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  • Writer's pictureSebastiano Arcoraci

DANNO DA SONDAGGIO, CHI PAGA?




In Italia, spesso si è in campagna elettorale, per fortuna, diranno le agenzie che producono sondaggi, che proprio ieri, in occasione delle prossime Elezioni Europee dell'8 e 9 Giugno prossimi, hanno sciorinato, attraverso i giornali e le TV, gli ultimi pubblicabili, (poiché la Legge prevede che questi cessino di essere pubblicati a 15 giorni dal voto).

In realtà i sondaggi elettorali spuntano come i funghi, dappertutto, ci sono sempre insomma, anche fuori stagione, tanto che una rete televisiva, ne ha fatto una propria rubrica settimanale.

Addirittura qualche candidato a Sindaco o a Governatore, prima di decidere se scendere in campo, li commissiona a proprie spese.

Così SVG, You Trend, Ipsos, Demopolis, Noto Sondaggi, ed altre Agenzie e Società specializzate, ormai, quasi quotidianamente, ci riempiono di numeri, di tendenze, o intenzioni di voto (come amano chiamarle loro).

E quindi Mannhaimer, Pagnoncelli, Noto, son diventati, in questi anni, veri e propri personaggi, adorati dai salotti dei vari talk - show.

Dunque? quale è il problema qualcuno chiederà?

Nessuno rispondo, ed anzi ben venga il lavoro di queste Agenzie, che a loro volta producono occupazione, e un circolo virtuoso in quell'Area, che si può chiamare

dell' economia elettorale.

Il problema, purtroppo, è, che, a mio parere i sondaggi influiscono sulla scelta degli elettori in modo pervasivo, non stimolando, specie nell'elettore meno attento, o quello più indaffarato, il desiderio di approfondire il programma di ogni candidato, o di ogni lista, o di ogni Partito.

Dunque questo settore andrebbe dettagliatamente regolamentato, contingentato solo in alcuni periodi e mettendo a confronto contemporaneamente le tabelle che ogni singola Agenzia elabora e produce.

In alternativa, si pone il tema, a mio parere, della scelta consapevole, o meno, degli elettori.

Il pericolo è che gli elettori spesso possano scegliere su una torta più piccola degli schieramenti in campo, probabilmente, orientando la propria decisione, sugli schieramenti più forti, sui Partiti maggiori insomma, su quelli più visibili, quelli posti in alto alla classifica, e meno su quelli posti in basso alla classifica.

D'altronde a chi piace puntare su qualcuno che si presume perda in partenza?

Intendiamoci, questo non vale per gli elettori già fidelizzati dei rispettivi Partiti, per quelli che seguono l'attualità, o sono già ideologicamente schierati.

Però, tolto questa gran fetta di elettori, rimane, una bella percentuale fra coloro che spesso decideranno nelle ultime settimane, o addirittura negli ultimi giorni, i cosiddetti indecisi insomma, che potrebbero scegliere solo sulla base di "sommarie informazioni", sensazioni, suggestioni, anche visive ripeto, anche sulla base delle tabelle che spesso ci vengono riproposte, in relazione ai possibili esiti del voto.

Bhe, peggio per loro, potevano informarsi meglio, si potrebbe dire.

Certo che si.

Ma nella realtà così non è, perché ci si informa poco, e, anche per un malvezzo, tutto italiano, che, ad esempio, in queste settimane, ci porta a parlare solo di Politica interna, anche in tempo di Europee, di temi Italiani insomma, e, poco di quelli Europei ed Internazionali.

Altro tema importante è l'eventuale danno arrecato ai candidati minori, alle Liste e Partiti più piccoli, e, di conseguenza, anche a quegli elettori che avrebbero potuto votarli.

D'altronde i sondaggi non sempre ci azzeccano.

E' storia nota quella degli errori da queste commessi , allorquando clamorosamente, , ad esempio alle Politiche del 2013, fallirono le previsioni di voto, dato che la reale situazione emersa dalle urne, ribaltò completamente la loro previsione.

Eppure in quel caso nessuno pagò in termini di risarcimento, pur semplicemente morale, giustificandosi semplicemente con l'erroneo funzionamento del sistema degli algoritmi.

