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Giustizia, cresce lo scontro, diminuisce la democrazia! Torna la caccia alle streghe?

E' di questi giorni il ritorno allo scontro politico sulla Giustizia e, non solo sulla Riforma Nordio, ma in particolare, sulle cosiddette inchieste ad orologeria, in occasione di appuntamenti elettorali, su esponenti importanti della Politica.

A tal proposito variegate sono le posizioni.

Ma Io vorrei partire da un pre- supposto :

Fermo restando la legittimità dell'attività giudiziaria, anche nella vicenda Toti, stante l'obbligatorietà dell'azione penale, oggi prevista dall'Art. 112 della Costituzione, in ordine a possibili illeciti, ogni qualvolta, un P.M., venga a conoscenza di una notizia di reato, in qualsiasi modo gli derivi questa conoscenza,

la domanda che ci si pone, in questi casi, è la seguente:

Esiste la possibilità, per legge, che taluno, possa contribuire, con somme di denaro, alla attività Politica e campagne elettorali per un Partito o per una Lista o Fondazioni ?

La risposta dovrebbe essere si.

Oggi, infatti, come abbiamo visto, è possibile, purché l' attività sia trasparente e dichiarata dal finanziatore stesso, dal Partito, o dalla lista, o dal mandatario elettorale in occasione di elezioni.

Un tempo non lo era, ma dopo Tangentopoli, sull'onda emotiva dell'opinione pubblica, col Referendum sull'abolizione del finanziamento pubblico, promosso dai Radicali, si ritenne infatti di abolire la normativa regolatrice del finanziamento ai Partiti, che prevedeva il finanziamento pubblico diretto, introducendo la nuova Legge 13 del 2014.

Legge che prevede, da un lato il finanziamento ai Gruppi Parlamentari, mediante il Regolamento della Camera ( art.15 co. 4 ), e Senato (art. 16 co. 1-2), e, dall'altro il contributo volontario del cittadino, col 2 per mille del gettito Irpef ( su scelta volontaria del contribuente) secondo quanto previsto dal D.L. n. 149 del 2013 ( art. 10 , 11 e 20), ai Partiti, alle Liste, alle Fondazioni ed Enti del terzo settore.

In altri Paesi Europei la Legislazione è abbastanza simile:

In Germania si procede coi rimborsi elettorali proporzionalmente alla rappresentanza elettorale di ogni singolo Partito.

In Francia si attua la normativa precedentemente adottata dall'Italia, mediante il finanziamento Pubblico Diretto ai Partiti.

In Inghilterra invece è ammesso il finanziamento pubblico solo alle forze di opposizione.

Mentre negli States of America, come è noto, vige il sistema dei finanziamenti ai Partiti, solo da parte di privati cittadini o Associazioni ed Enti.

Ora, analizzerei dunque la vicenda Toti, partendo proprio dal pre- supposto indicato nella mia premessa .

Senza entrare nel merito dell' indagine, non avendo letto le carte a sostegno dell'accusa, né essendo interessato a difendere il Governatore Toti, che si avvarrà certamente di un valido collegio di difesa, e senza affrontare neppure la contestazione che a Lui fanno i Giudici, per il reato di" falso", in una indagine per la gestione di una discarica nel Savonese, ( art. 476 cod. pen. -

da 1 a 6 anni di reclusione), mi limito solo a valutare l'aspetto relativo alla contestazione per "finanziamento illecito", facendo le seguenti osservazioni:

  • Se le somme ricevute per la propria attività Politica ed elettorale, da un esponente Politico, da un imprenditore, sono state debitamente dichiarate, secondo quanto prescrive la Legge che regola la materia, è possibile contestargli il reato di finanziamento illecito?;

  • Se in una Comunità, o contesto Sociale, un Politico, necessariamente , per la sua attività Istituzionale, deve intrattenere, e normalmente intrattiene, rapporti con i rappresentanti o esponenti dei vari settori dell' economia, del sociale, delle Categorie Professionali, commette reato ? e quale ?

  • e quali sono i limiti di comportamento lecito che deve assumere un rappresentante delle Istituzioni , oltrepassando i quali, incorre in sanzione penale?

Materia molto complessa direi, per la quale, schierarsi in fazioni opposte, non aiuta né i destinatari dell'eventuale Avviso di Garanzia, né l'attività giudiziaria, che deve essere, imparziale, trasparente, legittima .

