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Lavoratrice sostituita dall'Intelligenza artificiale, a quanti altri toccherà ora?

  • Writer: sebastianoarcoraci
    sebastianoarcoraci
  • Aug 25, 2025
  • 3 min read

Updated: 7 days ago

L'A.I. sta invadendo la nostra vita, in tutte le sue forme, basti pensare al Festival di Sanremo.

Il il tema è diventato talmente immanente che persino il cantautore e produttore discografico Dargen Damico, a Sanremo, parodiandolo, ha portato un testo con il refrain Ahi Ahi ammonendoci sull'uso sconsiderato dell'A.I. e la preservazione della creatività umana contro "ogni macchina artificiale".

D'altronde é davvero rivoluzionaria l'intelligenza artificiale ? certo.

E' foriera solo di benefici? In parte si in parte no.

Infatti come ogni nuova frontiera scientifica produce innovazione, sviluppo, liberazione da lavori gravosi e perniciosi per l'uomo, ma anche danni, molti danni, specie se non si pongono dei limiti, degli argini a che non debordi.

L'intelligenza artificiale funziona come un grande elaboratore elettronico, depositario di miliardi di dati, (come un archivio enorme), che, successivamente, elabora il prodotto finale, sia nell'industria, che nei prodotti culturali ( Opera Narrativa- Articolo Giornalistico - Musica - Arte,), ed ancora in molte altre applicazioni, come quelle militare.

Per molti aspetti, come quello del lavoro sta già producendo i primi risultati nefasti.

Infatti é di alcuni giorni fa una Sentenza del Tribunale di Roma, la n. 9135 del 19 Novembre 2025, che ha ritenuto legittimo il licenziamento di una lavoratrice che svolgeva le mansioni " creative" di Grafic Designer, che l' azienda, ritenendo di modificare la propria organizzazione interna, ha sostituito con lo strumento dell'intelligenza artificiale, facendo risultare dunque superfluo il ruolo della lavoratrice.

La Sentenza apre dunque uno squarcio sul futuro, non del tutto luminoso, per molte figure professionali, che potrebbero essere presto sostituite, con ricadute finora inimmaginabili, specie per molte famiglie costrette a re - inventarsi per produrre un reddito.

Un altro tema delicato è quello dell'uso militare dell'i.a. .

Dario Amodei , imprenditore Italo Americano, titolare di Anthropic, una vera potenza nel campo delle tecnologie, nei giorni scorsi, si è è fermamente opposto al Pentagono e Governo Americano, per un'uso militare sregolato della A.I., senza cioè che l'uomo possa governare l'uso di missili, bombe ed altri strumenti di guerra.

Una presa di posizione netta che pone all'attenzione un tema etico della applicazione della Scienza, forte anche di decisioni di alcuni Giudici Federali U.S.A., che hanno indicato, alcuni limiti possibili, per il riconoscimento del diritto delle Aziende al suo utilizzo, fissando solo al 30% il contributo dell'i.a., mentre il rimanente apporto creativo dell'uomo, dovrebbe essere almeno del 70%.

Naturalmente fin qui si tratta di Giurisprudenza, ma non ancora di vere e proprie Leggi in materia.

A livello Legislativo, con il suo " AI Act, a U.E. ha emanato un Regolamento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel Luglio del 2024, che impone requisiti stringenti basati sul "principio del rischio", specie nei settori dei diritti fondamentali, come la Salute, la Sicurezza, e l'Occupazione, anche se questo Regolamento produrrà tutti gli effetti , contenuti nelle sue disposizioni, solo nel 2027.

Ecco che allora l'Italia, prima in Europa, ha emanato la Legge n. 132 del 2025, entrata in vigore ad Ottobre dello stesso, con l'obiettivo di integrare l' .A.I. Act Europeo, che prevede l'I.A. solo come supporto alla attività umana.

Eppure tutto ciò, come si vede, non è bastato a quella lavoratrice per conservare il suo posto di lavoro.

Occorrerebbero quindi, ora, appositi Regolamenti Attuativi per disciplinarne il dettaglio applicativo, o misure di autodisciplina dei vari Organismi ed Enti, come ad esempio quelle approvate dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, che ha emanato, nel 2024, il nuovo Codice di deontologia, entrato in vigore dall'1 Giugno 2025, aggiornando il "Testo unico dei doveri del giornalista", consentendo l'uso dell'intelligenza artificiale ma solo se rispetta alcuni limiti.

In conclusione, occorre stabilire esattamente quando è consentito usare l'i.a. e, in che percentuale.

Sta ora alle Forze Politiche, Imprenditori e Sindacati, giungere a soluzioni di salvaguardia, rafforzando in particolare la Contrattazione collettiva prevedendo strumenti di garanzia a tutela dei Lavoratori.

il progresso scientifico è sempre fonte di crescita, anche umana, a condizione, come ci ha ammonito Papa Francesco, che sia sempre riconosciuto all'uomo il suo ruolo di unico, e originale protagonista.

Certificato senza i.A.

sebastianoarcoraci.com - Associated GNS Press

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