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Schiavi da algoritmo, cui prodest?

  • Writer: sebastianoarcoraci
    sebastianoarcoraci
  • Jun 1
  • 3 min read

Updated: 6 days ago

In Italia si stima che 16 Milioni ( 30%) di persone utilizzino l'Intelligenza Artificiale, spesso attraverso ChatGPT.

Il 50% di chi la utilizza è sotto i 24 anni mentre sopra i 45 anni la utilizza solo il 16 %.

Purtuttavia nelle Aziende è quasi il 50 % che la usa, specie al Nord , nel manifatturiero e nella Logistica.

Un dato positivo, ove questa si applichi in modo "intelligente", in cui sia l'uomo a governarne i processi, applicando questo immenso potenziale alla macchina.

I dati sono incoraggianti.

Stime attendibili rivelano aumenti di produttività fino al 30%, anche se nelle micro imprese sembra che l'apporto sia minore, e l'impatto sui ricavi arriva al massimo al 14%.

Il maggior beneficio risulta in processi industriali in cui prevalgono compiti routinari, specifici e ripetitivi.

In realtà, in modo subdolo e strisciante, si sta creando, in molte realtà, una nuova schiavitù.

Schiavitù da algoritmo e dipendenza dai colossi Americani e Cinesi.

Evidenza che ci pone un ulteriore problema, quello che le due superpotenze, attraverso questa potranno dividersi anche il Mondo Civile, sottomettendolo ai loro voleri.

Tema dunque che, per l'imminente futuro, ci pone di fronte anche alla evidente crisi dei Sistemi Democratici, a favore dei sistemi Illiberali, così come oggi sono rappresentati da Trump e da Xi Jinping.

Un aspetto molto pericoloso che la vecchia Europa e l'intero Mondo non dovrebbero assolutamente sottovalutare.

Ma il dato più preoccupante è che siamo noi, utilizzando l'I.A. volontariamente, a sottoporci a tale nuova schiavitù, autorizzando Imprese private e Pubbliche a utilizzare tale tecnologia per implementare la produttività, trascurando volutamente il tema del benessere dei lavoratori, pur previsto dalla Costituzione, da numerose Leggi di settore e da molti Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro.

Il risultato è che già oggi in molte Aziende private, ma anche Pubbliche, i lavoratori sono sottoposti al giudizio sulla loro prestazione in termini di efficienza e produttività.

Ad esempio nell'Azienda Ospedaliera di Padova, e in molti Enti della Regione Veneto, i dipendenti sono valutati da "pagelle di rendimento", compilate sulla base di algoritmi, con tutte le conseguenze negative del caso, senza controbilanciare le valutazioni stesse coi profili personologici del lavoratore e la sua specificità.

Cosa fare?

Importante nell'immediato è il ruolo dei corpi intermedi e delle Organizzazioni Sindacali che devono vigilare sulla equa applicazione dell'algoritmo a tutela dei lavoratori, prevedendo, ad esempio, una Tassa sui robot, o un "Dividendo Universale da automazione" a favore dei dipendenti.

Nel frattempo persino il Pontefice, intuendo la delicatezza della materia, se ne sta occupando attentamente, tanto da inserirlo, in modo sostanzioso, nella sua prima Enciclica, Magnifica Humanitas.

Infatti, Papa Leone al punto 173 della Enciclica sostiene che " se una tecnologia promette emancipazione ma produce nuove forme di subordinazione, contraddice il principio fondamentale della dignità della persona".

Papa Leone parla chiaramente di Transumanesimo e di un Progetto che va oltre l'Uomo.

E al punto 150 ribadisce il concetto : " mentre i nuovi modelli produttivi ( non necessariamente migliori), promettono di dare impulso alla produttività, i lavoratori sono costretti ad adattarsi alla velocità e alle richieste unilaterali delle macchine senza alcun potere su queste".

E' necessario dunque invertire da subito tale ordine "dei poteri".

Sia l'Uomo a governare le macchine e non viceversa.

Sarà per questo che oggi, rispetto al problema, sono state approvate delle Direttive, come quella di New York ( NYC Generative Al Use Guidance), che impongono limiti e esplicita trasparenza nella applicazione dell'I.A., mediante un preventivo assenso a tale utilizzo.

Occorre dunque evitare che tali nuove frontiere, sbandierate come liberatorie e agevolatrici, diventino nuovi strumenti di oppressione per l'Uomo, o forme di plagio verso le opere umane.

Si pensi alla creatività, alla scrittura al giornalismo, in cui spesso l'originalità della azione dell'Uomo viene aggirata e resa del tutto ininfluente.

Si pensi solo al fatto che oggi si può scrivere un intero Romanzo col solo contributo dell'I.A., o che si può riprodurre la voce di ognuno di noi con tutte le nefaste conseguenze del caso.

Si pensi ala esclusione sociale di tutte le persone anziane mediante l'uso di tali strumenti a cui questi non hanno assolutamente possibilità di accesso per deficit digitale generazionale.

Per questo vanno, da subito, operati dei correttivi, e, Istituire presso ogni Regione un Organismo di Vigilanza, a cui rivolgersi in tali casi, per denunciare soprusi e illeciti.

L'Italia sia dunque in prima fila a tutela di tale violenta e subdola situazione, non solo con la prima Legge Statale n. 132 del 23 Settembre 2025, ma con strumenti concreti ed efficaci di protezione delle prerogative dei cittadini e della loro creatività, che ad oggi non appaiono idonei a contrastare tale deprecabile fenomeno.

Personalmente aborro l'uso dell'I.A. rifiutandomi, ad oggi, di utilizzare tali strumenti, che considero la vera negazione della creatività e originalità di ognuno di noi, creando ulteriori disuguaglianze fra i cittadini con ingannevoli promesse, issando il vessillo dell'effimero Progresso.

Realizzato senza i.a.

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