Stop al fast food in Prato!
- sebastianoarcoraci
- Apr 17
- 3 min read
Come è noto il Prato della Valle a Padova, semplicemente detto "il Prato", come per
S. Antonio, che a Padova chiamiamo solo "il Santo" è, con i suoi 88.620 metri quadrati, e una circonferenza di mille 450 metri quadrati, la seconda Piazza d'Europa dopo Piazza Rossa a Mosca, per estensione.
Ricco di un suggestivo doppio anello a ellisse, denominato Isola Memmia, dall'Architetto Andrea Memmo che lo ideò, ha tutt'intorno ben 78 Statue, raffiguranti personaggi illustri della storia, non solo Padovani, come Dante Alighieri, Antonio Canova, Torquato Tasso, Francesco Petrarca, Galileo Galilei, solo per citarne alcuni.
Un luogo incantevole, attorniato da un manto erboso e un centinaio di Alberi, fra pseduplatanus e Aceri Ricci Rossi, che dunque ne fanno anche un luogo unico.
Un vero e proprio bene culturale che i Padovani amano frequentare in tutto il periodo dell'anno.
Un luogo di incontro, una vera e propria Agorà dove ritrovarsi coi propri amici a chiacchierare, ascoltare musica e passare qualche ora piacevole, specie d'estate all'ombra delle sue alberature.
Un sito storico e identitario della Patavinitas, vanto per tutti i suoi cittadini.
Un luogo che infatti è tutelato dalla Sopra Intendenza dei Beni Culturali e che andrebbe valorizzato dall'Amministrazione Comunale.
Ma sono almeno 20 anni che, a parte qualche restauro per le statue, voluto e finanziato da benemeriti mecenati Padovani, il Comune nulla fa per mettere in luce questo gioiello di famiglia, da tutti invidiatoci per la sua bellezza e fascino, trascurandolo completamente.
Neppure la recente nascita di un Comitato, appositamente costituito, proprio al fine di promuoverne un utilizzo consono alla sua beltà, e che ha presentato un Progetto di restyling di tutta l'area, ha sortito qualche effetto, visto che ad oggi il Progetto è rimasto nei cassetti di qualche Assessore e Funzionario Comunale, dimostratisi sordi, muti e ciechi.
Comitato che più volte ha manifestato anche il proprio dissenso per un uso distonico rispetto ai luoghi "Prateschi", come, per esempio, è accaduto, ancora una volta, in questi giorni, ( dal 12 al 15 Aprile ), utilizzandolo come location per l'evento denominato International street food, con enormi tir che coprono la veduta di importanti palazzi storici, e camioncini che cuociono in diretta arrosticini, salsicce e bistecche di ogni tipo, con relativi effluvi maleodoranti e fumo acre e sgradevole, come una sorta di sagra.
Quel che ci si chiede è se davvero non possa individuarsi un "calendario" di iniziative e manifestazioni di qualità che rendano giustizia alla bellezza e sacralità dei luoghi.
Quel che ci si chiede è se davvero si pensa di usare il Prato come fosse una strada qualsiasi, un viale anonimo o una miserrima piazza in cui far svolgere ogni tipo di evento, specie se di bassa qualità, o se, piuttosto questi non possano svolgersi in luoghi più consoni, magari in aree non protette da vincoli culturali.
Un appello accorato va ora al Sopra Intendente ai Beni Culturali di Padova che impedisca per il futuro tali tipi di iniziative, che presto riceverà posta.
Nel frattempo sarà utile proseguire la battaglia del Comitato composto da Cittadini e Operatori Commercial professionisti e amanti dell'arte, per sollecitare, ancora una volta, l'Amministrazione perché prenda a cuore finalmente la questione, sperando che l'Amministrazione abbia più considerazione dei suoi cittadini, non offrendogli solo panem et circenses, e che la sua sordità possa essere superata presto.
In tal senso consigliamo ai nostri interlocutori Istituzionali, finora rimasti inerti, di avvalersi dei più moderni sistemi di aiuto uditivo, ormai presenti in commercio, anche a prezzi contenuti, e aiuto visivo e uditivo insieme, con le nuove lenti acustiche - hearing glasses, che tanto successo stanno riscuotendo fra i consumatori.
p. il Comitato Pro Prato della Valle
sebastiano arcoraci - Presidente -



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