la U.E. sancisce la criticità della Sanità Italiana.
Updated: 5 days ago
E' notizia di questi giorni che la Commissione Europea a Bruxelles, nell'ultimo Rapporto sulla Sanità nei 27 Paesi aderenti, ha dichiarato la forte criticità del Servizio Sanitario Italiano.
La Relazione infatti indica una insufficiente tutela della salute dei propri cittadini, oltre la mancata equità nelle prestazioni erogate, evidenziando che tali elementi incidono in negativo sulla stessa produttività del Paese Italia.
La Commissione fa rilevare anche che la spesa per la Sanità nel 2025 è rimasta ferma al 6,2% contro una media Europea e dei Paesi OCSE pari al 7,1 %.
E che non ci fosse bisogno dell'editto U.E. ce ne eravamo accorti tutti, e da un bel po'.
Basti pensare alle infinite liste d'attesa, ai pronto soccorso esternalizzati, ai forti divari territoriali, specie fra Sud e Nord e il superamento della soglia di accettabilità per il ricorso che i cittadini son costretti a fare verso le strutture private e/o convenzionate.
Infatti ormai il 51% si rivolge direttamente alla Sanità privata, specie per le visite specialistiche ( il 40% ), cioè più di 20 Milioni di Italiani, come risulta dall'ultimo rapporto di Nomisma e dai dati del Censis.
Se poi a questo si aggiunge la carenza dei medici di base, pari a circa 5.700 a livello Nazionale, il quadro si fa davvero a tinte fosche, specie per la popolazione anziana.
Basti pensare che al momento mancano molti Medici di medicina generale, soprattutto in Lombardia e proprio nel nostro Veneto ( 800 ).
Quadro confermato anche da notizie di ieri sulla stampa locale, che evidenziano, come nella sola Padova, ne manchino più di 400, a discapito di ben 35.000 cittadini, specie anziani, che al momento risultano scoperti.
A riprova di ciò basti guardare gli esiti dell'ultimo concorso per il loro reclutamento da cui risulta che si siano presentati solo in 22.
In particolare a soffrire di questa carenza sono i Comuni del Distretto Padova - Bacchiglione dell'ULS 6, con zone più disagiate come Salboro, Paltana e Mandria, e i Comuni di Cadoneghe e Vigodarzere.
Ma non meno grave sarebbe la situazione nella Bassa Padovana ( Monselicense - Estense ) e nell'Alta Padovana, specie nel Cittadellese.
Situazione che costringe spesso i pazienti, spesso anziani, ad accedere, a volte inappropriatamente, agli Ospedali, anche per prestazioni non urgenti.
D'altro canto il Servizio Sanitario Pubblico non può pensare di adottare soluzioni quali quella dell' esternalizzazione dei Servizi, specie di Pronto Soccorso, né quella di affidare alcuni servizi a Cooperative e /o a Medici gettonisti
la Proposta
A fronte di tale contesto negativo, che al momento non sembra poter cambiare, neppure con le recenti inaugurazioni delle Case e Ospedali di Comunità, per ora incomplete, considerando che secondo la quotidiana esperienza di molti cittadini,
i medici ci sono, seppure spesso incardinati in strutture private a pagamento, si potrebbe pensare ad una alleanza col Sistema Sanitario Privato, almeno per un triennio, utilizzando, a supporto del Servizio Sanitario Pubblico, proprio la Medicina Privata , responsabilizzando e utilizzando Laboratori e Cliniche private, con apposite convenzioni, che consentano di utilizzare sedi, medici e tecnici di Laboratorio, oltre che per esami e visite specialistiche, anche per i Servizi di Emergenza - Urgenza, finora a carico dei soli Ospedali.
Naturalmente al cittadino potrebbe essere chiesto, quale contributo alla spesa, solo l'esborso di un ticket d'ingresso simbolico, pari a 20 - 50 Euro a seconda del proprio reddito e delle prestazioni ricevute.
D'altro canto i Privati non possono pensare di godere solo della "polpa", dovendo solidalmente prendersi anche l"osso".
La Regione Veneto infatti rimborsa ben 2 Miliardi di Euro per le prestazioni erogate dalle strutture private ( il 16,5 % del totale della spesa sanitaria).
Una proposta che certamente non si presenta di facile attuazione, ma che val la pena cominciare a discuterne, ove la volontà Politica dei decisori, in primis della Regione, potrebbe superare, almeno in Veneto, una situazione che rischia di sfuggirci di mano, con conseguenze gravi sulla salute dei cittadini, oltre che sull'immagine della Sanità Veneta, da sempre percepita, a livello Nazionale come eccellente.
E' tempo di dare risposte.
Di analisi e parole ne abbiamo già a iosa.
Il Presidente Stefani convochi dunque un Tavolo Regionale e, insieme all'Assessore Gerosa, compia le giuste scelte, che, vista la situazione, appaiono ormai ineludibili.
Ne va' della credibilità di una intera Regione oltre che della salute di tutti noi.
sebastianoarcoraci.com by wix
padova 4 Settembre 2026



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