Mattarella interventista, perché?
- sebastianoarcoraci
- Feb 20
- 3 min read
Updated: Feb 21
Il tema Referendario, come era prevedibile, si sta trasformando in vera e propria tenzone elettorale, con tutte le conseguenze del caso, toni alti e miasmi compresi.
D'altronde il tema è di fondamentale importanza ove si voglia ripristinare l'ordine Democratico previsto dall'Art. 111 Costituzionale, in tema di Terzietà del Giudice.
Terzietà che finora non è stata garantita a causa della commistione dei ruoli fra P.M: e Giudici, che hanno stesse carriere, stesso CSM, stessa sezione disciplinare, condizionate spesso dalla trasformazione in veri e propri Partiti con annesse divisioni in seno all'Associazione Nazionale Magistrati ( ANM ) fra la corrente di "Magistratura Indipendente" ( maggioritaria e di Sinistra), e "Magistratura Democratica" ( Liberali - Conservatori).
Dunque ha fatto bene il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a intervenire di persona, presiedendo la seduta ordinaria del CSM, nei giorni scorsi, cercando di riportare la discussione su toni "più Istituzionali" ?
Certo che si.
Evento che però non accadeva da ben 11 anni, ed esattamente dall'11 Febbraio del 2015, quando, in seduta plenaria (non ordinaria), venne conferita la carica di Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Cassazione.
La domanda dunque sorge spontanea :
perché oggi il Presidente Mattarella interviene?
occorreva un così accesissimo scontro Politico perché il Presidente si decidesse a Presiedere il CSM, o questo sottintende una sua prossima e diversa linea di comportamento nel futuro CSM?
Non v'è infatti chi non veda in questa sua decisione, peraltro legittima, (anche se un pò in ritardo), disegni nuovi per il futuro.
Potrebbe cioè darsi che questo significhi che in avvenire questo suo presiedere anche le sedute ordinarie possa diventare la regola?
Prassi Istituzionale, e l'Art. 104 Cost. vuole che in tutti questi anni, solitamente sia stato il Vice Presidente del CSM, ( fra i componenti eletti e non di diritto) a presiedere le sedute ordinarie, e a sostituire il Presidente della Repubblica nel " governo quotidiano" del Consiglio Superiore della Magistratura, Organo di Autogoverno dei Magistrati.
Dunque come mai ciò è accaduto? e basta la motivazione del troppo acceso dibattito fra le parti sul Referendum?
Ebbene, io credo di no, e che questo episodio possa preludere a grosse novità.
D'altronde se il SI' vincerà, come io mi auguro, i CSM diventeranno due, dunque si porrà ancor di più tale questione.
In fondo che sia la massima figura Istituzionale di Garanzia, cioè il Presidente della Repubblica, a presiedere, da ora in poi, le sedute del CSM, specie quelle plenarie e quelle avente ad oggetto questioni " Politiche" o che si presentano delicate, come quelle attinenti a promozioni e carriere, potrebbe essere la soluzione più idonea.
Ciò potrà evitare gli scontri laceranti avvenuti in questi anni al suo interno, con conseguente delegittimazione dell'Organo CSM, oltre alle strumentalizzazioni, ormai ordinarie, da parte dei diversi Partiti.
insomma che il Presidente svolga la sua funzione di Primus inter Pares e di garanzia, presiedendo le sedute del CSM, risponderebbe pienamente al dettato Costituzionale.
Nulla toglie che il Vice Presidente, o i Vice Presidenti), attualmente l'Avv. Fabio Pinelli, vicino ad ambienti della Sinistra Politica, possa coadiuvare il Presidente nei suoi compiti, dirigendo, sua volta, quelle sedute ordinarie a cui il Presidente non possa partecipare perché assente, o nei casi in cui, espressamente, e di volta in volta, intenda delegare a quest'ultimo, specie nei casi di ordinaria amministrazione e normale funzionamento dell'Organo.
Per concludere, occorrerebbe un ritorno alla normalità, facendo sì che il dibattito sul Referendum avvenisse solo fra i Comitati costituiti per il SI' e il NO, e non facendolo diventare uno scontro fra Partiti, o addirittura un responso sul gradimento dell'attuale Governo, per il quale ci sarà tempo per esprimersi.
Oggi invece è necessario ripristinare il presidio di libertà ed autonomia dei rispettivi Poteri dello Stato, in cui i contrappesi previsti dalla Costituzione, fra cui il ruolo del Presidente della Repubblica, siano a garanzia dei cittadini, contro ogni tentazione "esondante" dell'Esecutivo, e, nel contempo, di freno verso quello che negli ultimi anni si è configurato come una sorta di "sovranismo giudiziario", ponendosi fuori da ogni argine democratico insisto in tutti i Sistemi Politici Liberali.
Democrazia dictaturam arcet



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