40 mila persone scendono in piazza a Torino, perché?
- sebastianoarcoraci
- Feb 4
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Updated: Feb 6
Nei giorni scorsi, come ormai, drammaticamente, tutti abbiamo appreso, a Torino si è svolta la manifestazione, poi degenerata in devastazione, saccheggio e feriti gravi, come il poliziotto di Padova, crudelmente e vilmente, picchiato dall'ala facinorosa e violenta del corteo.
Le immagini, giustamente, hanno destato in noi tristezza, preoccupazione , frustrazione e rabbia.
Ho già commentato ieri, sul mio blog, i fatti violenti accaduti.
Oggi, però, mi interessa capire i motivi per cui 40 mila cittadini Torinesi e dell'Interland, ( ma non solo ) sono scesi in Piazza per manifestare la propria solidarietà verso gli affiliati del Centro Sociale Askatasuna, sgomberato di recente dalle Forze dell'Ordine, per ordine del Ministro degli Interni.
Immagino che molti dei manifestanti non avessero neppure letto la Piattaforma di lotta di Askatasuna, soprassedendo al fatto che in ogni caso l'immobile detenuto dal Centro Sociale fosse occupato abusivamente.
Probabilmente uno dei motivi potrebbe venire dallo spirito solidaristico verso una fascia di popolazione, soprattutto giovanile, appoggiandola nella richiesta di riapertura del Centro Sociale Torinese.
D'altronde molti di costoro vedono in Askatasuna un luogo ove assistere a concerti a prezzo popolare, cinema d'essai, laboratori culturali, e ricreativi per i loro figli, una sorta di " Comune" insomma.
Altri ancora invece per covare dentro di loro una forte avversione verso uno Stato in cui non si riconoscono e che non vanno più neppure a votare.
Gente che si è messa fuori dal " Sistema", alienata, disoccupata e che vuole mettere in discussione le regole che oggi le Istituzioni, con difficoltà, cercano di far rispettare.
Non so perché, ma mi è sovvenuto alla mente, un simile evento accaduto il 14 Ottobre del 1980, quando, sempre a Torino, 40 mila "quadri" e dirigenti scesero in Piazza sfidando i picchetti delle Organizzazioni Sindacali che impedivano loro di entrare in fabbrica alla Fiat da ben 35 giorni.
Allora tale protesta dei cosiddetti " colletti bianchi", mise in discussione le relazioni sindacali, così come fino a quel momento si erano svolte, per rivendicare da parte dei 40 mila "quadri" un loro nuovo ruolo all'interno della Fabbrica, oltre a un nuovo modello di produzione industriale, più flessibile e moderno, superando la concezione " Fordista", fino ad allora imperante.
Fu un evento epocale, una vera e propria Contro - Manifestazione, verso coloro ( la Triplice Sindacale e la FIOM), che fino a quel momento avevano imposto un modello di fabbrica gerarchico con prevalenza del ruolo "operaio", emarginando, di fatto, il ruolo dei cosiddetti " Quadri".
Ora pur non volendo assimilare i due fatti, specie perché accaduti a distanza di ben 45 anni, e su argomenti ben diversi, come il lavoro e le sue dinamiche, e in cui allora erano in gioco regole ben diverse, relative ad una categoria particolare, quella dei "Quadri Aziendali", che si svolse comunque dentro le regole democratiche,
purtuttavia ciò che è avvenuto Sabato scorso ha provocato un cambiamento altrettanto straordinario nel Paese, tanto da far approvare dal Governo misure restrittive verso fenomeni criminali e violenti, ad opera di veri e propri " sabotatori" e squadristi.
Ed è significativo, e strano, che eventi così dirompenti avvengano ancora una volta a Torino, Città simbolo dell'operaismo, ma anche di una forte cultura Massonica, storicamente presente, con esponenti di rilievo Internazionale nel mondo esoterico, che negli anni hanno influito, e influiscono ancora su una Città per loro ritenuta simbolo da custodire e gestire.
Ma quel che più sembra interessante osservare è che ciò è avvenuto Sabato, si è avverato senza alcuna guida o coordinamento ufficiale dei Partiti e Movimenti tradizionali di Sinistra che, fino a quel momento, avevano appoggiato le istanze di Askatasuna, cioè AVS ( alleanza verdi e sinistra), il Partito Democratico e il Sindacalismo attivista ( Fiom).
Il punto allora è se questa Manifestazione abbia voluto significare la piena sconfessione della precedente guida Politica, cioè della Leaderschip dei summenzionati Partiti e Movimenti, in analogia con quanto accadde nel 1980.
