• sebastianoarcoraci

Diritto al lavoro si ! Morire di lavoro no!

La Republica , art.4 , riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Sempre la Costituzione agli art. 3- 32 e 41 promuove le condizioni di sicurezza in cui il lavoro si svolge.

Che dire?

Anni e anni di leggi e misure che evidentemente non rendono ancora oggi sicuro lavorare.

Infatti, proprio ieri, in 3 Comuni del Padovano : Santa Giustina in Colle, Cadoneghe e Selvazzano , si sono avverati tre incidenti gravi di cui uno, mortale per Caterino Barizza, un altra vittima sul lavoro , mentre per A.L. a Cadoneghe e C.A. a Selvazzano si tratta comunque di infortuni gravi.

Eppure da anni , da parte Sindacale, si denuncia questa allarmante situazione , in particolare dall' UGL, evidentemente senza risultati concreti visto che i dati sono addirittura in aumento.

L' UGL, in tal senso , col suo Segretario Nazionale , Paolo Capone, negli ultimi anni sta conducendo una battaglia senza pari .

Memorabile in tal senso la Manifestazione a Roma in occasione del Primo Maggio del 2018 , dedicato per l' occasione ai caduti sul lavoro, con 1029 sagome bianche in Piazza , a rappresentare il dolore per un dramma che continuiamo a vivere tutti i giorni.

Dunque, per tornare a Padova :

un giardiniere , nel caso di Santa Giustina in Colle, e due operai metalmeccanici, nei casi di Cadoneghe e Selvazzano, anche ieri hanno allungato questa classifica nera che nel 2020 ha registrato 1270 morti sul lavoro ( 181 in più del 2019), mentre fino a tutto luglio 2021 sono già 677 i morti ( 8,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2020).

In Veneto nel 2020 sono stati 69 i morti , mentre nel corrente anno 2021, solo nel primo semestre sono già 40 ( + 14,3% ) , con la maglia nera di Verona mentre Padova è tristemente terza .

Ora però è il tempo di dire basta.

Si apra un tavolo tecnico dal Prefetto a Padova con le forze datoriali e sindacali per porre le basi di alcune linee guida di comportamento e misure di sicurezza per scongiurare questo tristissimo fenomeno.

Come UGL chiediamo che si investano piu risorse nel settore della sicurezza, si assumano più tecnici che effettuano, per legge ed in nome dello Stato, i controlli preventivi nei luoghi di lavoro, in primis allo Spisal.

Anche l'Inail non può limitarsi al ruolo di Notaio in questa difficile campagna contro gli infortuni sul lavoro.

Occorre anche una visione nuova del lavoro ove lo stesso non sia caratterizzato dai tempi forsennati a cui i lavoratori oggi sono sottoposti.

Apprendiamo infatti di situazioni aziendali in cui i lavoratori non riescono neppure ad espletare i più elementari bisogni corporali.

Bisognerà dunque aumentare le pause di lavoro e le ore di aggiornamento e formazione per tutti i lavoratori sui presidi necessari per la sicurezza sul lavoro in ogni azienda a cominciare da quelle a più forte rischio , situate spesso in zone omogenee Artigianali ed Industriali del nostro territorio, ma insufficientemente dotate di strutture, dotazioni e mezzi e, oltre che di presidi di Primo Soccorso.

Casualmente , dalla stampa si apprende oggi, che nella Azienda di Selvazzano, già l' anno scorso vi era stato un incidente mortale ove perse la vita un autista .

La domanda è :

Da allora quali misure sono state adottate per migliorare gli standard di sicurezza in quella stessa Azienda ? .

Così come dovrà porsi il tema dei sub appalti o dei corrieri ( anche Amazon o SDA o Bertolini) le cui maestranze sono sottoposte a ritmi di consegna e di percorrenza ai limiti della sopravvivenza umana.

Come UGL riteniamo sia già tardi dunque ma invertire la rotta si può.

Il Prefetto si adoperi quindi per convocare le Parti Sociali con estrema urgenza per debellare un fenomeno che ormai sta coinvolgendo non solo aspetti economici ma anche sociali e che rischia di intaccare i diritti civili di ogni cittadino che attraverso il lavoro deve sì emanciparsi ma senza dover pagare il prezzo più alto , quello della propria vita.


FABIO BELTEMPO

SEGRETARIO UTL - UGL PADOVA