Dopo i fatti di Milano cambiare le regole d'ingaggio della Polizia?
Quel che è accaduto ieri in Piazza Duomo a Milano, credo sia ormai da non sottovalutare, anche perché i fatti di ieri si collegano ad altrettanti gravi fatti avvenuti negli ultimi tempi.
Episodi che ci riportano con la memoria ai tempi della protesta sociale, a volte armata, degli anni '70, ( 73 -77 ), quando sia a Sinistra che a Destra, si sono incuneati in modo subdolo e manicheo, facendo il loro esordio, Gruppi come Potere Operaio e Autonomia Operaia da un lato, e i Fasci di Azione rivoluzionaria ( FAR ), dall'altro.
Ieri sembra siano tornati quei tempi, quando, ad esempio, a Padova, ai miei primi anni di vita Universitaria, dovetti assistere mio malgrado, ai cosiddetti " espropri proletari quando Autonomia Operaia, depredava negozi come il mini Market di Rocco al Portello, e le Mense alla Fusinato e di Via San Francesco.
Oggi quanto accaduto infatti mi ha evocato quei frangenti , "in cui i nuovi Movimenti di giovani violenti, spesso giovanissimi ( 14 - 17 anni ), insinuandosi nuovamente, a distanza di ormai 50 anni, nei gangli della società civile, nei movimenti per il diritto alla casa e nel precariato giovanile e in quelli per il caro vita, stanno alimentando quello che mi piace chiamare "il nuovo divisionismo sociale", fondato sull'invidia, sull'odio e violenza, alimentato, da nuovi cattivi maestri e agitatori sociali.
Per questo, a mio parere, occorre innanzitutto distinguere i fatti accaduti il giorno prima, sempre a Milano, ma anche a Torino, Roma, Firenze, Bologna e Padova.
Infatti mentre nei primi le manifestazioni nascevano da una protesta studentesca, con al seguito decine di docenti, specie nei Licei occupati, per il diritto a una scuola migliore, contro ogni guerra, e salari più dignitosi, ed erano stati annunciati, nei secondi, cioè in quelli di ieri, in piazza Duomo a Milano, non solo non vi era stato alcun preannuncio, ma aveva una platea nata da un tam tam sui social, slegata dalle Manifestazioni del giorno prima e con l'unico scopo di devastare la Città e saccheggiare i negozi del Centro.
Non vi è stato dunque il solito fenomeno, seppure odioso, in cui cova, in certe minoranze giovanili, l'odio e la violenza, poi riversati nelle Piazze, in occasioni di Manifestazioni democratiche, infiltrando questi gruppetti minoritari al solo scopo di creare e alimentare scontri fisici e disordini, avendo come unico obiettivo l'abbattimento delle Istituzioni e dello Stato democratico e il cambiamento del " sistema", ma qualcosa di ben diverso.
La Manifestazione di ieri infatti era scevra di tali contenuti, mirando solo a "sfasciare" e creare caos e disordini.
Tutto ciò sta creando un vero cortocircuito nel Paese, specie a Sinistra, che non riesce a controllare più tali fenomeni.
Inoltre appare evidente come i fatti di ieri avevano quale obiettivo principale l'attacco alle forze dell'ordine, ree di difendere l'ordine e la convivenza civile nell'ambito delle Istituzioni Democratiche.
Cosa fare dunque?
Innanzitutto comprendere che questi giovanissimi autori di violenza in realtà non intendono cambiare il " sistema", ma semplicemente, pur riconoscendolo, non accettano l'emarginazione da questo e la loro esclusione.
Spesso italiani di seconda generazione infatti, pur dicendo di disprezzare i valori dei Paesi Occidentali, intendono accedere a tutti i benefici da questi creati, compresi la ricchezza, il benessere, l'agiatezza delle classi sociali più abbienti, verso cui nutrono solo invidia sociale e odio, e per questo intendono depredarli.
Non è un caso infatti che ieri abbiano saccheggiato i negozi del Centro, spesso alla moda, rubando collezioni di vestiti, scarpe, tute griffate ed altri oggetti preziosi, comportandosi da semplici delinquenti, attaccando le forze dell'ordine, l'unico loro " nemico", che invece garantiscono la convivenza pacifica e l'ordine nelle Città.
Per questo, alla luce di quanto accaduto, occorre intervenire subito, distinguendo il grano dall'oglio, con misure dirette a reprimere tali fenomeni di semplice delinquenza.
In tale contesto vanno ridefinite le regole d'ingaggio dei nostri Corpi di Polizia, per dare maggior forza alle azioni di contrasto verso queste nuove ordi barbare, ridefinendo le linee guida di Questori e Prefetti, che nel mantenere l'ordine pubblico, sappiano distinguere le diverse modalità d'intervento, a seconda del tipo di contestazione e motivazioni sottese delle manifestazioni stesse, predisponendo più mirate misure rispetto all' attacco cui sono sottoposti.
Insomma occorre comprendere che di fronte ai casi di ieri siamo di fronte non solo alla ribellione sociale, di natura Politica, ma ad una mera e pura condotta delinquenziale, con "attori" edonisti, che fanno di tale filosofia l'essenza stessa della loro vita, e per questa sono disposti a tutto pur di ottenere quanto desiderano, che altri hanno, secondo loro ingiustamente, e loro no.
A tal fine bene fa la Premier Italiana a convocare oggi stesso un Consiglio dei Ministri straordinario su tale episodio, cercando di correre ai ripari verso tali nuovi fenomeni criminali, prima che questi si consolidino in tutto il Paese e non solo a Milano e nel suo Hinterland.
Occorre però agire con saggezza e lungimiranza, distinguendo con lucidità gli aspetti differenti che i fatti di questi giorni hanno palesato.
Da un lato, quello dei cosiddetti "maranza", ripristinando l'ordine e la Legalità senza alcuna timidezza, e dall'altro riprendere il dialogo fra i Partiti Democratici, per il bene del Paese, come accadde negli anni del fenomeno terroristico, promuovendo un clima pacificante, e raccogliendo, anche in Parlamento gli aneliti di cambiamento posti dalle diverse manifestazioni di questi giorni, come il diritto all'abitare, quello allo studio, a salari migliori e a un futuro meno precario per i nostri giovani, pace fra i Popoli, puntando sulla concordia, tema quest'ultimo, che il Sommo Pontefice, Papa Leone, con tanto vigore sta predicando, nel Mondo,



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