• Sebastiano Arcoraci

Italia in ginocchio, una crisi mai vista


Il nostro Paese sta vivendo una crisi senza precedenti, basti pensare che prima del Covid il Pil dal 2007, anno dellultima crisi, al 2019 è sceso del ben 4%, e quattro punti di Pil sono tantissimi per l' economia di una Nazione.

Alcuni dati : da febbraio a giugno 2020 ben 530 mila persone hanno perso il proprio lavoro.

Bonus e CIG sono stati emessi a favore di 14 milioni di cittadini e famiglie per una spesa stimata di ben 26 miliardi, un importo quasi pari ai fondi del Mes di circa 30 miliardi di cui si discute in questi giorni.

Solo in riferimento all Cig in periodo covid si stima sia stata erogata per 5 milioni di lavoratori di cui il 55% alle aziende ed il 45 % ai lavoratori.

Si stima poi che la perdita di valore salariale ammonti a circa il 22% annuo.

Per parlare del nostro Veneto, sono ben 283.500 lavoratori che hanno beneficiato della CIG, mentre le assunzioni, sempre nel periodo febbraio - giugno 2020, sono crollate del 75% rispetto all' anno precedente, specie in questi settori :

Manifattura - 4000 Commercio - 2000 Turismo - 12000 Logistica - 2000.

Solo in riferimento ai cosiddetti licenziamenti economici si registrano nel biennio2017- 2019 ben 30.000 lavoratori che hanno perso il lavoro.

In controtendenza si registra invece una certa crescita nei settori Agricoltura,Costruzioni e Sanità con un + 2000 unità complessive.

E' dunque del tutto evidente che, in vista anche di uno scudo al Covid con i nuovi vaccini, come annunciato dal Governo e dal Governatore del Veneto Zaia, bisogna approntare ora, concertandolo con i rappresentanti dei lavoratori e le parti sociali, un vero e proprio Piano Marshall per il rilancio della economia della nostra Regione.

Bisognerà abbandonare l' idea di un bilancio prossimo preparato dalla Regione in base al principio della " spesa storica" .

Le risorse proprie e quelle che verranno dall' Europa col Nex Generation EU, oltre ai fondi struttrali, al fondo Fse Ordinario, le risorse regionali proprie con gli introiti dei versamenti degli oneri delle imprese e quelli fiscali dei lavoratori, cittadini e famiglie, consentono a nostro avviso di partire meglio e prima rispetto ad altre Regioni Italiane.

Serve un grande piano che punti agli investimenti e al taglio di enormi spese correnti ormai anti- storiche evitando doppioni, centri di spesa passiva, sperperi per spese burocratiche.

Un nuovo piano casa decennale ad esempio per rilanciare l' ediliza oggi supportato dal bonus 110 %, un deciso investimento nella sanità di prossimità, medicina del territorio, ricerca e prevenzione sanitaria, riaprendo e ristrutturando tutti plessi sanitari e presidi ospedalieri chiusi negli ultimi venti anni nei nostri territori.

Una rete veneta con un palinsesto concordato fra tutti gli attori del turismo e della cultura.

Il Veneto deve potenziare il primato italiano in campo turistico e culturale.

Si stima che un ero investito in cultura, ad esempio, produca un moltiplatore ben 4 volte maggiore.

Chiediamo all' Assessore Elena Donazzan di proseguire con coraggio le politiche a favore della Formazione, aggiornamento e riqualificazioe dei lavoratori oltre cheè con l' Assegno per il lavoro ( AxL ) anche con l' assegno di ricollocazione, politica a cui Anpal evidentemente non ha saputo definire un ruolo propulsivo e di sostegno nella accompagnamento al lavoro e politiche attive a favore degli espulsi dal mercato del lavoro.

Si possono attivare anche borse lavoro per i giovani che non hanno mai avuto una esperienza lavorativa erogando parte di esse a favore delle aziende e con diretta indennità fino a 800 euro mensili ai giovani per 12 mesi con opzione a favore delle aziende che li assumeranno con contratti a tempo determinato di tre anni di esonero contributivo.

Potenziare politiche di stimolo per autoimpresa nel settore del commercio potrà significare ancora costruire migliaia di altre attività economiche oltre che rivitalizzare le periferie urbane ed i nostri centri storici.

Sostenere l' apertura di botteghe artigianali anche con i fondi degli enti bilaterlai poi aiuterà alla conservazione dei vecchi mestieri avvicinando giivani e donne alla produzione manifatturiera, fiore all' occhiello della grande tradizione di qualità del prodotto veneto nel mondo.

Una nuova politica industriale nel verso delle energie verdi e sostenibili completerebbe un quadro di rilancio dell' intera economia veneta uno dei motori del nostro Paese.

Per tutto questo ora è il tempo, ora è il momento in cui chiediamo a una classe politica attenta, con in testa il Governatore Zaia, e alle parti datoriali di superare logiche attendiste e propagandistiche per guidare il cambiamento ed il rilancio del Veneto insieme ai cittadini, insieme ai lavoratori ed ai loro rappresentanti.

Sebastiano Arcoraci