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elegia della "Vera" amicizia

Ieri mattina, presto, sono stato trafitto dalla terribile, inaspettata notizia.

Vera Slepoy, la mia ex collega di Giunta Provinciale, e, la mia amica Vera erano morte.

Cara Vera Slepoy, cara Vera, Vi avevo conosciuto, prima in veste di Assessore, in occasione della prima seduta di Giunta, in una estate Patavina, quando Vittorio Casarin, il neo presidente eletto della Amministrazione Provinciale, (il miglior Presidente di sempre), ci aveva voluto nella sua squadra di Governo, insieme agli ottimi colleghi ( poi diventati amici anch'essi), Mario Verza, Ubaldo Lonardi, Marino Zorzato, ( poi Luciano Salvò), Ignazio Sidoti, Domenico Riolfatto, Leonardo Martinello, Flavio Manzolini.

Tu eri stata suggerita a Casarin direttamente da Gianfranco Fini di AN, io dal PSI.

All'inizio distinguevo tra la scrittrice famosa e psicoterapeuta, di cui avevo un certo timore reverenziale, e la collega di Giunta, creativa, intelligente, fascinosa, ma ancora in erba, come attrice in Politica.

Scelta davvero felice quella di Fini, che fece acquisire alla Amministrazione Provinciale, una persona di alto livello culturale, che subito contribuì a "sprovincializzare" l'ambiente politico e culturale, tutto sommato stantio e auto - referenziale.

La tua esperienza di vita, anche professionale, a Milano, capitale economica e morale d'Italia, si avvertiva , si toccava, quasi con mano, e invadeva le stanze del vecchio Palazzo della Provincia, ogni qualvolta ne varcavi la soglia.

Certo ti mancava un po di "mestiere", ma sopperivi con le tue proposte innovative, con il tuo immenso sapere, con il tuo ammaliante racconto, mentre ci presentavi, ogni Lunedi, nelle sedute di Giunta, i tuoi progetti ( Villeggiando, Teatrando, letture in Villa,etc. etc...).

Ero stato ben lieto di aiutarti in qualche tecnicismo amministrativo, in cui naturalmente eri poco avvezza.

in fondo Cultura, Istruzione e Sport, le nostre rispettive deleghe, erano sempre le più a rischio, in termini di risorse, ed anche perché erano competenze più dei Comuni che della Provincia.

Ma abilità, fantasia, voglia di fare, intraprendenza ti permisero di far diventare le tue iniziative, patrimonio di tutta la Provincia e dei 104 Comuni, dove ancora oggi ne arricchiscono il cartellone culturale.

Poi ebbi davvero la fortuna di conoscerti anche come amica, e allora le 2 Vere Slepoy diventarono una sola ( Vera).

Ogni tanto, finite le riunioni di Consiglio, ove eravamo stati precettati dal buon Casarin, ci fermavamo a mangiare le alette di pollo fritto e patatine, in un posto vicino al Palazzo.

E' stato li, o al bar , in certi sabati Patavini, davanti ad una buona colazione, che ti ho conosciuta come amica.

Quante discussioni, confronti, racconti, idee, son venute fuori da questi nostri piacevoli incontri.

Così, ho saputo, pian piano anche della tua vita.

Tu eri riservatissima su questo.

Legatissima alla tua famiglia, a Tua madre, che puntualmente andavi a trovare, tua Sorella e il tuo amatissimo nipote, che adoravi teneramente.

I tuoi cagnolini e gattini, che felici scodinzolavano per la tua casa.

Case grandi, storiche, quasi a voler, con ciò, attorniarti del calore, degli umori, delle vicende che quelle mura avevano vissuto ancor prima di Te, e che si perpetuavano in te.

Anche Tu hai saputo della mia vita, un po travagliata, certo, della mia adorata figlia, e, del mio primo racconto pubblicato, e di quelli che intendevo pubblicare.

Ci davamo consigli certo, ma con un certo disincanto, su come la vita in ogni caso va per il suo verso, a volte, inaspettato, inimmaginabile, strano, e, tuttavia misterioso e affascinante.

Ricordo che appena uscito il tuo Racconto su " le ferite degli uomini", sui sentimenti degli uomini, me ne hai donato una copia, con una tua dedica speciale.

Rileggerla ieri, pensando a Te, mi ha molto commosso.

Ora, la conserverò, ancor più gelosamente di prima, fra i miei ricordi più belli.

D'altronde eri tu l'esperta sui sentimenti, ed io mi abbeveravo alla tua fonte.

Negli ultimi tempi mi dicevi " dobbiamo scrivere della Famiglia, non vi sono analisi recenti ed approfondite sui nuovi modelli familiari", è ora che si aggiornino i vecchi stereotipi.

Ecco, ricorderò sempre, questo tuo tratto anti- conformista, innovatore, controcorrente, ma connotato da una profonda serietà nel metodo e nei contenuti.

Avevi un forte senso del rigore e del metodo scientifico nel trattare gli argomenti.

Eri famosa, scrivevi per il Corriere, il Mattino, Il Gazzettino, Diva e donna ed altri ancora, presiedevi un affermato Premio Letterario, eri ospite anche da Vespa, sei stata personal coach persino del Palermo Calcio, negli anni in cui eri anche nostra collega, suscitando in noi tutti una grande curiosità, ed ammirazione, specie da me, da buon Siciliano quale sono.

Resterai famosa cara Vera, questo è certo, testimoni autorevoli ed imperituri saranno i tuoi lavori letterari e i tuoi numerosi interventi giornalistici.

Per me però, resterai semplicemente, Vera, o Veruska, coma amavo chiamarti, per le tue origini dell'Est.

Per me resterai quel dono dell'amicizia, sincera, inaspettato, e non scontato, che Dio mi ha voluto dare.

Ogni volta, dopo averci visto, ci dicevamo "non perdiamoci di vista".

Cara Vera, conoscerti è stato magnifico, ciao, anzi arrivederci, spero!

sebastiano arcoraci

pd 22 Giugno 2024







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