• sebastianoarcoraci

Il grande comico Enrico Brignano ci aveva visto giusto

Chi non ricorda quella splendida performance teatrale di Enrico Brignano quando scimmiottando i comportamenti delle banche verso i clienti, in una gag esilarante , domandava al cassiere della banca perché dovesse attingere ad un prestito visto che lui voleva solo prendere dal suo conto parte dei suoi risparmi per fare alcuni acquisti per la famiglia?

Accade , non era solo una gag, accade davvero .

L ' ultimo episodio , proprio a tal proposito, sta accadendo in questi mesi a chi , dipendente con versamento dei contributi previdenziali all' Inps, che ha maturato il diritto al trattamento di fine rapporto e servizio ( la liquidazione) si ritrova, per non dover aspettare ben quattro anni , nel caso del dipendente pubblico, se vuole averli subito, a dover richiedere di fatto un prestito alle banche.

Infatti, ai sensi dell' Art. 23 del D.L. 4/2019 e del D.P.C.M. 51/2020 i dipendenti in quiescenza dunque possono ora chiederli subito e non dover aspettare addirittura quattro anni.

Bene direte Voi , finalmente una buona notizia.

Ed invece non è cosi perché grazie ad un accordo fra Inps e Banche si può sì avere la liquidazione ma al pensionato questa buona notizia costa in realtà dal 5% fino al 6,90% , a seconda delle condizioni previsti dalle varie Banche.

Cioè i soldi del pensionato , che ha versato per più di 40 anni, non sono più suoi, ed è costretto a prenderli in prestito dalle Banche .

Se ricordate avevo già scritto su questo argomento ma di recente è intervenuta una novità normativa che consente, a differenza di qualche mese fa , di avere non solo un anticipo della liquidazione fino a 45.000. Euro , ma tutto l' importo della liquidazione maturata. Buona cosa si dirà.

Peccato che nel caso specifico Prestitalia , ad esempio, che fa parte del Gruppo Intesa, applica infatti quasi il 5% di interesse annuo , ai soldi che ti anticipa e che in realtà sono tuoi ed avrebbe dovuto darteli l' Inps, il tuo Ente Previdenziale, verso cui tu, naturalmente avevi risposto tutta la tua fiducia, ma che invece Inps ti darà solo fra 4 anni.

Infatti , ora con l'accordo Banche / Inps, diventa un prestito personale ad un tasso (5%)quasi simile ad uno per comprarti un auto o i mobili di casa che oggi è pari a circa il 7%.

Allora delle due l' una o si crede che l' Italiano medio è un trinariciuto o si abbia il coraggio di ammettere che l' Inps qualora versasse tutte le liquidazioni esigibili andrebbe in sofferenza.

Peccato che le dichiarazioni del Governo e del Presidente dell'Inps continuino invece , anche di recente, ad essere rassicuranti in tal senso.

Dunque?

Mistero.

Ora a parte che nessun Parlamentare si sia accorto di questa incredibile situazione intestandosi una battaglia di equità e giustizia sociale, ( io ne ho già interessato uno e vedremo se si muoverà) appare incredibile che anche il Sindacato , che dovrebbe tutelare i lavoratori non abbiano neppure fiatato di fronte a tale assurdità.

D' d'altronde cosa aspettarsi dai Confederali troppo spesso in questi anni supini di fronte ai vari Governi?

E le grandi Associazioni dei Consumatori di fronte alle Banche ? Muti anche loro.

E l' Autority ed il Garante bancario? Silenti anch' essi.

Brignano dunque aveva ragione? Direi proprio di si ed anzi gli scriverò perché in una prossima sua gag oltre alle Banche scimmiotti anche l' Inps e questi Governi non certo amici e difensori dei diritti dei lavoratori.

Non credo comunque finirà qui e spero di poterVi dare, cari amici lettori, qualche positivo aggiornamento a breve.

Sebastiano Arcoraci