Guerra in Iran ora in Italia il Nucleare!
- Sebastiano Arcoraci

- Feb 13, 2022
- 4 min read
Updated: Mar 12
I venti di guerra in Iran, come si è visto, stanno coinvolgendo tutti i Paesi del Golfo, provocando, fra l'altro, la chiusura dello stretto di Hormuz, controllato dall'Iran, da cui passano tutti i rifornimenti di petrolio verso destinazioni Internazionali, Europa e Italia comprese.
Al netto dei disastri e vittime, anche civili, che una guerra dichiarata unilateralmente da USA e Israele, purtroppo sta determinando, si pone per noi un grosso problema, relativo non solo all'approvvigionamento del petrolio, ma anche al prezzo cui lo compriamo, con ricadute, facilmente deducibili, sull' inflazione conseguente all'aumento dei costi di trasporto, anche dei generi alimentari, oltre che su rincari inevitabili delle bollette e per il pieno carburante alle nostre auto.
Da qui la necessità di imprimere una accelerazione allo sviluppo del nucleare pulito anche in Italia.
Già due anni fa la Commissione Europea, attraverso una Circolare, ha inoltrato ai Paesi Membri, una Raccomandazione in merito all'utilizzo energetico del cosiddetto nucleare pulito.
Naturalmente ciò era dovuto in gran parte alla enorme crisi in cui versava l'Europa in tema di approvvigionamento energetico.
Oggi, però, dopo gli ultimi avvenimenti, va constatato che la situazione non è, in Italia, cambiata per nulla, ed è tornata preoccupante, come ai tempi degli scontri civili del 2022 in Kazakistan.
Europa e Italia, inoltre stanno già oggi acquistando il gas, 5 volte più degli USA, e, 3 volte più della Cina.
Si stima che gli aumenti, a causa di ciò, saranno, per le famiglie, del 50% circa.
Un tema che dunque entra di prepotenza nella agenda attuale della Politica delle Nazioni Europee e del nostro Paese, a cui si chiede, da più parti, di muoversi in altre direzioni come il Nucleare Pulito.
A tal proposito, cade a fagiolo, la la seconda Conferenza sul tema dell'energia di Parigi, dei giorni scorsi di Marzo 2026, di si è svolta la seconda conferenza sull'energia e sviluppo del nucleare, per affrontare il problema.
Problema che comunque cova da tempo, e, per il quale, a causa del nuovo conflitto tutti i Paesi stanno cercando di porre rimedio, destinando appositi fondi di bilancio, specie per calmierare gli esorbitanti aumenti di questi giorni, come sta facendo, in parte il Governo Italiano, con la possibile diminuzione delle accise sui carburanti, e con dei bonus bollette per le famiglie meno agiate, destinando ulteriori 4 Miliardi, in più di quelli già destinati nel 2022.
Ben venga dunque l'iniziativa di Parigi, ove è nato, durante la Conferenza, un POOL di Paesi che si sono impegnati in un progetto comune per l'accelerazione del processo energetico da nucleare pulito, di cui fa parte anche l'Italia.
Peraltro sono ormai superate le vecchie tecnologie del nucleare, cosiddetto pesante.
Oggi infatti, è possibile realizzare il cosiddetto “nucleare pulito”, attraverso la nuova tecnologia detta di “ignizione” ( deuterio e trizio fusi che poi formano una pallina), e comunque, con centrali di piccolo taglio ( 100 Mega ad esempio, anziché come le vecchie di 1000 Mega).
Ciò risulterebbe positivo, proprio per aumentare l'autonomia Energetica del nostro Paese, ed in questo caso, dell' intera Europa, senza rimanere sotto scacco, né degli U.S.A, o, della Cina, e Paesi dell'Est Europa, né dei Paesi del Medio Oriente, produttori di petrolio, che oltretutto determinano forte tensioni politiche, anche interne.
