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  • Writer's picturesebastianoarcoraci

L'italia va nel pallone.

Tutto ha inizio col tradimento di Mancini che 10 mesi fa, anche per colpe del Presidente Gravina, ha lasciato la Nazionale in mezzo al guado.

Così ora Spalletti, il C.T., finto intelluttualoide del pallone, che facendo tanti lunghi giri di parole, alla fine non si capisce cosa voglia dire, resterà ancora al suo posto.

In realtà credo, purtroppo, chw anche in futuro, non avendo nulla da dire cercherà ancora di ubriacare di parole chi gli sta di fronte.

Gravina peraltro è a lui simmetrico, e, non avendo alcuna intenzione di dimettersi, dopo la disfatta, fa lo gnorri.

D'altronde si sa nel calcio, come in Politica, nessuno si dimette mai.

Non siamo un Paese serio, e, se, un giorno lo diventeremo, non ci sarà certo posto per due ciarlatani come loro.

Ora il Signor Spalletti, dopo l' umiliazione che ha fatto subire ad uno dei Paesi del G7, dice che sa cosa fare.

Peccato che in 10 mesi non abbia saputo neanche da dove cominciare.

Il Calcio moderno ha poche regole e ben precise: correre e verticalizzare per segnare, oltre che saper adottare una ottima fase difensiva.

Il resto sono appunto ciance.

E gli Azzurri, viziati giovani e straricchi, non hanno dimostrato di avere neppure queste semplici doti.

Lenti, macchinosi, e arrendevoli su ogni pallone, hanno fatto umiliare una intera Nazione che li paga 10000 volte di più di giovani e povere Nazioni.

Inoltre non solo non hanno dimostrato alcun attaccamento ai colori azzurri ma si sono dimostrati senza alcun coraggio, ardore agonistico e dignità professionale.

E non si dica che è colpa dei tanti stranieri nel nostro calcio, perché questo avviene anche in Spagna, Inghilterra, Francia e Germania.

Si dirà che in fondo è un gioco, e, che ogni tanto si può anche perdere.

Certo si può, ma almeno lo si faccia lottando fino allo stremo delle proprie forze e capacità.

Il calcio, nel bene e nel male è anche una attività industriale e andrebbero adottate misure manageriali, cosa che non traspare, anzi, con la scusa che è pur sempre un gioco, viene gestito in maniera approssimativa e da straccioni, da personaggi oltretutto discutibili.

Concludo dicendo che ci vorrà ora molto tempo per riavvicinare gli Italiani alla Naziomale.

Troppo dolore e sofferenza abbiamo subito.

Per quanto possa io auspicare rivedrei i parametri economici sia dei C T he dei giocatori, ricominciando con umiltà il vero gioco del calcio.

Per fortuna l' Italia ha soddisfazioni da atleti di altre discipline come la Pallavolo Femminile, il Tennis, l' Atletica leggere, il Nuoto,il Rugby, la Scherma, il Baseball, che ci rendono fieri di essere Italiani.

Inviterei anche tutte le Amministrazioni Pubbliche a non dare più alcun contributo al settore calcistico e di riversando nelle altre discipline sportive, molto più performante, anche sul piano educativo e formativo dei giovani.

2 luglio 2024

Sebastiano Arcoraci




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