• Sebastiano Arcoraci

Veneto lavoro e le nuove Posizioni Organizzative nuovo regolamento da rivedere



La montagna di Veneto Lavoro , dopo almeno un anno di lavoro per studiare la riforma dell’ attuale assetto organizzativo, per la figura di Funzionario con attribuzione di Posizione Organizzativa , sembra abbia partorito un topolino piccolo ma notevolmente dispendioso e costosissimo per i contribuenti tanto da apparire piuttosto un pachiderma .

Una congerie di norme, spesso ripetitive, che altro non fanno , in buona sostanza, che aumentare i costi di questo nuovo e dinamico Ente Regionale che, mediante i Suoi 39 Centri per l ‘ Impiego, si occupa di Politiche attive del lavoro , sostituendo i Vecchi Uffici di Collocamento .

Prevedere con il Nuovo Regolamento ben 62 P.O. su 500 dipendenti appare mostruoso , contro ogni logica di razionalizzazione della spesa pubblica.

Si pensi, a tal proposito , che il Comune di Padova , con più di duemila dipendenti , ha N. 69 P.O. , un motivo ci sarà.

Una modifica del Regolamento certo andava fatta , troppo confusa appariva l ‘ organizzazione dell'Ente reggere alle costanti innovazioni tecnologiche e normative in materia di lavoro, ma in un senso di maggior razionalità e semplificazione della struttura, invece si è fatto esattamente il contrario.

Ma andiamo per gradi ad analizzare i punti principali della Riforma .

1 - COORDINATORE d’ Ambito :

A cosa serve esattamente la figura del Coordinatore d'ambito?

Nei due anni di sperimentazione si e’ non solo dimostrata inconsistente ma addirittura sovrapposta e spesso un doppione della figura Dirigenziale di Riferimento. Ora , non avendogli cambiato le funzioni, rifare lo stesso errore sembra davvero incomprensibile.

I compiti che sulla carta dovrebbe svolgere il Coordinatore infatti sembrano molto sovrapponibili a quella del Dirigente, con la aggravante che il suo ruolo, quello di Coordinatore, alleggerisce inspiegabilmente i compiti dei Dirigenti, peraltro pagati profumatamente, allontanandoli dalle loro responsabilità così come previsto dalla Legge in ordine ai compiti di Direzione e Responsabilità Organizzativa della gestione dell' Ente , anche economica e patrimoniale.

Dunque delle due l' una :

O si tengono i Coordinatori o si tengono i Dirigenti .

Pagare due volte per avere lo stesso servizio anzi per aumentare la confusioni di ruoli , responsabilit e competenze , appare una Controriforma.

2 - Secondo aspetto poco convincente di questo nuovo assetto : Il numero abnorme delle Posizione Organizzative :

Assodata come positiva l' attribuzione ai Capi Centro per l' Impiego della Posizione Organizzativa , la distinzione in “Centri x l' Impiego dei Capolughi”, “CENTRI Medi ” e “Centri Piccoli “ sembra voler dare un contentino a tutti indistintamente coloro che svolgono la funzione di Responsabile di Centro per l' Impiego.

Voler, ad esempio, comunque attribuire la P.O. , seppure in fascia D , anche ai “Piccoli Centri “ , per un importo a dire il vero modesto , può sembrare un riconoscimento delle responsabilità a loro affidate, ma ciò diminuisce la dignità di quel “Centro” e la sua importanza agli occhi degli stakeholders e delle Amministrazioni Pubbliche di riferimento ( tanto valeva lasciare la vecchia “ indennità di responsabilità con importo praticamente analogo).

Quel che UGL propone invece è una operazione finalizzata al di raggruppamento e funzionalizzaziome di tutti Centri per l’Impiego, parametrandoli tutti alla dimensione di circa 100.000 utenti

, accorpando alcuni centri piccoli coi più vicini , ( come peraltro, con una sorprendente eccezione , si fa con il Nuovo Regolamento accorpando il CPI di Conselve a quello di Monselice) .

Perché nn anche Este allora? , che così potrebbe rappresentare una intera Area di riferimento come la “ bassa padovana” .

Così come, per analogia, Cittadella e Camposampiero insieme potrebbero rappresentare “ l’alta padovana”.

Facile dedurre che ciò che vale per il Padovano poi , coerentemente col nostro disegno razionalizzatore , si può fare per il “ Veneziano” , Rodigino etc... .

La nostra proposta dunque , su questo punto è che , a parte i Centri Capoluogo, vanno dunque nuovamente dimensionati, gli altri “Centri” sulla base di 100.000 utenti afferenti dando vita a delle” Posizioni Organizzative di Area”.

Si otterrebbe così non più di N. 20 P.O. di “ Area “ e una decina di P.O. ( fra “Regionali” e A.P.) giungendo ad un numero dimezzato rispetto a quanto previsto dal “ Nuovo Regolamento” , N. totale 30 anzichè 62.

3- In ultimo le A.P. ( Alte Professionalità ) :

A parte l’inspiegabile enorme numero , si evidenzia la esatta configurazione “ mansionaria” delle P.O. , nn rispettando in alcun modo la declaratoria del Contratto Nazione EE. LL. che ne consente un uso limitatissimo ed a fronte di alte , specifiche , rare e di eccellente professionalità.

Sembra invece che le A.P. previste coincidano stranamente con l’ attuale assetto organizzativo.

Infine, persa per sempre, sembra l'occasione di prevedere accanto al Direttore Generale , che diverrebbe dipendente di Veneto Lavoro, la figura di Presidente , un Manager , ( una sorta di A.D. nelle società per Azioni ) , che diverrebbe immediatamente e costantemente punto di riferimento per la Giunta Regionale ( Assessore) ed il Suo Presidente, dato che V.L. è un Ente Strumentale della Regione, che oltretutto potrebbe svolgere funzioni di Super Visore rispetto alle funzioni del Direttore stesso , a cui peraltro compiti gravosi di organizzazione e propulsione dell' Ente nn mancano di certo , mentre il Presidente si caratterizzerebbe maggiormente come Manager.

Dunque, al di là del consenso espresso , così come indicato nel Decreto Direttoriale , da parte della Triplice Sindacale, appare urgente un confronto , anche con altre parti sociali ed una ulteriore riflessione sulle scelte che si intendono compiere , magari rinviando tutto a l 2022 , quando anche i Coordinatori d’Ambito decadranno dai loro incarichi, e forse si potrebbe fare a meno di altre 7 figure doppione, riducendo dunque ancor di più il numero complessivo delle P.O. ache a questo punto diverrebbero 23 nel totale, un numero ragionevole e consono ad un Ente ancora in via di trasformazione ed evoluzione.

Agosto 2021

Sebastiano Arcoraci

Segretario UGL Padova - Federazione delle Autonomie Locali