Fondazione Turismo Padova, per ora una anatra zoppa!
- sebastianoarcoraci
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Updated: 2 days ago
E’ stata annunciata ieri, 28 Gennaio 2026, formalmente, la nascita della Fondazione Turismo Padova, Terme e Colli Euganei.
L’idea, in realtà, era in fieri da qualche tempo e si prefigge, fra l’altro :
coordinare le politiche di promozione dell’intero territorio, convogliando ogni risorsa economica disponibile per rafforzarne l’azione promozionale, sostituendo ( di fatto accorpando), l’attuale struttura, poco efficace, della DMO,.
Purtuttavia continuo ad avere alcune riserve sull’attuale conformazione della Fondazione, sia sul piano Politico che operativo.
Innanzitutto l’attuale Fondazione è sostanzialmente, “Camera di Commercio Centrica”, con il rischio che le adesioni successive, dei Comuni che aderiranno, come quelli dell’Alta Padovana, della Bassa Padovana e della Saccisica, potranno soffrire di una sorta di deminutio capitis, relegandoli a meri attori non protagonisti.
Inoltre, è di tutta evidenza, che pure con il sostegno dei 600 mila euro della Camera di Commercio, per gli anni successivi, è del tutto insufficiente, sopperendo, a mala pena, al mantenimento della struttura attuale della DMO, e al compenso del necessario Management da ingaggiare, per essere operativi sul mercato degli itinerari turistici Internazionali.
Appare infatti insufficiente, quanto propugnato dallo stesso Santocono, Presidente della Camera di Commercio, l’azione di “ data analysis”, utile solo come sondaggio sui “gusti” dei turisti, o il ciclo- turismo, pur in crescita, né basterà la promozione e coordinamento, nei piccoli centri del Padovano, di eventi culturali, essendoci già per questo scopo, l’Amministrazione Provinciale che li promuove e coordina, e le varie Pro Loco del Territorio, a meno di non pensare di sostituire questi due soggetti nelle attività, che mirabilmente, già compiono.
E inoltre ci si domanda che ruolo avrà L’Assessorato al Turismo del Comune di Padova , sparirà? O sarà un doppione della Fondazione^
E l’Amministrazione Provinciale?
Il modello di Fondazione infatti non può prescindere dal ruolo dei due Enti che oggi, invece, appaiono semplici comprimari.
Soprattutto la Fondazione non può fare a meno del ruolo strategico della Regione, la quale potrebbe entrare quale soggetto aderente, magari col solo 10%, per garantire un respiro quantomeno Veneto, ma anche la stessa Città di Venezia potrebbe entrare, visto che è l’unica realtà geografica e culturale, che all’estero, specie in America, conoscono.
Il Modello, poi, andrebbe perfezionato ulteriormente, assimilandolo agli esempi, già di successo, sperimentati, ormai da anni,in Francia o nei sistemi Anglosassoni, ove risulta fondamentale l’apporto dei privati finanziatori.
Per questo occorrerebbe coinvolgere il sistema delle Fondazioni Bancarie e Assicurative, e le Fondazioni già esistenti, come la Fondazione Bano, e altri operatori del settore, come i Tour Operator e i grandi gruppi Internazionali turistici.
Inoltre anche i rappresentanti delle maggiori Associazioni di Categoria, come ad esempio, ha dichiarato Paola Carron, di Confindustria Veneto Est, potrebbero fungere, insieme ad altre del settore, da elemento catalizzatore,presso le proprie 300 realtà imprenditoriali, sollecitandole a far parte della Fondazione.
Occorre, in definitiva, costruire uno scenario di più ampio contesto, pensando in grande, consapevoli che oggi serve “fare sistema”, l’unico modo per vincere le grandi sfide, che, specie in questi momenti di particolare contesto geo- Politico, ci attendono.
Sebastiano Arcoraci - già componente C.D.A.di Interporto e Padova Fiere
Pd 29 Gennaio 2026



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