Caldo torrido ma la prevenzione?
- sebastianoarcoraci
- Jul 26, 2025
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Come si può notare, oggi, si stanno ormai avverando, le previsioni degli scienziati, che, già anni fa avevano previsto, anche per l'Europa e l'Italia, ( non solo in USA), un clima equatoriale, con fenomeni climatici di massima allerta.
Ciononostante, i soliti negazionisti, e qualche pseudo scienziato, per anni, hanno profuso il verbo dello svilimento di tali previsioni, contribuendo a ritardare, anche fra i nostri Governanti, l'adozione di misure idonee, a tutela dell'ambiente, e, a salvaguardia dei nostri territori, già fragili, oltre che della nostra salute.
Il risultato, purtroppo è sotto gli occhi di tutti, specie in questi giorni di torrida estate.
Una Italia soffocata dall'afa insopportabile, anche di notte, e avvolta dalle fiamme al Sud, e da violenti grandinate ed esondazione dei fiumi al Nord.
Infatti, mentre al Sud, specie in Calabria e Sicilia, ieri sono state raggiunte, in alcune località, come Reggio Calabria e nel Messinese, punte di 43 gradi, al Nord, a Verona, e nel Padovano, celle temporalesche, di forte intensità, hanno prodotto esondazioni e strade come fiumi, con precipitazioni sotto forma di grandine, devastando colture , automezzi e tetti delle case.
Occorre coordinare interventi trasversali di tipo sanitario e di protezione civile.
Sottovalutare tali fenomeni, è non solo irresponsabile, per i rischi a cui è sottoposta la popolazione civile, ma anche fonte di prevedibili danni economici, specie per i settori dell'agricoltura, turistici e ricettivi, visto il periodo estivo.
E' necessario dunque predisporre, a cura delle Prefetture, e, dei Sindaci, delle apposite Task Force, per fronteggiare l'emergenza - urgenza, che tali fenomeni creano.
Vanno incentivati i sistemi, anche mobili, di pronto intervento delle ambulanze, in prossimità delle Piazze principali delle Città ove, con anticipo di almeno 24 ore, si prevede accadano tali funesti eventi.
Occorre, inoltre, presidiare, con mezzi di soccorso dei Vigili del fuoco, le postazioni, già individuate, come punti di accoglienza delle divisioni di Protezione Civile, pronti ad intervenire.
Si rende necessario, anche, presidiare le spiagge, presso i punti stabiliti di soccorso e aiuto, onde prevenire eventuali malori della popolazione più fragile, ( ma anche di quella senza patologie apparenti), in modo da evitare eventi mortali.
La parola d'ordine è dunque PREVENZIONE, a 360 gradi, coinvolgendo l'intero Sistema di pronto intervento.
Naturalmente, per fare ciò, occorreranno maggiori investimenti, Governativi e Regionali, relativi alla Sicurezza Civile, dotando quest'ultima di mezzi e uomini formati professionalmente, e, in grado di affrontare tale situazione, che ormai, non rappresenta più una vera e propria emergenza, ma una condizione naturale delle cose, che interessa la quasi quotidianità del nostro habitat.
Intervenire dopo che i fatti accadono, è aberrante, producendo inoltre, maggiori costi, sia in termini economici, che di vite umane.
Naturalmente, a monte, vanno alimentate, politiche green e di eco - compatibilità con il territorio, troppo spesso violentato e dissestato proprio dall' intervento umano, finora poco rispettoso della natura e dell'ambiente acqueo e terrestre.
In tal senso, un illuminato Pontefice, come Papa Francesco, nella sua Laudato sì , ancora nel 2015, aveva spronato l'Umanità a compiere tali sforzi.
Ricominciare dalla Enciclica Laudato sì, appare oggi, il minimo che si possa fare,e, alla quale, tutti noi, Autorità in primis, siamo chiamati.



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