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Tutti parlano del Piano Mattei, cos'è?

  • Writer: sebastianoarcoraci
    sebastianoarcoraci
  • Feb 16
  • 2 min read

L'Italia nell'Ottobre del 2024 ha varato il Piano Mattei, un progetto di Cooperazione e sviluppo con 14 paesi Africani aderenti ( inizialmente 9 ) :

Algeria, Angola, Costa d'Avorio, Egitto, Etiopia, ( Ghana e Kenia i Paesi dove oggi si vive meglio), Mauritania, Marocco, Mozambico, Congo, Senegal, Tanzania e Tunisia.

Ispirato dall'uomo più potente dell'economia Italiana del dopoguerra, Enrico Mattei, che nel 1945, (allora Commissario dell'Agip), fu l'artefice della ricostruzione Italiana, basandosi su principi modernissimi del sistema produttivo, dando l'avvio alla trasformazione dell'AGIP in ENI, e, suggerendo nuove vie allo sviluppo industriale Italiano, oggi può rappresentare nuove Frontiere di futuro.

Futuro che Mattei non poté vedere a causa della sua prematura scomparsa nel 1962 in un disastro Aereo, ma che oggi potrebbe rivelarsi molto realistico.

L'attuale progetto del Governo, con un fondo di dotazione iniziale di 5,5 Miliardi di Euro, è molto ambizioso mirando a far emergere politicamente ed economicamente un'area importante dal punto di vista strategico definita EuroMediterranea.

L'idea, in verità, era stata già coltivata dal Premier Socialista Bettino Craxi, che negli anni '80, l'aveva inserita nei programmi Italiani di sviluppo, per la contiguità con questi Paesi, sia di natura geografica che storica.

Ciò che lo accomuna con la visione del Governo Craxi è l'atteggiamento non predatorio, a differenza di quello coloniale, attraverso azioni progettuali programmate e concordate nei Vertici fra i 12 paesi e l'Italia.

Il Piano è condiviso dalla U.E.

Ma perché è importante il Piano Mattei?

E' importante soprattutto per la finalità che si prefigge :

"rendere libera l'intera Africa".

A cominciare dalla trasformazione dei crediti, (e conseguente loro debito), pari a 235 Milioni di Euro, che verrebbero convertiti in progetti di sviluppo, coinvolgendo le più importanti imprese Italiane.

Il nuovo approccio tende a far emergere le grandi potenzialità di quell'area, finora sopite, contribuendo al riscatto sociale ed economico delle popolazioni Africane in un'ottica che li vede liberi protagonisti del loro futuro, ponendosi obiettivi strategici in grado di aumentare la loro autonomia, diminuire le attuali sacche di povertà, allargare gli spazi di democrazia, e ridimensionare il flusso migratorio verso altri Continenti.

Fra i temi che stanno sviluppandosi spicca fra tutti quello dell'approvvigionamento idrico di tutta l'Area interessata, attraverso nuova tecnologia in grado di individuare nuove falde acquifere realizzando grandi fonti d'acqua per le popolazioni.

L'Acqua insieme ad altri 5 settori strategici, come l'Agricoltura, l'Istruzione e la Formazione, la Sanità e l'Energia, faranno dunque parte di un disegno organico di sviluppo e cooperazione fra l'Italia e i 12 Paesi Africani che hanno aderito al "Piano Mattei per l'Africa".

Il tempo per attuare il progetto è giusto, specie in un contesto Mondiale in cui gli equilibri post guerra fredda, sono ormai saltati, richiedendo la necessità per l'Europa e per l'Africa di nuove alleanze Politiche, per affermare il loro autorevole ruolo nello scacchiere delle nuove frontiere Geo - Politiche.

Infine appare di grande rilevanza il disegno di ridurre l'attuale e ingiusto divario fra Paesi poveri e Paesi ricchi, nel solco delle Encicliche Populorum Progressio, del 1967, di Papa Paolo VI, Laudato SI' dell'amato Papa Francesco, ancora molto attuali, sia per il progresso dei Popoli, che per quella di Papa Francesco, per l'afflato di quest'ultima Enciclica per i temi ambientali, così nevralgici per le terre Africane.

"Felicia tempora veniant"

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