• sebastianoarcoraci

Nuovi e vecchi fantasmi

Ieri, su tutti i quotidiani, anche on line, è apparsa, in gran risalto la notizia che il Sindaco di Padova e l'Assessore allo Sport, unitamente a due funzionari comunali e due imprenditori della ditta aggiudicatrice , sono indagati nell'ambito dell'inchiesta relativa all'appalto per la erigenda nuova curva sud e due adiacenti palestre, dello stadio euganeo.

Una triste vicenda, che spero non intacchi l'immagine della nostra stupenda Città agli occhi degli Italiani, che da sempre la amano, e che in gran numero, durante tutto quest'anno, stanno recandosi per visitare le sue bellezze, specie dopo il riconoscimento Unesco come "Urbs Picta".

Una vicenda che ancora una volta, maledettamente, investe lo stadio euganeo, già foriero di guai, allorchè nell'agosto del 1992, si scatenò l'inferno, a causa di una analoga indagine della Magistratura Patavina.

Personalmente, come ho già riportato in un mio post sui social, ero e resto garantista.

Il procedimento faccia il suo corso, ma fino al doppio grado di giudizio tutti gli imputati, secondo il nostro vigente codice penale, sono da considerarsi innocenti.

Sommessamente rilevo che comunque, dopo 30 anni, alcuni vizi persistono, visto che il Sindaco dichiarava ieri di non aver ancora ricevuto formalmente alcun Avviso di Garanzia. avendolo appreso incidentalmente ( da chi? ).

E' evidente dunque che il nuovo Ministro di Giustizia, Carlo Nordio, dovrà mettere mano, speriamo definitivamente, a queste storture.

Giordani e Bonavina si devono dimettere?

L'ipotesi di accusa sembrerebbe grave, visto che il reato che si contesta è quello di concussione per fini elettorali ( Art. 317 del C.P.).

Reato ipotizzato a pubblico ufficiale e che prevede pene gravi, sia nel minimo che nel massimo edittale ( 4- 12 anni ).

Personalmente ritengo sia una scelta personalissima quella delle dimissioni, che va lasciata ai diretti interessati, secondo le sensibilità di ognuno.

L'opposizione, come è ovvio che sia, le richiede, specie per l'Assessore, ma ripeto, per quanto mi riguarda, deve essere una scelta di libertà dei due imputati.

Certo in passato, proprio in quell'estate del 1992, non posso non ricordare, avendola vissuta, seppure da attento osservatore politico, che verso mezzanotte, nelle piazze e in Piazza Garibaldi, parecchi cittadini attendevano la distribuzione dei quotidiani locali, con un atteggiamento, a volte, intriso di sguaiata e preconcetta colpevolezza, ansiosi, come durante un derby calcistico, di conoscere il nome del prossimo indagato, invocando condanne esemplari ed inveendo contro il malcapitato di turno.

Un segno di inciviltà, quanto meno giuridica, che pesa ancora nei miei ricordi più tristi di una pagina amara per la nostra Città.

Così come ricordo quei momenti di organizzato teppismo, ai tempi di Tangentopoli, il 30 Aprile del 1993, contro il malcapitato Bettino Craxi, con l'agguato di militanti Comunisti dell'allora PDS e di quelli di Destra all'Hotel Raphael, con tanto di monetine e sputi contro l'inerme Statista.

Così come tutti ricordano certamente, io compreso, quel deputato Leghista, che negli stessi giorni, agitò il cappio in parlamento contro gli inquisiti dei Magistrati di Mani Pulite.

La storia ormai ci ha lasciato il suo racconto, che a volte è stato doloroso ed ingiusto, per molti uomini e molte famiglie.

Oggi per fortuna il clima è cambiato e a me pare un segno di ritrovata convivenza civile e di maturazione dei cittadini, maggiormente rispettosi delle regole del diritto.

Gli strilloni che vendevano i giornali non ci sono più, così come le sguaiate intimidazioni di storica memoria.

Per questo, dunque, oggi occorre un forte senso di responsabilità da parte di tutti, pur suggerendo ai diretti interessati, una loro immediata relazione sullo stato dei fatti, resa, innanzitutto alla Città intera, e nel contempo al suo consesso più alto, il Consiglio Comunale.

Per il resto, esprimendo piena fiducia all'operato della Magistratura, e auspicando che gli indagati sapranno certamente offrire al Magistrato delle Indagini preliminari elementi convincenti sulla correttezza del loro operato, sarà opportuno attendere gli sviluppi del procedimento giudiziario, il solo che potrà offrire, se ne scaturirà, dopo la fase preliminare, la necessità giuridica di rinvio a giudizio, attraverso un " giusto processo", la verità dei fatti.

Sebastiano Arcoraci