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Tempi di guerra, il Welfare ci salverà?

  • Writer: sebastianoarcoraci
    sebastianoarcoraci
  • Apr 9
  • 2 min read

E così siamo giunti a una situazione Internazionale che nessuno si sarebbe mai potuto aspettare.

il mondo è in fiamme e i tre nuovi dittatori Putin, Trump e Netanyahu ne sanno qualcosa.

Per la guerra nel Golfo, ancora 10 giorni, e scopriremo il nuovo bluff del Tycoon, che però non ci salverà né dalla crisi energetica in cui siamo precipitati, né sulla fiducia che i cittadini ripongono nell'immediato futuro, specie se come sostengono i maggiori analisti, tutto questo durerà fino alla fine di quest'anno.

in un colpo solo sono andate a farsi benedire tutte le Politiche economiche di tutti i Paesi del Mondo, Europa compreso.

Stime su PIL, Inflazione e Potere d'acquisto dei salari sono tutte saltate.

L'Italia poi soffre ancor più di tale situazione non avendo alcuna arma a disposizione, sia in termini di autonomia per le risorse energetiche, che in termini di influenza Geo-Politica sulle attuali vicende belliche, a differenza, ad esempio della Francia, che e si è affrancato della schiavitù energivora disponendo del "nucleare".

La crisi è invece arrivata nelle case degli Italiani, in modo cruento.

Bollette alle stelle, benzina e diesel irraggiungibili, spesa alimentare rincarata in questi giorni, di almeno il 20%, voli costosissimi, etc, mentre gli stipendi sono sempre quelli.

Si affaccia all'orizzonte dunque almeno un semestre nero in cui, nonostante gli annunci roboanti del Leghista Salvini, si delinea per il nostro Paese un ritorno all'Austerity, con razionalizzazione dei consumi, targhe alterne, risparmio sulla illuminazione pubblica, voli cancellati etc.

Che fare se le nostre armi sono spuntate?

Una misura di facile applicazione potrebbe essere quella che il Governo incentivi politiche di welfare "interventista".

Innanzitutto con il Welfare contrattuale, attraverso gli strumenti dei servizi e benefit messi a disposizione delle aziende, come i buoni spesa, i buoni carburante e i buoni per oneri di trasporto da casa a posto di lavoro e viceversa, spese per asilo nido dei figli, o spese sanitarie per la famiglia, sobbarcandosi i relativi oneri, col beneficio per le aziende di poter dedurre i costi del welfare dai costi d'impresa ( art. 100 del TUIR) del100%, oltre ad evitare che queste concorrano alla base imponibile dell'Irap.

Per i lavoratori questi non concorrono alla formazione del reddito imponibile e sono esenti Irpef e a fini contributivi, e nel contempo, aumentano il potere d'acquisto del proprio stipendio.

Oltre a ciò si potrebbe creare un circolo virtuoso, attraverso gli strumenti aggiuntivi del Welfare Sociale e Territoriale, ad opera dei comuni, o Consorzi, Reti Aziendali territoriali, raggruppamenti di fornitori di energia, etc, mettendo a disposizione servizi e forniture a costi calmierati.

Tutto ciò che potrebbe costituire addirittura un volano formidabile per l'economia del territorio, aumentando sia i fruitori che le entrate.

Come si vede armi a disposizione ve ne sono, a condizione che si prenda coscienza subito della situazione, e non si agisca con i soliti provvedimenti di emergenza.

Occorre volontà Politica e unità di Paese, facendo sì che tutti gli attori protagonisti di questo processo virtuoso, possano avere il giusto peso e riconoscimento sociale.

Chi ha orecchie per ascoltare ascolti!

sebastianoarcoraci.com - associated GNSPRESS




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