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Ingiustificato aumento dei prezzi, il Governo intervenga!

  • Writer: sebastianoarcoraci
    sebastianoarcoraci
  • Jan 14
  • 2 min read

Updated: Jul 14

Ieri su alcuni quotidiani è apparsa l'intervista di un dirigente della CIA Agricoltura.

Egli denunciava il fatto eclatante che mentre a loro un chilo di fragole, le catene nazionali di distribuzione lo pagano 2 Euro, nei reparti dei supermercati ieri era venduto a 10 Euro.

Un rapporto di 1 a 5 volte che vale naturalmente per i pomodori, le albicocche, le zucchine, melanzane e tutta la verdura in genere.

Un ricarico ingiustificato e speculativo.

Una speculazione alla quale l'Antitrust aveva annunciato, ormai un anno fa una accurata indagine.

Indagine per la quale, ad oggi, non si ha alcun riscontro sui risultati emersi o su eventuali provvedimenti sanzionatori verso questo tipo di speculazione.

Speculazione che fa impennare i prezzi sia nell'alimentare che per alberghi, ristoranti , pompe di benzina, pedaggi autostradali, voli aerei etc, specie nei momenti clou per le ferie degli Italiani.

Impennata dei prezzi che spinge in alto l'indice di inflazione che a sua volta ci mangia stipendi e pensioni.

Stipendi e pensioni che negli ultimi 5 anni hanno perso il loro potere d'acquisto di 6,5 punti percentuali.

Una situazione unica in Europa e ormai insostenibile a fronte di aumenti più del doppio in tutti settori della nostra vita.

Situazione denunciata anche da diverse Associazioni dei Consumatori, in primisi dall' UGCONS, di cui faccio parte, che aveva segnalato, sia all'Autority per il mercato e la Concorrenza ( Antitrust ), sia a Mister Prezzi, ( il garante Nazionale sul controllo dei prezzi ), queste situazioni, chiedendo un loro autorevole intervento, specie nei periodi estivi.

La denuncia prendeva spunto dai prezzi stellari, assolutamente non in linea con il mercato, e dunque ingiustificabili, anche lungo le Autostrade, negli Autogrill, e negli Aeroporti, dove una bottiglietta d'acqua costa 2,70 e un panino 8,90 Euro.

In tali occasioni, peraltro, le Società che gestiscono la mescita dei prodotti agiscono con comportamenti quasi da Monopolista, cosa assolutamente vietata dalla Legislazione Europea sulla concorrenza.

La risposta allora fu quasi di irrisione.

Tant'é che le cose non sono cambiate come appunto dimostra l'intervista di ieri a un importante esponenti del mondo dei produttori.

E' infatti ormai impossibile affrontare per una famiglia costi così elevati, aumentati, a mio avviso non del 25% ma di almeno il 40%, per spese necessarie quali sono quelle alimentari, come la frutta, verdura, olio, carni e pesce, e persino latte e pasta, specie se i salari delle stesse famiglie, non aumentano in pari misura, ormai da troppi anni.

Occorre spezzare questa nefasta catena lungo la filiera dei prezzi delle materie prime, sia per lo sfruttamento che ne deriva per gli agricoltori, che per calmierare i costi sopportati dalle famiglie, ponendo uno stop definitivo all'arricchimento ingiustificato dei grandi gruppi di distribuzione sulla pelle di inermi cittadini.

E' tempo che il Governo non si limiti a mettere in campo buone misure deflattive, defiscalizzando gli oneri contributivi e gli aumenti contrattuali dei lavoratori, ma cambi il Sistema delle Antitrust, modificandone assetto e modalità di funzionamento, vista la loro inutilità e i costi di funzionamento che queste comportano anche per le Imprese.

Occorre dare maggiore rappresentatività ai Consumatori e alle Associazioni Imprenditoriali, a livello territoriale, perché mettano in campo listini massimi dei costi dei prodotti e meccanismi sanzionatori verso politiche speculative.

Chi ha orecchie ascolti!

agg. 13 Luglio 2026

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