L'Italia già in passato si è pronunciata, con un apposito Referendum nel 1987, sull'uso del Nucleare, rigettando l'idea di servirsi di tale tecnologia, spinta, sia da motivi reali di pericolo che potevano derivare dalle vecchie Centrali Nucleari, sia, a dire il vero, da strumentalizzazioni politiche ed ideologiche, di una certa sinistra, falsamente verde, PD compreso, che puntualmente e pregiudizialmente, ha sempre alzato gli scudi contro ogni tipo di innovazione del nostro Paese.
Appare dunque utile, nel contesto attuale, fuori da ogni condivisioni di logiche passatiste ed autolesioniste, rivedere le decisioni di ormai 37 anni fa, tenendo oltretutto da conto, che Nazioni come la Francia, da decenni, hanno optato per l'energia nucleare, ( oggi ne ha ben 56) , posizionate a volte , ai confini del nostro territorio, assicurandosi una quasi autonomia nel campo dell'approvvigionamento energetico, mentre la Germania ne ha tre, e che la Romania, ( ns confinante) ne ha appena inaugurato anch'essa 3, fermo restando che di nucleare vivono paesi come la Finlandia o la nostra vicina Slovacchia.
Infine, non meno importante, è il confronto fra realtà Europee diverse, col risultato che attualmente, ad esempio, Paesi come la Germania emettono nell'aria 315 milioni di tonnellate di CO2 l'anno mentre la Francia solo 111.
D'altronde fonti accademiche autorevoli, come quella dell'Università di Stanford, in California, e altre, recenti, ricerche scientifiche, specifiche ed approfondite, oggi dimostrano che il Nucleare moderno produce poca CO2 (70 g/Kwh) mentre il Gas, ad esempio ne produce 180 g/Kwh, assicurando, nel contempo, la quasi inesistenza della pericolosità delle nuove centrali, a fronte di un esiguo costo della materia prima.
Moderne tecnologie di costruzione, gestione e manutenzione delle centrali di nuove generazioni, anzi, ne farebbero un modello compatibile di sviluppo energetico, fermo restando naturalmente l'inconveniente e l'onere di custodire e smaltire le scorie, che agevolmente potrebbe avvenire sottoterra, in siti idonei e disabitati.
Ora, dunque, a fronte di una progressiva dismissione delle centrali a carbone, ormai vetuste e fortemente inquinanti, per la enorme massa di anidride carbonica prodotta, o delle Raffinerie di Petrolio, altrettanto anti - storiche, e fortemente inquinanti, in assenza di sviluppi sufficienti nella dotazione delle energie alternative, (che oggi rappresentano solo il 30% della produzione di energia), come l'eolico e i pannelli fotovoltaici con energia solare, o la Centrale termo elettrica, che sfrutta il salto della cascata delle Marmore, ritengo giusto debba imprimersi una svolta nel campo della produzione energetica.
Nel frattempo occorre implementare subito le seguenti iniziative:
aumentare i gassificatori, e, nel frattempo sbloccare quelli già pronti all'uso ed attualmente bloccati da cavilli burocratici, o riconvertire quelli a carbone a gas come si potrebbe fare per esempio nel grande Impianto di Civitavecchia;
raddoppiare la produzione di Gas Italiano , con gli Impianti in Puglia, e in tutto l'Adriatico;
Sviluppare ulteriormente gli Impianti di Bio Massa e Bio Metano come sta cercando di fare, ad esempio, una Azienda Italiana, l'Ital-Gas, e di recente la Centrale di Porto Empedocle;
programmare, sin da subito, Impianti di nuova generazione per l'utilizzo del nucleare pulito.
Solo così potrà aversi una alternativa possibile, per affrancarci dalla schiavitù energetica, subita da decenni dal nostro Paese, soprattutto da parte di paesi Extra Europei, assicurando ai nostri cittadini, il pieno soddisfacimento dei loro bisogni,
( sempre maggiori), a costi calmierati ed accessibili a tutti.
11 Marzo 2026
Sebastiano Arcoraci - Vice Presidente Nazionale - Associazione Verdi per l'Italia
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