C'è ancora una Italia manettara?
- sebastianoarcoraci
- Feb 13
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Updated: Feb 14
La domanda evocata nel titolo acquista un significato nuovo dopo le dichiarazioni rilasciate durante un'intervista a RTC Tele Calabria, in questi giorni, dal dottor Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.
Dare adito, con dichiarazioni simili a certi pericolosi sillogismi, come quello che potrebbe far supporre che tutti i Calabresi, Siciliani, Napoletani e Pugliesi siano mafiosi, solo sulla errata, e ormai superata, teoria del " condizionamento ambientale" è stato davvero un grave "inciampo", anche perché, parlando di fenomeno mafioso, non si può non evidenziare che questo, ormai, pervada anche alcune aree del Nord Italia, superando di fatto la teoria del "condizionamento ambientale e della deduzione logica", necessitando di altri più solidi elementi elementi probatori, come i mezzi usati e la forza dell'intimidazione.
Intendiamoci Gratteri è un grande servitore dello Stato che vive sotto scorta da tanti anni, sempre in pericolo di vita per i colpi da lui inferti in questi anni, soprattutto al narcotraffico e alla mafia, quindi va rispettato.
Diciamo che egli, maneggiando meglio certi meccanismi giudiziari piuttosto che le interviste televisive, sia stato quanto meno incauto nel pronunciare certe frasi.
Purtuttavia, non v'è chi non veda, in queste dichiarazioni un rigurgito di certa cultura della ghigliottina, fortemente presente, ancora, in aree Politiche ben precise del nostro Paese.
Paese che fu', è bene ricordarlo, di Cesare Beccaria, antesignano del garantismo penale moderno, che risale ancora al 1764.
Ed è assurdo quindi che a distanza di ben 262 anni, la teoria contraria, cioè quella di di una cultura penalista illiberale, sostenuta da molti maitre a penser nostrani, vedi per tutti Travaglio, Scanzi, il Grillismo, e tendenzialmente da tutto il mondo della cosiddetta Sinistra Politica, impregni ancora l'humus della nostra Società Civile, con teorie "manettare"
Diversamente certe dichiarazioni, come quella che chi vota per il SI si confonderebbe con coloro che, indagati e imputati, votando alla stessa maniera, per il Referendum del 22 Marzo sulla Giustizia, sembrano davvero contrarie alla Costituzione Repubblicana Italiana, fuori contesto e anti storiche, non solo per tentare di assimilare milioni di elettori del SI al malaffare, ma anche perché indagati e imputati, secondo Legge, sono innocenti, fino al terzo grado di giudizio.
Evidentemente fa paura, a costoro e ai loro proseliti, l'idea che finalmente si separino le funzioni e il ruolo di inquirente e giudicante nel Sistema Giudiziario, basato, fino ad oggi, da un correntismo inaccettabile per un Organo che dovrebbe essere imparziale e trasparente ( Palamara Docet).
D'altronde il principio della separazione delle carriere è attuato da quasi tutti i Paesi a Sistema Democratico, Europei e Internazionali.
Allora forse la ragione di questi sconsiderati attacchi nasce dalla paura che il Popolo, dopo anni di dibattito su questa materia, possa pronunciarsi per il SI alla Riforma di Marzo.
Così come forse fa paura anche che vi siano due separati CSM e che i Giudici membri siano sorteggiati.
Fa paura l'istituzione di una Alta Corte Disciplinare, in sostituzione della attuale Sezione disciplinare del CSM, un tempo composta dalla stessa categoria dei Giudici sottoposti al vaglio disciplinare, che, se sarà approvata la Riforma, sarà invece competente a giudicare gli illeciti disciplinari dei Magistrati, e composta da nuovi 15 membri in parte laici, nominati attraverso un sorteggio.
Il fatto è che questi teorici del diritto Penale illiberale intendono mantenere gli equilibri attuali determinati dalle due più forti correnti politiche della Magistratura, che hanno assicurato, in questi anni, fortunate carriere e promozioni solo sulla base della appartenenza a queste.
Si vuole cioè far permanere quello che da sempre è rappresentato da un certo "Sovranismo Giudiziario", sostenuto da certa parte Politica, in cui la funzione giudiziaria avesse comunque la prevalenza su uno dei massimi Poteri dello Stato, quello Legislativo, cosa non scritta da nessuna parte.
Potere, quello Legislativo, non solo previsto dalla Costituzione, ma addirittura da un certo Carl Luis de Secondat, barone e filosofo di Montesquieu, che ancora nel 1748, con la sua Opera "Lo spirito delle Leggi", che teorizzò la moderna e liberale tripartizione fra i Poteri dello Stato ( Legislativo - Esecutivo - Giudiziario).
Ed è questo Potere Legislativo che è legittimato a fare le Leggi, mentre altri, come quello Giudiziario è deputato ad applicarle, ( purché non siano anti Costituzionali).
Ruolo che invece, sistematicamente, in Italia, viene svilito, contestato, obiettato e persino conteso dai teorici anti liberali e non garantisti.
Così come sono da respingere episodi come quello che ha visto, in questi giorni, la Sinistra massimalista, postare sui social, strumentalizzandole, le immagini degli atleti azzurri del Carling, ai Mondiali di Sci a Cortina, per sostenere le ragioni del NO al Referendum.
Il punto è dunque che tale area Politica, cosiddetta progressista, stia mostrando in queste ore, ancora una volta, il suo vero volto, quello "giustizialista", che nulla ha a che vedere con la cultura moderna di tradizione democratica e liberale del nostro Paese.
Peraltro, io credo, che seppure l'intento fosse diverso, questi episodi aggiungono contenuto e valore ai sostenitori del SI, facendo loro un ulteriore favore, cioè quello di radicalizzare lo scontro Politico, così rafforzando l'intento degli elettori democratici e liberali, di recarsi in massa alle urne, ( solitamente meno frequentatori delle cabine elettorali), per esprimere il proprio consenso, non a questo Governo, ma a dei principi che ispirarono i nostri Padri Costituenti e tutto il pensiero illuminista e moderno che ci ha governato fino ad oggi in maniera positiva.



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