• sebastianoarcoraci

Dispersione scolastica. Il Paese penalizzato . Accompagnare i giovani al successo formativo.

Ieri la Cgia di Mestre ha fornito i dati relativi al 2020 ( fonte Regione Veneto).

I dati sono davvero allarmanti. In Italia ben 540.000 giovani allievi hanno abbandonato prima del diploma così costringendo l' Italia ad essere terza fra i 19 Paesi U.E dopo Malta e Spagna. Primato nn invidiabile naturalmente. Si stima ormai intorno al 14, 5 % il numero degli abbandoni scolastici a livello nazionale.

In Veneto è al 13,5 , con differenze provinciali ( Vr al 15,1 , Venezia al 5, 5% e PD al 9,1%) in Sicilia in Campania e Calabria si raggiungono punte altissime vicine al 17%.

Bhe è stato il Covid a determinare questo risultato si dirà .

Certo ciò ha peggiorato la situazione ma il problema vi era anche prima del Covid ed era serio , oggi è grave direi.

Perché tale situazione scolastica determina danni incalcolabili non solo per la formazione culturale dei giovani e delle realtà locali in cui vivono ma sopratutto per l' Azienda Italia .

Come? Non riuscendo , specie per le piccole e medie imprese, ove sono determinanti, a trovare tecnici specializzati e personale con preparazione scientifica e professionale adeguata.E' infatti di questi giorni su tutti i media il grido di dolore lanciato da UnionCamere e dalle PMI nella mancanza di personale tecnico, di diplomati insomma per le loro aziende .

Una Italia solo con la Licenza Media non può essere uno scenario accettabile specie per un Paese che si colloca fra le prime sette Nazioni Industrializzate.

Anche la Romania e la Bulgaria ci hanno superato quest' anno.

Cosa fare ?

Politiche di Orientamento Scolastico particolarmente mirate e azioni di accompagnamento personalizzato al successo formativo potrebbero essere due leve importanti da introdurre , sostenere e finanziare nel sistema scolastico.

Non si deve lasciare da solo nessun allievo e nessuna famiglia che naturalmente dovrà dare il proprio apporto.

Tutti possono giungere al successo e completamento degli studi attraverso ad esempio percorsi di formazione professionale , alternanza scuola lavoro, borse lavoro ed incentivi alle aziende ove si potrebbe completare il percorso scolastico di ogni allievo almeno fino ai 17 anni( a parte le ripetenze).

I prossimi concorsi pubblici nella scuola prevedano dei posti a questi docenti specializzati riservando delle risorse alla loro formazione continua.

Psicologi e "specialisti in bilancio delle competenze " potranno aiutarci in questo percorso difficile ma non impossibile da compiere con successo .

L' Italia può aspettare ancora , ma nn molto tempo , pena danni irreversibili sulla economia e sulla formazione culturale complessiva del Paese, che proprio a partire dall' anniversario di Dante Alighieri , deve tornare ad essere fucina di conoscenza e dei " saperi".

Sebastiano Arcoraci