Quando la Sinistra la fa la Destra!
- sebastianoarcoraci
- Jan 14, 2023
- 3 min read
Updated: Mar 27
Nei giorni scorsi nelle urne si è affermato il NO al Referendum sulla separazione delle carriere dei Giudici.
Un risultato che evidenzia un cambio di paradigma per la Politica Italiana.
Non può passare inosservato infatti che l'esito del voto ha mostrato il camaleontismo delle forze Politiche del nostro Paese.
I riformisti di ieri, da sempre collocati a Sinistra, hanno cambiato pelle divenendo i più acerrimi difensori del conservatorismo e dello status quo.
Sintomatico il loro slogan più efficace " La Costituzione non si tocca", con il quale hanno dimostrato, ce ne fosse ancora bisogna, che, dopo la stagione Riformista, da ultimo quella della Modifica Costituzionale del Titolo V° su Federalismo e Solidarietà orizzontale, compiuta dalla Sinistra, ormai questa si colloca fra le forze di blocco di ogni Riforma Istituzionale.
Era già accaduto al momento della bocciatura del Referendum proposto da Renzi che si proponeva di snellire l'assetto istituzionale, come quello di avere solo una Camera anziché il paludoso attuale bicameralismo perfetto, o di eliminare il CNEL, inutile e costosissimo carrozzone.
Eppure ammodernare il Paese, attuare riforme a favore delle classi sociali più svantaggiate è da sempre, nel mondo, un mantra della Sinistra Riformista.
E invece no, tanto che l'ala liberale del PD, in dissenso con la linea massimalista del Partito, ha votato a favore del Referendum sulla Giustizia, come Pina Picerno, Augusto Barbera, Stefano Ceccanti, Marco Minniti, Giorgio Gori, Nicola La Torre, mentre non è un mistero che lo stesso Stefano Bonaccini, Presidente del PD è da sempre sostenitore della linea Riformista del Partito.
Così come è risultato significativo, e forse rivoluzionario, che le uniche politiche di riforma del lavoro siano realizzate dallo schieramento Liberale anziché dalla Sinistra, abbattimento del cuneo fiscale sul lavoro - assegno unico familiare - reddito di inclusione al posto di quello di cittadinanza, la modifica dell'Art. 46 della Costituzione, che ha introdotto la Partecipazione dei lavoratori agli utili d'Azienda.
La prova ulteriore di quanto sta avvenendo è che la Sinistra "formale", con il beneplacito della Cgil, pur avendo governato, ininterrottamente per più di 15 anni, non abbia prodotto alcuna significativa Riforma del Paese, né abbia migliorato i salari, le sorti e le condizioni sociali dei lavoratori, la classe sociale che dovrebbe essere suo riferimento principale.
Cambia dunque il paradigma sociale, e forse non è un caso se la Sinistra, oggi, si sia "imborghesita" e ed ormai radicata solo nei centri storici delle nostre Città, lontana dal mondo del lavoro e dagli aneliti di cambiamento progressista evocato dall'intero mondo produttivo, imprese comprese.
Né può essere definita di Sinistra la proposta del salario minimo, che oltre a deprimere il ruolo della contrattazione aziendale, omologherebbe tutti i lavoratori, deprimendo il merito, livellando verso il basso i salari dei lavoratori.
Come si vede la Sinistra è divenuta "retroguardista" e conservatrice mentre avanza sempre più una proposta di una destra moderna e liberale.
Uno schieramento moderato in campo sociale e riformatrice in campo Istituzionale, che potrebbe assumere la fisionomia di una "Sinistra Liberale", in grado di intercettare il consenso di molti elettori che rivendicano il diritto di vivere in un Paese più moderno, più equo, più garantista, più dinamico in campo economico, attento ai diritti civili e di libertà, contro l'idea soffocante di una Società chiusa, assistenzialista e ancorata a vecchi schemi corporativisti, a difesa di nuove caste di potere, come evidenziato nel caso del recente Referendum.
Una Sinistra Liberale e Riformatrice che può ora cogliere anche il disagio e i segnali che provengono da un mondo giovanile che non intende firmare cambiali in bianco, neppure al cosiddetto "campo largo", e che invece richiede maggiore spazio di manovra, anche in Politica, con il proposito di rendersi vero artefice del proprio destino.
Personalmente, credo che questa nuova dimensione Politica, questo nuovo scenario Politico, possa prevedere l'allargamento dell'orizzonte del Centro - Destra, che accogliendo nel proprio alveo Movimenti Civici, Associazioni, espressioni dell'area centrista, di ispirazione laica e popolare, possa rappresentare il "nuovo",.
Occorre ri- partire da ciò, specie se, come ormai è palese, la Sinistra non è in grado di offrire alcun traguardo di speranza e cambiamento, anche a causa della la sua composizione disomogenea, litigiosa, populista e massimalista, destinata inevitabilmente a una nuova sconfitta alle prossime Elezioni, nonostante, e proprio per questo, abbia conseguito la effimera recente vittoria al Referendum.
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Pd 25 Marzo 2026
Sebastiano Arcoraci



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