Nuova Legge elettorale, ma quale?
- sebastianoarcoraci
- Apr 6
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Updated: Apr 7
Superata la stagione Referendaria, nel modo che conosciamo, si apre ora il dibattito in Parlamento sul tema di una nuova Legge Elettorale, che consenta, da un lato, la rappresentatività a tutte le Forze Politiche, e dall'altro garantisca una piena stabilità di Governo.
Normalmente una Legge Elettorale si adatta al proprio Sistema Costituzionale.
Dipende se in un Paese si adotta il Presidenzialismo, (o Semi - Presidenzialismo), il primo sinteticamente espresso dall'Inghilterra, col cosiddetto maggioritario puro, sulla base di collegi nominali, in cui chi vince prende tutto, e il secondo in Francia, in un doppio turno con ballottaggio, oppure in quelli cui vige il Sistema Parlamentare, come in Italia e in Germania, ove il Governo, all'atto dell'insediamento deve ottenere la fiducia dal Parlamento.
Nel primo ( Presidenzialismo) solitamente viene applicato il Sistema Maggioritario, mentre nei Sistemi Parlamentari normalmente, si adotta il Sistema Proporzionale, in cui risulterà vincitore chi raggiunge la maggiore cifra elettorale ( percentuale) facendo la somma di tutti i voti dei Partiti, ottenuti in tutte le Sezioni Elettorali.
La Legge attuale, in Italia, la n. 267 del 2025, è il " Rosatellum"( dal nome del suo ideatore Ettore Rosato) che è basta su un sistema misto, prevede l'attribuzione dei seggi per il 61% col Proporzionale e il 37% con il maggioritario sulla base di collegi uninominali, mentre il 2% viene riservato al voto degli Italiani all'Estero, sempre con sistema proporzionale.
Per la Camera vi sono 28 Circoscrizioni, mentre pe il Senato sono 20, come le Regioni.
Tutti elementi questi che, in taluni momenti, ha garantito una reale maggioranza e stabilità di Governo, solo attraverso varie alchimie e mettendo insieme Forze Politiche antitetiche, come accadde col Governo Giallo Rosso, fra 5 Stelle e Lega nel 2019.
Un metodo oggi difficilmente applicabile, considerando l'attuale netta bipartizione del voto sui 2 maggiori "POLI", ormai consolidati fra Centro- Destra e Centro- Sinistra.
Poli che al momento, secondo tutti i sondaggi, sono dati molto vicini in termini di consenso elettorale, col rischio dunque che dopo il voto si rischi un periodo di instabilità, causa di possibili Governi balneari o tecnici, di Italica memoria, che tanti danni ha creato al Paese e alla sua credibilità Internazionale.
Che fare?
Innanzitutto buona cosa sembra l'apertura dei Leader del Centro Destra, attualmente maggioranza di Governo, di un confronto su un tema così delicato, con l'Opposizione, tale da poter condividere una Legge in modo bipartisan.
Successivamente occorrerà un confronto sulle 2 proposte di Legge già esistenti, verificando, che su queste si possa raggiungere un compromesso onorevole.
La prima è il cosiddetto " Stabilicum" proposta dalla Maggioranza di Governo, che prevede il Proporzionale con premio di maggioranza del 17%, per chi supera il 40% e indicazione del Premier sulla scheda, mentre il Centro Sinistra propone un Proporzionale puro con garanzia di rappresentanza di tutti Partiti, senza premio di maggioranza, mantenendo la soglia attuale che è posta al 3%.
Personalmente propenderei per una Legge Elettorale col sistema proporzionale, in grado di garantire la rappresentanza ad ogni Forza Politica, attribuendo un premio di maggioranza ( non così alto come propone il Centro - Destra ) alla Coalizione vincente, con soglia di sbarramento al 4%, e assicurando all'elettore la potestà di esprimere almeno una preferenza.
Il Sistema potrebbe prevedere un unico turno senza ballottaggio, pronosticando quale esito finale quello risultante dai voti, più un premio di maggioranza graduale, con 2 scaglioni, a seconda del risultato ottenuto ( meno del 40% - o più del 40%) assegnando il 55% dei seggi nel primo caso e almeno il 60% nel secondo caso, come quello adottato, ad esempio, dalla Regione Veneto.
L'altro Sistema, alternativo, potrebbe essere copiato da quello per l'elezione dei Sindaci, che prevede, per i Comuni sopra i 15.000 ab., il ballottaggio fra i primi due Candidati, assegnando i due terzi dei seggi al vincente.
Infine andrebbe indicato, già nella scheda elettorale, il Premier che guiderà eventualmente il Paese per tutto il mandato quinquennale, in modo che gli elettori scelgano in modo trasparente, ancor prima dell'esito, chi li rappresenterà.
Ora la parola passa al Parlamento, sperando che, ancora una volta, l'opposizione non faccia le barricate e la maggioranza si renda disponibile a qualche concessione verso l'opposizione, accogliendo alcuna sua proposta.
Il Paese è uscito lacerato dal Referendum, e vive sempre più i timori delle conseguenza della guerra nel Golfo.
Occorre dunque ripristinare un certo dialogo fra le parti, pena un continuo scontro nelle istituzioni e una certa radicalizzazione nelle piazze, che bene non farebbe alle sorti della Nazione.
Il Parlamento dunque superi questa fase, avendo a cuore il bene del Paese e dei suoi cittadini, consapevole che oggi, più che mai, c'è bisogno di maggior unità e concordia.
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