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Torino, saccheggi, violenza e pacchetti sicurezza.

  • Writer: sebastianoarcoraci
    sebastianoarcoraci
  • Feb 3
  • 3 min read

Quando, nei giorni scorsi, le immagini della vile e brutale aggressione al poliziotto Padovano, che ha rischiato la vita, sono entrate nelle nostre case, e, nei nostri social, è venuto a tutti noi, io credo, un moto di rabbia, di frustrazione e di preoccupazione.

Preoccupazione perché questi episodi negli ultimi tempi sono sempre più frequenti e a farne le spese sono le Città e i loro inermi cittadini.

Roma, Milano, Torino, Firenze, capolavori di bellezza e di modernità offesi, ingiuriati, sporcati da un'orda criminale sempre più folta e organizzata, a cui, ormai, sembra doversi arrendere, dichiarando la nostra totale impotenza, anche come Stato.

A mio parere tale fenomeno, sempre più frequente, deve essere stroncato già in fase preventiva, ma non solo con gli inevitabili "pacchetti sicurezza".

E' sulle origini del fenomeno che occorre intervenire.

Già mesi fa, forte di una buona esperienza, soprattutto giovanile, sulle manifestazioni di piazza avevo immaginato alcune soluzioni possibili.

Fra queste quella di tornare ad autorizzare solo le manifestazioni che avessero già l 'ok del Comitato per l'Ordine Pubblico e la Sicurezza, quindi del Prefetto e del Questore delle Città interessate, con l'obbligo per gli Organizzatori, di garantire un Servizio d'Ordine interno, con il compito di isolare i teppisti e violenti che di volta in volta si infiltrano nei cortei.

Tale misura ha funzionato sempre, specie quando venivano promosse da importanti Movimenti, Associazioni, Sindacati e Partiti.

Non si comprende dunque come mai, queste misure non vengano più adottate.

Così come appare congruo fissare una cauzione, coperta da una idonea polizza delle maggiori Compagnie Assicurative, per coprire gli eventuali danni provocati, anche involontariamente, dal passaggio dei cortei.

Naturalmente va garantito sempre, e a chiunque, come prevede la nostra Costituzione, il diritto di manifestare il proprio pensiero, ( Art. 21 Cost.).

Il problema dunque non dovrebbe sorgere se l'Organizzazione dello Sciopero o Protesta Sociale venga da importanti Organizzazioni Nazionali, consolidate e ben strutturate, anche economicamente, tanto che spesso, il Sindacato ad esempio, organizza a proprie spese interi pullman provenienti da tutto il Paese.

Può invece sorgere, naturalmente, quando gli Organizzatori siano ad esempio Associazioni e Movimenti spontanei, poco strutturati e con poche risorse economiche.

In questi casi i "promotori dell'iniziativa", dovrebbero, in ogni caso, assumersi la responsabilità di disordini e saccheggi, magari auto - finanziandosi per l'occasione.

Insomma il principio "chi rompe paga" deve valere sempre, anche se in questi casi si può istituire un apposito "Fondo Nazionale" di garanzia a cui gli stessi "Organizzatori" potrebbero attingere,

Ciò risponde ad un principio solidaristico fra tutti i consociati, in linea con la stessa Costituzione, che lo prevede espressamente al suo Articolo 2.

La questione però riguarda un altro aspetto importante, finora sottovalutato, e, cioè la "copertura Politica", a volte inconsapevole, di alcune Manifestazioni, poi degenerate in saccheggio e violenza.

E' su questo aspetto che va ora fatto chiarezza.

Ove, come nel caso di Torino, alcuni Parlamentari, o esponenti Politici di Partito, anticipino e dichiarino la loro adesione, dovranno assumersi essi stessi la responsabilità politica sul pacifico andamento della manifestazione stessa.

Essi rappresentano lo stato, e hanno un "munus" pubblico, e dunque, più di tutti gli altri cittadini hanno l'obbligo di difendere lo Stato Istituzione, rappresentandolo degnamente.

Occorre infine, a mio parere, condividere, da parte di tutte le Forze Politiche delle precise regole, una sorta di vademecum, anche lessicale, in cui lo stimolo verso linguaggi violenti sia fortemente sanzionato.

Insomma ogni Organizzazione Politica deve aderire a delle "regole d'ingaggio", ove anche la cultura della tolleranza, il rispetto reciproco e la tutela delle Istituzioni venga individuato come elemento essenziale, per garantire che lo svolgimento della lotta Politica sia improntato al rispetto dello Stato di Diritto.

Solo "de residuo", dunque vanno adottate misure restrittive, come il nuovo "pacchetto Sicurezza", annunciato dal Governo.

E' il caso, ad esempio, dei black- bloc verso cui, non bisogna avere alcun riguardo, ponendosi costoro apertamente e dichiaratamente anti Stato, con metodi e azioni semplicemente delittuose e criminali.

E' tempo che su queste frange criminali si stringa un cerchio, coordinando le forze di Polizia Internazionale, come l'Europol, visto che, come nel caso di Torino, e non solo, questi provengono da Paesi Stranieri, come la Francia, la Germania, la Grecai, Spagna e da altri Paesi Europei, spesso già noti nei vari Paesi d'origine.

In questi casi, essendo a rischio la stessa vita delle Nazioni Europee, tale fenomeno va contrastato fortemente, trattandolo come fenomeno "eversivo" delle Istituzioni Democratiche, liberamente elette dai cittadini.

Il resto diventa sterile polemica di tifoserie Politiche che lascerebbero le cose come stanno.

Basta polemiche, ora si giunga a una Politica del dialogo, nel rispetto delle diversità di ognuno, ma garantendo l'integrità del bene supremo, come è la vita, e nello stesso tempo le nostre Istituzioni Democratiche.

sebastianoarcoraci.com associated GNSPress


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