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Autonomia Differenziata coniugata al Premierato


Dopo l'approvazione al Senato della Legge sulla Autonomia differenziata, nelle prossime settimane occorrerà una nuova approvazione alla Camera, prima che la Riforma sulle Funzioni Istituzionali divenga definitiva.

La Legge Calderoli si presenta, a mio parere, più come una cornice normativa che come Provvedimento compiuto.

E' deficitaria infatti su alcuni elementi costitutivi della Legge stessa, infatti :

  1. manca la definizione dei LEP

  2. non sono definite le risorse per attuarla;

  3. Non vi sono tempi certi per la sua attuazione visto che è subordinata alle intese con ogni singola Regione

  4. manca il fondo di compensazioni per le Regioni che oggi sono più indietro.

Quindi, ove le due Camere approvassero, in doppia seduta, ed a maggioranza qualificata, questo Disegno di Legge sul Premierato, alle prossime elezioni i cittadini potranno scegliere il loro " Sindaco d'Italia ", come ama chiamarlo Renzi.

Da quel momento il Presidente della Repubblica non potrà più avere dubbi su chi affidare l'incarico di formare il Governo.

Oltretutto questa proposta, che, da sempre, sembra appassionare l'opinione pubblica, avvicinerebbe il nostro Paese ad altre Democrazie Occidentali che da sempre attribuiscono al Primo Ministro forti Poteri di indirizzo e di Governo, come, ad esempio la Germania , la Francia ed il Regno Unito.

Ed ecco che diventa fondamentale, a mio parere, saper coniugare le due Leggi, quella sull'Autonomia e quella sul Premierato.

Occorrerà quindi che la Riforma sul Premierato attribuisca altrettanti "forti poteri" al Sistema delle Autonomie Locali Regionali, al fine di evitare il rischio, che molti temono, di accentrare i poteri a Roma, svilendo il ruolo delle Istituzioni Locali.

Una proposta di modifica dunque dovrebbe necessariamente interessare anche l'Art. 117 della Costituzione che distribuisce i Poteri fra Stato e Regioni .

Potrebbe essere dunque l'approvazione di una buona Riforma sull'Autonomia a tenere al riparo la nostra Costituzione da derive "centralistiche" del Governo, assicurando ampi spazi decisionali agli Enti Locali, preservando le loro prerogative Costituzionali. ( Art. 116 - 117- 118 Cost.) .

D'altronde tentativi striscianti di spostare al centro poteri decisionali riguardanti la vita dei cittadini sono già stati compiuti, ed altri sono in atto, sia nel settore Sanità ( a seguito del Covid), che in quello dell'Istruzione, della Formazione, e delle politiche Sociali, con l'intento di omogeneizzare e centralizzare misure e decisioni che difficilmente possono conformarsi alle diversità e peculiarità Regionali e Locali che caratterizzano il nostro Paese.

Ecco perché è necessario poter modificare, lungo il percorso, il Disegno di Legge approvato in CDM dal Governo Meloni, e, nel contempo coniugarla con quella approvata nei giorni scorsi in Senato sull'Autonomia.

Ritengo comunque sia giunto il tempo dunque per una semplificazione istituzionale verso il basso, avvicinando sempre più la Politica ai Cittadini, nella piena attuazione del principio della sussidiarietà e la loro partecipazione attiva alle sorti del Paese.

27 Gennaio 2024

Sebastiano Arcoraci










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