Il risiko delle Banche giova anche ai consumatori?
- sebastianoarcoraci
- Jun 12
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Updated: Jun 14
In questi giorni non si discute che di questo.
Ma in cosa consiste, in queste ore, questo "gioco" delle banche?
Si tratta del tentativo di Intesa San Paolo con una OPAS su Mediobanca, mentre UNIPOL, a sua volta acquista 650 filiali di Intesa, e, sempre il Gruppo Intesa, in sinergia con UNIPOL ( insieme a BPER), tenta la scalata a Monte Paschi Siena.
A che pro vi chiederete?
Gli analisti di mercato, soprattutto le Agenzie di Rating, fra cui Standard & Poor, parlano di consolidamento del nostro Sistema Bancario, attraverso progressive fusioni e acquisizioni.
Il Governo, questa volta, a differenza di altre occasioni, tenta la carta della neutralità diversamente da quanto fece in occasione del salvataggio di Monte Paschi Siena e, di recente, cercando di salvare BPM dall'assalto di Unicredit.
In questo preciso momento il gioco è in mano aI gruppo Intesa e a BPM, che ora potrebbe fare una contro offerta per MPS che potrebbe agire in sinergia con Credit Agricole.
Come si vede un vero e proprio puzzle.
In realtà, a mio parere, per le Banche, si tratta di creare economie di scala per liberare risorse e tentare nuovi investimenti.
Ebbene, a fronte di tutto ciò, sempre gli analisti, ci dicono che per i correntisti risparmiatori e consumatori non cambierà proprio nulla.
Ma non è proprio così.
Infatti Vi è innanzitutto un tema legato ai lavoratori di queste Banche, che potrebbero cambiare casacca da un giorno all'altro, senza avere alcuna certezza sul loro futuro.
Finirà che a questi si proporrà, ancora una volta, un pensionamento anticipato con laute liquidazioni a spese dei risparmiatori?
Finirà che ci ritroveremo fra i piedi centinaia di baby pensionati bancari che magari faranno un doppio lavoro entrando in competizione con altri, magari giovani in cerca di lavoro nel settore finanziario??
Per questo, a mio parere, il Governo su questo tema economico ma con risvolti sociali non dovrebbe essere neutrale, specie se il concambio per i consumatori continua ad essere negativo, non solo in termini di desertificazione degli sportelli bancari, specie nei piccoli Comuni, con 7000 sportelli chiusi in Italia negli ultimi 10 anni, (di questi 1000 solo in Veneto e 220 filiale chiuse nella sola Provincia di Padova), ma anche rispetto ai loro depositi, da cui non ottengono alcun ricavo, anzi con delle spese per i risparmiatori.
Né vi sarà alcun vantaggio in termini di abbassamento dell'interesse su prestiti e mutui, continuando nella politica del credito a caro prezzo, ormai quasi al 9%, specie dopo che oggi, 12 Giugno 2026, la BCE ha alzato i tassi di un ulteriore quarto.
Tutto ciò a fronte del fatto che la giusta tassazione degli extra profitti operata per la prima volta dall'attuale Governo, pare sia stata raggirata col "trucco bancario degli accantonamenti".
Occorrerebbe dunque cambiare tale politica bancaria, facendo rispettare da parte di tali colossi del credito l'Art. 47 della Costituzione, che afferma il principio della tutela del risparmio e dei risparmiatori - consumatori, da troppo tempo invece alla mercé della cosiddetta "finanza aggressiva".
Per questo, io credo, che sia giunto il tempo di richiedere al Sistema Bancario - Finanziario, che nel 2025 ha ricavato ben 47,5 miliardi di utile netto, ( solo Intesa Sanpaolo 9,4 Miliari), in crescita del 7,6% rispetto al 2024, di aumentare il rendimento dei depositi dei risparmiatori e dei loro conti correnti attivi, rivelatosi inutile, specie per i risparmiatori, la tassazione degli extra profitti.
Peraltro, atteso che le Banche comprano il denaro dalla BCE al 2%, non si comprende perché a Imprese e cittadini consumatori, non solo lo si fa pagare 4 volte tanto, ma riconosce al massimo un 3% lordo su depositi vincolati e a lungo termine.
Oltretutto visto che ormai i correntisti non si recano più in banca, costretti di fatto ad utilizzare il sistema della banca on line, occorre richiedere la gratuità del servizio per i consumatori, sia sulle spese che sulla tenuta del conto, oltre che sui bonifici effettuati anche a favore di altri Istituti Bancari.
Inoltre considerando che le Banche agiscono nel campo del credito, con prestiti, mutui, etc, grazie all'utilizzo dei soldi dei loro clienti, attraverso depositi e apertura di conti correnti , occorrerebbe riequilibrare i rapporti attuali fra Banche e clienti.
Per questo pur salvaguardano il principio della libera impresa e che il Privato legittimamente consegua i propri profitti, è altrettanto equo che al risiko del sistema bancario, che gli consente un forte risparmio di spesa, attraverso fusioni e aggregazioni, sia riversato, parte di questi effetti positivi, anche a risparmiatori e consumatori.
E' tempo dunque che le Associazioni di tutela dei diritti dei consumatori si siedano attorno a un Tavolo di trattativa con l'Abi ( che rappresenta le Banche), per rivendicare un più agevole accesso al crediti, a tassi di molto inferiori di quelli praticati oggi dagli Istituti Bancari, oltre che ottenere più alti interessi attivi sui loro depositi e conti correnti ( almeno il 5% netto).
E' tempo che il profitto oltre misura lasci il campo all'equità e al giusto compenso per i risparmiatori, oggi considerati solo dei numeri su cui lucrare senza dare loro alcun servizio.
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