• Sebastiano Arcoraci

Nucleare si o no?



In questi giorni, la Commissione Europea, attraverso una Circolare, ha inoltrato ai Paesi Membri, una Raccomandazione in merito all'utilizzo energetico del cosiddetto nucleare pulito.

Naturalmente ciò è dovuto in gran parte alla enorme crisi in cui versa l'Europa in tema di approvvigionamento energetico.

Basti pensare agli scontri civili violenti in alcuni Paesi, ( Kazakistan) dell'Orbita Russa, in cui ormai la popolazione è allo stremo.

Un tema che dunque entra di prepotenza nella agenda attuale della Politica delle Nazioni Europee.

Un problema che comunque covava da tempo e per il quale, causa l'attuale caro bollette, tutti i Paesi stanno cercando ora di porre rimedio, destinando appositi fondi di bilancio, a calmierare i costi derivanti dagli esorbitanti aumenti di questi giorni.

L'Italia, ha finanziato per 4 milioni di euro circa interventi a favore delle famiglie, specie dei meno abbienti, cercando di non far pesare sulle famiglie, costi che si preannunciano esorbitanti.

Oggi infatti l'elettricità KW/h costa 240 euro contro 125 del 2021, mentre il Gas costa 97 euro contro i 24 euro del 2021.

In attesa dunque di capire se ad Aprile, come si narra, i prezzi torneranno a valori più miti, si discute , ancora una volta, sul tema che molto ha diviso nel passato , i nostri cittadini sull'utilizzo del Nucleare.

Ormai superate vecchie tecnologie del nucleare cosiddetto pesante, oggi in realtà, si discute se anche il cosiddetto “nucleare pulito”, attraverso la nuova tecnologia detta di “ignizione” ( deuterio e trizio fusi che poi formano una pallina), e comunque con centrali di piccolo taglio ( 100 Mega ad esempio, anziché come le vecchie di 1000 Mega)., possa essere utile per aumentare l'Autonomia Energetica di ogni Paese , ed in questo caso dell'Intera Europa, senza rimanere sotto ricatto dai Paesi del Medio Oriente produttori di energia, che naturalmente determinano forte tensioni politiche, anche interne, o dei Paesi dell'Est e la Cina padroni dei Gasdotti attuali e futuri.

L'Italia già in passato si è pronunciata , con un apposito Referendum nel 1987, sull'uso del Nucleare , rigettando l'idea di servirsi di tale tecnologia, spinta, sia da motivi reali di pericolo che poteva derivare dalle vecchie Centrali Nucleari, sia , a dire , il vero, da strumentalizzazioni politiche ed ideologiche , di una certa sinistra falsamente verde, PD compreso, che puntualmente e pregiudizialmente, alza gli scudi , contro ogni tipo di innovazione del nostro Paese.

Ancora oggi , questi soggetti politici italiani, si schierano contro ogni forma di ammodernamento del Paese, come l'alta velocità, o le infrastrutture autostradali, o quelle viarie , senza le quali naturalmente , ove non le realizzasse, sarebbe fuori da ogni tipo di comunicazione nei trasporti e nella viabilità, anche transnazionale, estranea ad ogni processo produttivo, basato sostanzialmente su una economia a sviluppo zero.

Appare dunque utile, nel contesto attuale, fuori da ogni condivisioni di logiche passatiste ed autolesioniste, riprendere il dibattito, alla luce sia delle nuove scoperte scientifiche nel settore energetico, sia alle convenienze di tipo politico, nell'ambito di un Sistema che guarda al futuro delle nuove generazioni.

Tenendo oltretutto da conto che Nazioni come la Francia, da decenni , hanno optato per l'energia nucleare , ( oggi ne ha ben 56) , posizionate a volte , ai confini del nostro territorio, assicurandosi una quasi autonomia nel campo dell'approvvigionamento energetico, mentre la Germania ne ha tre, e fra tre anni la Romania( ns confinante) ne inaugurerà anch'essa 3, fermo restando che di nucleare vivono paesi come la Finlandia o la nostra vicina Slovacchia.

Con il risultato che la Germania emette nell'aria 315 milioni di tonnellate di CO2 l'anno mentre la Francia solo 111.

Secondo il nostro pensiero, quindi, come Verdi per l'Italia, oggi, vanno adottate politiche di bio compatibilità nel rispetto dell'ambiente e nel contempo di uno sviluppo economico adeguato per un Paese moderno come il nostro.

D'altronde fonti accademiche autorevoli, come quella dell'Università di Stanford, in California, e altre, recenti, ricerche scientifiche, specifiche ed approfondite, oggi dimostrano che il Nucleare moderno produce poca CO2 (70 g/Kwh) mentre il Gas, ad esempio ne produce 180 g/Kwh , assicurando nel contempo la quasi inesistenza della pericolosità delle nuove centrali, a fronte di un esiguo costo della materia prima.

Moderne tecnologie di costruzione, gestione e manutenzione delle centrali di nuove generazioni anzi ne farebbero un modello compatibile di sviluppo energetico, fermo restando naturalmente l'inconveniente e l'onere di custodire e smaltire le scorie (sottoterra).

Ora, dunque, a fronte di una progressiva dismissione delle centrali a carbone ormai vetuste e fortemente inquinanti per la enorme massa di anidride carbonica prodotta, o delle Raffinerie di Petrolio, e in assenza di sviluppi sufficienti nella dotazione delle energie alternative, (che oggi rappresentano solo il 30% della produzione di energia) , come l'eolico e i pannelli fotovoltaici con energia solare, o la Centrale termo elettriche, che sfrutta il salto della cascata delle Marmore, riteniamo debba imprimersi una svolta nel campo della produzione energetica.

Dunque,in sintonia peraltro con i propositi del nuovo Ministro per la transizione ecologica, Cingolani, si rende necessario , a nostro avviso, che per il rimanente fabbisogno del 70% della Energia, prendere le seguenti iniziative,:

 aumentare i gassificatori e nel frattempo sbloccare quelli già pronti all'uso ed attualmente bloccati da cavilli burocratici, o riconvertire quelli a carbone a gas come si potrebbe fare per esempio nel grande Impianto di Civitavecchia;

 Raddoppiare la produzione di Gas Italiano , con gli Impianti in Puglia, e in tutto l'Adriatico, Implementare gli Impianti di Bio Massa e Bio Metano come sta cercando di fare, ad esempio, una Azienda Italiana, l'ItalGas, e di recente la Centrale di Porto Empedocle.

 Programmare entro 3 anni Impianti di nuova generazione per l'utilizzo del nucleare pulito.

Nel frattempo, il Governo dovrà assicurare molte più risorse di quelle finora stanziate, ( scostamento di Bilancio), almeno per il triplo di quelle finora individuare, mentre vanno, da subito, migliorati i rapporti con la Russia, attivando, nel contempo,una partnerschip con la Francia, sulla base anche dell'ultimo Patto Bilaterale sottoscritto a Roma nei mesi scorsi, per utilizzare intanto la loro energia da nucleare a “prezzi “politici”.

 Solo così potrà aversi una alternativa possibile per affrancarci dalla schiavitù energetica subita da decenni dal nostro Paese, soprattutto da parte di paesi Extra Europei, assicurando ai nostri cittadini, il pieno soddisfacimento dei loro bisogni,

( sempre maggiori), a costi calmierati ed accessibili a tutti.

Gennaio 2022

Verdi per l'Italia