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Veneto a Gennaio 2024 cresce l'occupazione in Industria e Turismo

Dati di Veneto Lavoro rappresentano, a Gennaio 2024, un dato positivo nell'occupazione, che ha un saldo di più 600 unità, MENTRE I DISOCCUPATI SONO IN LIEVE RIDUZIONE, specie a Verona, Vicenza e Venezia.

Alto ancora il numero degli inoccupati .

Saldo positivo anche per i contratti a tempo indeterminato.

Il dato è positivo per uomini e stranieri mentre risulta ancora fermo per l'occupazione femminile.

Segnali che inducono a pensare che si è ben lontani dal raggiungere la parità dei sessi nel lavoro anche nel ricco Nord-Est, frutto di scelte ancora insufficienti sul tema del welfare familiare e del caregiver, rispetto al quale sono ancora soprattutto le donne a farsene carico.

Si deve ancora registrare dunque l'Insufficienza di politiche di sostegno per la famiglia, unitamente al ritardo culturale sull'adeguamento del Veneto ai mutamenti avvenuti nel mercato del lavoro a livello internazionale.

Il dato interessante è rappresentato dagli indici positivi che si registrano nell'industria, specie nel tessile e abbigliamento, elementi di forza, da sempre presenti nella nicchia del lusso e del made in Veneto.

Ottimi i segnali nelle costruzioni e nell'alimentare, nel turismo e nella logistica.

Verona, Venezia e Padova con Urbs Picta, trainano la classifica .

Segnali invece negativi nei servizi, che segnano il passo, specie nel supporto alle imprese, forse a causa di una tendenza alla " concentrazione" e rafforzamento delle imprese, verso la dimensione media anzichè piccola.

Un quadro quindi che riesce a far intravedere la luce in fondo al tunnel, con un ritorno alla situazione Pre- Covid.

D'altronde ciò conferma il dato riportato dal Sole 24 ore, che pone il Veneto in prima posizione per la crescita del PIL, che è pari allo 0,8%, rispetto al dato medio Italiano dello 0,5%.

Prodromi di un ritorno del Veneto ad essere motore dell'economia Italiana?

E' quel che naturalmente ci si augura anche se i segnali di guerra, anche nel Golfo, induce ad una certa cautela visto il pericolo di forti aumenti nel trasporto delle merci, delle materie prime ed in specie del petrolio e dell'energia, che certamente farà lievitare l'inflazione e diminuire nel contempo il potere di acquisto dei salari, peraltro fermi da 30 anni, mentre in Europa son cresciuti del 32,5%.

Come si vede dunque un quadro con luci ed ombre in cui la vera battaglia, per il futuro, sarà migliorare le condizioni ed i salari dei lavoratori, veri artefici della produzione di ricchezza, magari affermando il diritto di partecipazione dei lavoratori alla Governance delle imprese e alla redistribuzione di una parte degli utili d'Impresa.

Sfide dunque aperte nelle dinamiche del nostro Paese, che, in particolare le parti sociali e la buona politica, dovrà saper interpretare a breve, pena l'arretramento dei diritti e delle posizioni di vertice Mondiale del nostro Paese, cosa assolutamente da scongiurare.

Vedremo nei prossimi mesi se sapremo essere all'altezza di tale compito.

Gli Italiani attendono fiduciosi.

Sebastiano Arcoraci

21 Febbraio 2024








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