E ancora, se si è trattato di una protesta autenticamente popolare contro il Governo, reo, a dire dei manifestanti, di avere due pesi e due misure, non avendo agito in egual misura contro i Centri Sociali vicino alla Destra Politica, come quelli gestiti da Casa Pound, o se invece la Manifestazione non fosse altro che una pressione Politica nei confronti della Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Stefano Lo Russo, del Partito Democratico, al fine di costringerla ad aprire un altro luogo di aggregazione sociale, magari, questa volta legittimata da una Convenzione con il Comune di Torino, o se infine fosse solo una ennesima sfida alle Istituzioni e alle Forze dell'Ordine.
Ebbene, al netto della presenza violenta dei black bloc , che va approfondita, e fuori dall'ipotesi adombrata, dell'uso di due pesi e due misure, che a dire del Ministro Piantedosi, non si configurerebbe come veritiera, visto che anche il Centro Sociale Casa Pound, a Roma, è nell'elenco di quelli destinati allo sgombero, resterebbero valide le altre due ipotesi, altrettanto verosimili.
Se così è, tutto ciò diviene interessante, a mio avviso, perché oggi, come allora, quanto è avvenuto nei giorni scorsi a Torino, potrebbe rappresentare uno spartiacque fra quanto avvenuto finora, cioè il forte legame simbolico fra Centri Sociali e i Partiti e Movimenti tradizionali, e il distacco, formale e sostanziale, di questi militanti e aderenti dei Centri Sociali, dall'" Alveo Rosso", per divenire questi Nuovi Soggetti Politici, caratterizzati da nuove forme di aggregazione Politica, e connaturati da nuovi valori fondanti, ispirati dalla rivendicazione di alcuni diritti sociali e dal rifiuto delle regole comuni di convivenza civile (occupazione abusiva di immobili) e da un forte senso antagonista rispetto allo Stato e alle sue Istituzioni Democratiche.
Un nuovo Soggetto Politico, scollegato dalle tradizionali alleanze a Sinistra, e restio a seguire i vecchi modelli organizzativi di Partito seguiti finora dalle storiche Forze Politiche.
Se questo è uno scenario plausibile, si comprenderebbe meglio il fenomeno, che, di recente, vede saldarsi tali Movimenti, a Destra ( Casa Pound - Forza Nuova e da ultimo Futuro Nazionale del neo Putiniano Vannacci ) come a Sinistra ( Potere al Popolo - Democrazia Sovrana e Popolare - Movimenti Pro- Pal, etc).
Situazione questa che spiegherebbe, in parte, il forte aumento delle Manifestazioni di Piazza, anche violente, e della aumentata disaffezione al voto, volendo valutare elettoralmente questi Movimenti, qualora si presentassero alle Elezioni, almeno al 7 - 10%.
Se tutto ciò detto risultasse verosimile, come credo, si pone, per i Partiti tradizionali, e per le Istituzioni Democratiche, una nuova sfida relativa all'apertura di un dialogo, con quei cittadini, (non certo coi loro Leader), che si riconoscono nelle Piattaforme Politiche di questi nuovi soggetti Politici.
Dialogo che potrebbe concretizzarsi nella "istituzionalizzazione" della protesta sociale, inserendo nella Agenda della Politica del Governo e dei Partiti tradizionali, alcune istanze che provengono da questi "mondi", come la attuazione del diritto alla casa, il diritto a un lavoro dignitoso con giusti salari, il diritto alla Istruzione per tutti, specie Universitaria, oggi divenuta una nuova fonte di divisione fra i ceti sociali, atteso l'enorme costo da sostenere per le famiglie meno ricche, per tasse e alloggi per gli studenti.
Temi che, a dire il vero, in parte, ad esempio sulla casa, il Governo e qualche Regione d'Italia ( il Veneto), sta affrontando, annunciando prossimi finanziamenti per la realizzazione di nuove abitazioni a basso costo.
In conclusione, io credo, che accanto ai provvedimenti sanzionatori e Leggi giustamente più severe, occorrerebbe alzare il livello del confronto pacifico su temi che ragionevolmente possono e debbono far parte dell'Agenda Politica di questa Nazione.
E' necessario però, d'altra parte, respingere ogni tentativo violento di scardinare le Istituzioni Democratiche, come accadde negli anni '70 contro la lotta armata, poiché il Paese la respinse allora decisamente, e, la respingerebbe anche oggi, consapevole di aver costruito nel frattempo una forte coscienza popolare, intrisa dei valori affidatici dai nostri Padri Costituenti, quali la Libertà. la Giustizia e la Democrazia.
Valori irrinunciabili da cui occorre ripartire tenendo insieme protesta sociale e proposta Politica.
L'Italia ha dimostrato di essere un grande Paese, anche in anni bui, continuiamo ad esserlo!!
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