D'altronde, al momento, nessuna disposizione, neppure di natura civilistica, esiste per sanzioni tale fenomeno.

Eppure il danno prodotto è spesso di notevole entità.

L'ultimo episodio clamoroso è stato perpetrato in quel di Trieste.

Ebbene in quella recente occasione , ogni sondaggio, dava per vincitore già al primo turno, a Sindaco Di Piazza, molto apprezzato , persona con una certa notorietà, anche di livello Nazionale.

Naturalmente Di Piazza non vinse al primo turno, , ma non solo, tutte le altre liste , in particolare una, “ Patto per la Città” era data all'1%, ma clamorosamente essa raggiunse l' 8,6%, risultato di notevole rilievo, specie appunto in vista del ballottaggio fra i due maggiori contendenti.

E' facile intuire che il danno ormai era stato compiuto e, è facile desumere, che ove quella Lista e quel Candidato, non fosse stata data all'1% nei sondaggi, avrebbe certamente preso ancor più consensi, ancor più di quelli poi realmente presi.

Immaginate infatti quanti altri elettori, se non fossero stati influenzati, da quei sondaggi, e dai giornali e tv che li riproducevano puntualmente, avrebbero votato liberamente quella lista e quel candidato, che magari sarebbe potuto andare al ballottaggio, e, poi, vincere.

Quante cose sarebbero cambiate!

D'altro canto avete mai visto qualcuno puntare sul cavallo dato per perdente?

Certo alcuni lo fanno, magari all'ippodromo o fra gli scommettitori Anglosassoni.

In tema elettorale però non si deve scommettere.

Allora cari elettori, cari cittadini, il punto vero su cui vorrei farVi riflettere, non è tanto su percentuali in più o in meno, il punto vero è se in questi casi si possa violare il libero gioco democratico fra le parti, o meglio, se si violano, eventualmente, le regole della leale competizione elettorale.

E allora, è giunto il tempo di fermare questi sondaggi almeno due mesi prima delle indizioni delle elezioni.

E' bene che ogni singolo cittadino non resti in alcun modo influenzato da tali

“ intenzioni di voto simulate”, spesso poi, nella realtà , rivelatisi completamente sballati.

Così come i Media dovrebbero astenersi a loro volta dal riprodurre o commissionare direttamente tali analoghe iniziative, ultima delle quali, è quella che nei prossimi giorni una nota rete televisiva proporrà ai telespettatori:

Il confronto in due momenti diversi fra due gruppi di Partiti diversi, ricavati appunto dagli ultimi sondaggi che vedranno nel primo confronto solo 6 Partiti, fino alla soglia del 4,6% e un altro, separato confronto, fra altre 5 , supponendo che questi siano collocati in basso alla classifica, a partire da quella Forza Politica stimata al 4,2%, e poi le altre 4 dati a percentuali più basse.

A parte l'evidente discrezionalità partigiana della rete, che semmai avrebbe dovuto inserire nel primo gruppo almeno le forze che raggiungerebbero il quorum del 4% , e nel secondo gruppo quelle che non raggiungerebbero il quorum, quel che appare ingiusto e iniquo è che il confronto dovrebbe avvenire fra tutte, allo stesso momento ed a parità di condizioni.

E se è pur vero che questa rete non fa parte del Servizio Pubblico, fossi nelle vesti dell'AGCOM impedirei comunque questo modo di organizzare il confronto fra le forze politiche che si candidano alle Europee.

D'altronde questa stessa rete non è nuova a tali evidenti trattamenti.

Basti pensare che in occasione dei 5 Referendum sulla Giustizia, sempre sulla base di un sondaggio, che aveva letto in diretta, aveva anticipato che, probabilmente, sugli ultimi 2 dei 5 Referendum sulla Giustizia, i cittadini non avrebbero espresso il 50% del loro gradimento , e che dunque, ammesso che si rechi alle urne più del 50% degli elettori, per quei due non si sarebbe raggiunto il quorum necessario.

Chiudo dunque consegnandovi queste mie riflessioni con l'intento di porre all'attenzione un tema poco analizzato e che invece investe il cuore della Democrazia, e per questo, va forse ripensato.

Buona Elezione a tutti.

Padova Maggio 2024

Sebastiano Arcoraci - Commentatore- Bloggher- Scrittore


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