Materia per la quale, colpevolmente a mio avviso, il Legislatore, e la Politica, in tutti questi anni, non sono stati capaci di individuare soluzioni appropriate, garantiste, ed allo stesso tempo, chiare ed incisive, ancorate a profili normativi ben precisi, ove lo spazio di discrezionalità per ognuno dei soggetti in campo, fosse circoscritto e ben dettagliato, poiché, se no, saremmo in presenza delle norma cosiddetta "in bianco"

Qui non si tratta dunque di valutare il caso Toti , o altri analoghi, dal solito punto di vista, ma da una visuale, un pò diversa, che prenda spunto dalla riflessione, che oggi manca, e cioè, se l'attività politica, in generale, nelle condizioni date in Italia, , sia ancora possibile, o a che rischio.

Il punto andrebbe approfondito in maniera puntuale, ma, in questa sede, mi limito a fare alcune semplici osservazioni:

A fronte dei numerosi procedimenti penali, avverso rappresentanti delle Istituzioni, in tutti questi anni, per abuso d'ufficio, corruzione, interferenze illecite, spesso rivelatesi inconsistenti, in ogni caso laceranti, distruttive per la propria carriera e per la propria famiglia, oltre che per l'intero sistema sociale, che in ogni caso ne viene toccato emotivamente e moralmente, nei suoi gangli fondamentali, risulta ancora attrattivo, per i cittadini che intendano spendersi, per un loro impegno civile nella Società, candidandosi a gestire la "Cosa Pubblica" ?

Ed ancora:

Quale responsabilità politica oggi ha il Sistema dei Media, che lucra ed alimenta tali sub culture forcaiole, caricando spesso i toni delle notizie, con titoli roboanti, che allertano ed allarmano l'opinione pubblica oltre ogni misura consentita dalla stessa disciplina sulla deontologia professionale?;

Quali responsabilità morale oggi hanno gli intellettuali, spesso sprezzanti verso la Politica, ma poco inclini ad esercitare loro stessi quel "Munus Pubblico", di cui tanto avrebbe bisogno la nostra Società Civile?

E ancora :

Il solo esercizio della attività pubblica, fa, di coloro che la svolgono, un manipolo di dissennati uomini abbietti ed avidi di denaro, o, ricchezza?

E' possibile oggi continuare a criminalizzare una notevole parte della classe Politica, per il semplice fatto che si occupi di gestire la "Cosa Pubblica"?

Non è forse questo un modo qualunquista e populista per allontanare i cittadini dallo svolgere attività Amministrativa e Politica, ad eccezione di una piccola élite ?

Non è forse questa la causa per cui oggi, ai seggi, si reca al voto sempre meno cittadini, sul presupposto di una sub-cultura, ormai colpevolizzante?

Non è questa la causa, anziché il rimedio, della difficoltà di trovare oggi un numero sufficiente di Candidati a Sindaco o Consiglieri Comunali, tanto da non riuscire spesso a comporre le liste dei candidati, specie alle Amministrative.

Si pensi, ad esempio, al caso del Veneto, dove un cittadino è costretto a candidarsi per la settima volta, per evitare che il proprio Comune venga gestito da un Commissario Prefettizio, o come accade in 8 Comuni su 52, in Provincia di Padova, dove vi è solo un candidato a Sindaco? ?

Ebbene, se questa, è la situazione, fermo restando che la responsabilità penale è personale, e che chi sbaglia deve pagare il proprio debito alla Giustizia, è giusto che i Giudici esercitino le proprie funzioni, nei confronti di chiunque, anche dei potenti, e a drizzare le antenne, per garantire il rispetto delle Leggi e della Costituzione.

Occorre, anche, però, di evitare di ripetere, anche in Italia, quanto accadde fra il tardo Medioevo e il 1750, con il triste fenomeno della caccia alle streghe, che tanti innocenti sacrificò, sulla base di accuse infamanti, additate come pervase dal diavolo.

Occorre infine che non si propaghi, ancora una volta, una sorta di Maccartismo, dilagante, che negli anno '50, in America, condannava, a priori, molti cittadini, solo sulla base della semplice appartenenza a un "gruppo".

Per questo, io credo si debba tornare, invece, presto, a Platone, ed alla sua scala dei valori, facendo primeggiare una nobile attività, quella che lui riteneva la "migliore", quella cioè di" perseguire, con l'attività politica, il bene", quel bene comune, oggi reso molto difficoltoso, anche per la affermata, prevalente, generalizzata, e nefanda idea, della Politica come male assoluto, come perenne scontro, infestata dal sospetto, e delle opposte tifoserie, che nulla ha a che fare con "il bene", rappresentando semmai quella che a me piace chiamare

"una Politica Minore"

Sebastiano Arcoraci - Scrittore- Commentatore- Opinionista-

Maggio 2024





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