Vannacci cambia casacca, è giusto ?
- sebastianoarcoraci
- Feb 6
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Updated: Feb 7
In questi giorni è scoppiato il caso Vannacci, il Generale che eletto al Parlamento Europeo nelle liste Legiste e Vice Segretario del Partito di Salvini, ha annunciato la costituzione di un suo Partito, Futuro Nazionale, con tanto di nuovo simbolo che richiama una immaginifica fiamma ( sigh) e i colori dell'Italia.
La canea scatenata su tutti i media e sui canali social si basa principalmente su due reciproche accuse fra Vannacci e la Lega.
Da un lato l'accusa di traditore al Generale che ha disertato i colori della squadra Leghista, che pure lo aveva osannato e fatto eleggere al parlamento Europeo, senza avere neppure il buongusto di dimettersi da Parlamentare, dall'altro lo stesso Vannacci, che respinge al mittente tali accuse, ritenendo che sia stato il Partito Leghista ad aver tradito i propri ideali sulla sicurezza, sugli aiuti a Kiev, sulle politiche per l' immigrazione.
Ora, al di la delle solite beghe interne che in tali casi si scatenano, occorre domandarsi se il Parlamentare Vannacci potesse compiere tale scelta.
A tal proposito occorre osservare quanto recita, ad esempio, la nostra Costituzione Repubblicana, all'Art. 67, ma che vale anche per la disciplina U.E.:
Ogni membro del Palamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni "senza vincolo di mandato", liberando in tal modo l'eletto da vincoli giuridici sia con il Partito di provenienza che addirittura con gli elettori che lo hanno eletto, poiché possa agire nell'interesse " esclusivo" della Nazione.
In buona sostanza quindi l'eletto rappresenta direttamente il Popolo, e, in particolare il suo Collegio elettivo, che nel caso di Vannacci è il Collegio Nord OVEST Italiano, cioè Lombardia, Piemonte, Liguria, e Valle d'Aosta, che gli aveva dato il miglior risultato con 186 mila voti, pur avendo egli preso circa 500 mila preferenze totali, avendolo la Lega candidato in tutti i collegi elettorali.
Ebbene, la risposta, Legge alla mano, è Si poteva farlo!
Insomma dal momento che tu sei eletto, rappresenti il Popolo e null'altro, libero da tutti i vincoli giuridici.
D'altronde i nostri padri Costituenti, non a caso fecero questa scelta.
Essi vollero garantire, sopra ogni cosa, la libertà di giudizio del parlamentare, proteggendolo da pressioni esterne o interessi localistici e di parte ( leggasi Partito), assicurando allo stesso tempo la stabilità delle Istituzioni e delle Assemblee elettive.
D'altro canto, valutando solo il tema della " stabilità", si immagini cosa accadrebbe, nell'ipotesi diversa, in cui, l'Art. 67 Cost. avesse sancito il contrario, nelle occasioni in cui questo è avvenuto, ad esempio, nella scorsa Legislatura, allorquando ben 300 Onorevoli hanno cambiato casacca.
Certamente la stabilità del Parlamento, e conseguentemente del Governo, sarebbe venuta a mancare, con gravi e irreparabili danni per l'intera Nazione, visto che della stabilità dei Governi se ne fa spesso un vanto, e un merito Politico, anche a livello Internazionale.
Dunque tutto bene?
Non direi, visto che resta pur sempre da osservare l'aspetto morale ed etico della vicenda, sul quale evidentemente è legittimo avere, da parte degli elettori, e dei Partiti di appartenenza, forti riserve.
Riserve che ad esempio avranno da oggi in poi gli elettori di tutti i collegi elettorali, compreso quello che lo ha eletto, ma in particolare quelli del Nord Est, e del Veneto che mai hanno visto di buon grado l'ascesa del generale fra le file Leghiste, ( Zaia docet), che certamente, ora si rammaricano per non aver eletto al posto di Vannacci un altro esponente storicamente Leghista, che sicuramente oggi sarebbe ancora sotto le bandiere Venetiste di San Marco.
E' evidente che su questo aspetto, a Salvini, che a suo tempo ha imposto la candidatura di Vannacci, tutti gli altri Dirigenti di Partito, presenteranno il conto, che si preannuncia già molto salato, aprendo sin d'ora un dibattito interno, le cui conseguenze al momento non sono valutabili, ma che certamente saranno importanti.
D'altro canto non si può tacere il fatto che lo stesso Vannacci abbia portato alla Lega un valore aggiunto, fra cui le 500 mila preferenze, che Vannacci sostiene essere sue, e nuovi stimoli a un partito che obiettivamente in quel momento era in mezzo al guado.
Fu un matrimonio d'interesse quindi, e come tale, a distanza di tempo difficilmente poteva reggere.
Era da aspettarselo insomma, d'altronde per questo in Italia, esiste il Divorzio!
Che Vannacci avesse, su molti temi, posizioni di estrema destra era noto.
Così come era prevedibile che queste non si coniugssero ad esempio con quel Leghismo federalista e Liberale di molti suoi elettori e Dirigenti locali come Zaia, Giorgetti e lo stesso Fedriga, nuovo astro nascente del Popolo Leghista.
Ora si apre una nuova partita, tutta da giocare, il cui esito finale ora non appare scontato, anche se obtorto collo il Vannacci dovrà allearsi, io credo con il Centro - Destra, con buona pace del campo progressista, e di Matteo Renzi, che, come al solito, ( così si dice) organizzando le trappole, spesso finisce per cascarci dentro lui stesso.
Ad majora
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