiusta, compreso chi scrive.

Sebastiano Arcoraci