Impressioni di Settembre
- sebastianoarcoraci
- Sep 9, 2025
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Updated: Sep 10, 2025
Chi ricorda ancora la bella canzone della Premiata Forneria Marconi, del '72, con testo di Mogol e Mauro Pagani, e, musiche del maestro Franco Mussida,
"Impressioni di Settembre"?.
L'incipit era : "quante gocce di rugiada intorno a me, cerco il sole ma non c'é".
Ebbene, anche noi, oggi, dopo più di 50 anni, cercheremo il sole ma non lo troveremo.
Comincia già l'autunno insomma, la rugiada asperge i prati, giornate si accorciano, e le temperature scendono.
E si ricomincia!
Ricomincia la Scuola, e riprendono, a pieno ritmo, le attività industriali, commerciali, artigianali, amministrative, sociali, culturali e Politiche.
Dopo il periodo vacanziero, (per chi ha potuto farlo), si ritorna alla realtà dunque, alla nostra solita routine.
In fondo, poi, la routine rappresenta la nostra zona di confort, l'impressione che la nostra vita riprende come prima, come sempre.
Ma sarà proprio così?
In parte sì, in parte no!
Certo gli anni '70, non torneranno più, anni in cui si guardava al futuro con ottimismo.
Anni in cui non si poteva che migliorare.
Anni in cui lo status di ogni famiglia sarebbe certamente cresciuto, e così quello dei figli, ove la scuola funzionava come ascensore sociale, e investirvi, poteva portare a un loro riscatto e maggiore avanzamento di ceto.
I consumi crescevano, e il Paese era in continua evoluzione, anche tecnologica, con le sue riforme per i diritti civili, ed era assisa fra le più moderne democrazie occidentali.
Il punto è, allora, se anche oggi, possiamo guardare con un certo ottimismo al futuro.
Certo gli orizzonti di guerra in Medio Oriente e, in parti dell'ex Unione Sovietica, non ci rassicurano, così come i prossimi inverni, quando il prezzo del gas e la luce potrebbero schizzare in alto, di più di quanto già sono, anche a causa della guerra in terra d'Ucraina.
Ci rassicura, invece, una certa crescita dell'occupazione, con il tasso di disoccupazione al suo minimo storico ( 6%), anche se l'aspirazione sarebbe di avere occupazione di qualità e meno contratti di lavoro precari, specie se, secondo l'Istituto di Ricerca per l'Educazione e Formazione, i salari dei giovani, di media, ammontano a 786 Euro, lordi, al mese
Ci rassicura meno lo stato malfermo del sistema sanitario del Paese, con un divario, altissimo delle prestazioni, fra Sud e Nord del Paese.
Ci preoccupa anche la forte migrazione dei nostri giovani all'Estero, ( più 20% rispetto al 2023), ove cercano maggiore valorizzazione del merito e più floridi salari, e, che, é causa anche di una netta denatalità Italica.
In tal senso, ci fa ben sperare l'annuncio di un nuovo Piano Casa Nazionale, stimolo per la nascita di nuove famiglie, che, oggi, non possono permettersi affitti di 800 euro al mese.
Meno speranza induce il pensiero di accompagnare domani i figli a scuola, avendo speso ben il 30% in più per libri di testo, e corredo, così come per i trasporti, la retta per gli asili nido e la mensa, che in alcune Regioni aprirà solo a fine Ottobre,
( perché ?).
Ci fa sperare, meno ancora il dato, che ci dice, che, di media, gli Italiani, si indebitano sempre più ( 59%), specie al Centro-Sud, con rate mensili medie di 300 Euro, a tassi medio alti, senza che in questo, ci aiuti la notizia di oggi, che Monte Paschi Siena scali Medio Banca, diventando una delle Major del sistema creditizio - assicurativo, specie se scalerà anche il Gruppo Generali.
In tal senso, si nutre la speranza che i 5 Miliardi e mezzo spesi dallo Stato, per salvare Monte paschi Siena, siano ridati alla collettività, considerandoli un semplice prestito non oneroso, residuando ancora, comunque, un vantaggio per la Banca, che, invece di solito presta i soldi a tassi di mercato pari all'8%.
Così come potremmo immaginare ci sia il sole anche oggi, e non solo la rugiada sui prati, se anche i grandi Gruppi Assicurativi, che hanno prodotto un utile, l'anno scorso, pari al 17%, potessero offrire polizze sanitarie, a prezzi calmierati, ai cittadini, specie anziani, che, costretti a rivolgersi al privato, specie al Sud, affrontano le sfide quotidiane per la loro salute, con ansia e preoccupazione.
Così come auspichiamo che vedano il sole, e, la luce, una ventina di contratti di lavoro, ancora senza rinnovo.
Ci rincuora, comunque, il fatto che, a differenza della Francia, ci giungano, dal Governo, notizie rassicuranti in merito ai conti dello Stato, che non necessitano, dunque, di una Legge di Bilancio, "lacrime e sangue", come accadeva, in un più bieco passato Politico.
Sole e nubi insieme, ci attendono, dunque, in una sorta di autunno, pazzo, come certe primavere.
Eppure il sole potrebbe prevalere, io credo, se si cominciassero ad esplicare gli effetti auspicati dalla recente Legge, n. 76 del maggio di quest'anno, sulla "partecipazione dei lavoratori alla gestione, e, agli utili delle Aziende", confermando così, che un aumento dei salari è possibile, senza applicare l'umiliante proposta del salario minimo, che farebbe restare i poveri sempre poveri, senza che il loro benessere e status sociale cresca veramente.
Nella stagione del post-capitalismo, il sole potrebbe sorgere, dunque, purché si rilancino temi che riguardino tutti i cittadini, nessuno escluso, superando alcuni tabù che ancora oggi nell'avvelenato clima Politico, come quello dell' aspirazione al benessere economico e sociale, frutto di una filosofia vetero - marxista, che tanti danni ha provocato finora, specie alle classi medie lavoratrici, vero motore e volano di una economia sociale fondata su "meriti e bisogni", anziché sul "familismo", o sulle politiche assistenzialiste.




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