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Il caso Ilaria Lasi ci rende meno Europei

È scoppiato in questi giorni il caso Ilaria Salis che, detenuta nelle prigioni Ungheresi, è apparsa in una udienza processuale incatenata mani e piedi, addirittura, con collare, tenuto da un agente, come fosse una bestia.

Che sia da indignarsi, per noi Italiani, Cittadini che vivono in uno Stato di Diritto, è naturalmente il minimo.

E non solo per l' immagine orrenda che mai vorremmo rivedere, ma anche per la distanza siderale, che abbiamo avvertito, suscitata da quella visione, fra un Paese, pur' anch'esso Europeo, non molto distante da noi, come l' Ungheria, e, la nostra civile e democratica Italia.

Ebbene, a distanza ormai di 4 mesi, dalle Elezioni Europee ciò è stato per noi come un pugno nello stomaco.

Non solo però per l' immagine, come dicevo, in se, cruda oltre ogni limite, ma per aver dovuto constatare amaramente che l'Europa dei popoli è ben lontana dal divenire realtà.

Altiero Spinelli e gli altri padri costituenti dell' Europa si rivolterebbero nella tomba.

Non può infatti esser negato che nonostante i progressi ottenuti nell' ambito dei diritti sociali, del libero scambio economico di merci, delle molteplici sinergie, sempre più incisive sul destino dei Cittadini Europei, su un tema così nevralgico, come quello del Diritto Europeo Omogeneo, si sia molto distanti e distinti.

E non può essere sempre la Corte di Giustizia Europea a colmare le lacune e tentare di armonizzare il Sistema Europeo in tema di garanzie in ambito Processuale e Penale.

Non è possibile, ad esempio, che per lo stesso reato ( lesioni personali) in Italia si applichi una pena fino a 3 mesi ( a parte il delitto aggravato che è sanzionato con pena leggermente più severa), ed in Ungheria invece si rischia una pena che può arrivare fino ad 11 anni.

Ed allora, io credo, sia giunto il tempo di una vera costruzione degli Stati Uniti

d' Europa.

A cominciare dal varare un unico Diritto Penale Europeo , così come è urgente armonizzare il sistema delle procedure civilistiche, oltre a riproporre l' idea della costruzione di un Esercito Europeo, per le politiche di Difesa militare della Nazione Europa.

Personalmente ritengo che il tema Europa sia dunque da proporre ogni giorno nel dibattito politico, sociale ed economico del nostro Paese, e non solo quando si tratta, come in questi giorni, di affrontare in Europa le attualissime questioni sollevate dagli Agricoltori, che, con le loro eclatanti e giuste proteste , rischiano di provocare molto allarme sociale in molte Capitali Europee, ma anche quando si verta su temi ancor più rilevanti , come le garanzie Costituzionali e la Libertà personale dei Cittadini.

Sia il tema delle politiche agricole come quello dei diritti democratici di cittadinanza, si risolvono però con un surplus di Europa e non con meno Europa.

E inevitabile infatti che la soluzione per tali delicate questioni, ove lasciata alla decisione dei singoli Paesi Europei, porterebbe, come nel caso di Ilaria, a situazioni inaccettabili, divisive e frammentate, che, in alcune materie moltiplicherebbe, aggravando, fino a situazioni estreme, le disuguaglianze di ogni Cittadino Europeo.

Per tornare a Ilaria, pur volendo anticipare la soglia di punibilità al "tentativo", per i reati di attentato politico allo Stato, ( già di per se molto nocivo per una concezione Liberale del Diritto), non è assolutamente concepibile oggi, che a Nazioni che hanno aderito all' Unione Europea, possa essere consentito di trattare degli imputati in modo non solo vergognoso ma soprattutto con pene così severe simili a quelle di una dittatura militare o di un Paese anti democratico, molto distanti dalla media degli altri Paesi Europei.

Per questo sarebbe auspicabile una Decisione che inneschi una fase moratoria, deliberata dal Consiglio d' Europa nei confronti dello Stato Ungherese, ( e anche di altri Paesi che su questo sono fortemente deficitari) anche al fine di indurlo ad armonizzare i propri codici penali con quelli dei Paesi Europei garantisti verso i diritti civili e delle libertà personali, pena la sua stessa provvisoria partecipazione alle decisioni degli Organismi Europei.

Sebastiano Arcoraci

2 Febbraio 2024









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