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Appello al Governatore Stefani

  • Writer: sebastianoarcoraci
    sebastianoarcoraci
  • Mar 21
  • 3 min read

Updated: Mar 23

Stefani faccia un giro ai CUP del Veneto|

La richiesta nasce dalle segnalazioni che ci vengono da molti cittadini, che alle prese col Sistema Sanitario Veneto, e con i suoi servizi, trovano spesso porte in faccia e totale chiusura.

Il problema più urgente da affrontare è la mancata risposta ai bisogni di salute espressa dai cittadini del Veneto, che pure vanta punte di eccellenza in alcuni settori strategici della Medicina, forti di una storia millenaria della scuola Patavina, (Andrea Vesalio docet).

il tema che si intende evidenziare con la presente denuncia è dunque quello di porre rimedio a tali disservizi, specie quelli dei servizi agli utenti.

Uno di questi riguarda il funzionamento attuale del CUP.

Infatti se un cittadino prova a telefonare al CUP, nonostante attese superiore ai 30 minuti, non solo non riceve alcuna risposta, nonostante ai Cup ci siano molti operatori in servizio, ma, ed è questa la novità di queste settimane, ora si vede mettere giù il telefono, invitando l'utente a recarsi presso gli uffici, o a prenotare on line la prestazione richiesta, o ad attendere che sia richiamato dallo stesso CUP.

E' davvero odioso sentirsi mettere giù il telefono o apprendere che l'utente sarà richiamato se digita l' opzione 1, tranne poi, diversamente da quanto ripetuto da una voce metallica, non ricevere, nelle prossime 48 ore, alcuna telefonata.

Senza considerare che molte persone, specie anziani e fragili, non riuscendo né ad andare di persona ai CUP, né a prenotare in autonomia on line, si ritrovano soli e inermi di fronte a quello che dovrebbe essere un Pubblico Servizio, pagato con il contributo di tutti i cittadini durante tutta la propria attività lavorativa.

E se, aiutati da un familiare ( quando c'è), e si riesce a prenotare on line, il risultato non sarà esattamente la prenotazione richiesta, nello specifico un intervento ormai di routine, effettuabile in pochi minuti, (capsolotomia oculare), ma solo l'attribuzione di un numero di protocollo alla richiesta presentata, e che solo dopo 5 giorni dal protocollo assegnato, si riceverà eventuale data per l'intervento richiesto.

Peccato che, dopo i fatidici 5 giorni, ciò non bastasse, arriva l'ultima mazzata, la frustrazione più grande, quella cioè di un avviso burocratico, che dice : "caro cittadino al momento non vi è alcuna disponibilità per la sua richiesta, egli verrà inserito, se lo desidera, in una lista di prenotazione, e , nel caso, sarà avvertito ove vi siano nuove disponibilità".

Di fatto, qualora l'intervento sia ritenuto da effettuare nei tempi raccomandati da uno specialista o medico di base, ( 6 mesi) si invitano gli utenti a provvedere autonomamente con propri mezzi e spese ( esplicitamente indicato nella risposta del CUP).

In sostanza un invito a rivolgersi al "privato".

Evenienza che, purtroppo, per molti anziani, spesso con una modesta pensione, non sarà possibile realizzare.

Non è un mistero infatti che molti anziani ormai rinuncino a curarsi.

Una stima che riguarda il Veneto parla di circa 122 mila over 65 che nel 2025 sono state costrette a rinunciare alle cure.

Un dato che umilia e che rappresenta una sconfitta per tutti noi, e per la Regione Veneto, che da sempre ha creduto nel servizio pubblico sanitario, specie, se accade, come sembra da fonti attendibili, che nel caso specifico degli interventi di oculistica, il Civile ha la metà dei numeri del S. Antonio, dunque in grado di poter smaltire le lunghe liste di prenotazioni.

Come Sindacato dei Pensionati UGL lanciamo dunque un appello urgente al Governatore del Veneto, Alberto Stefani, dimostratosi, di recente, molto sensibile ai problemi sociali, perché si rechi nelle strutture di persona, per verificare i disservizi denunciati, peraltro, a volte, facilmente migliorabili, con pochi accorgimenti, come quello del dovere di agevolare i cittadini nella fruizione dei servizi, ad esempio quello di trovare sempre un interlocutore al telefono, o di essere aiutato e accompagnato nella programmazione degli interventi di cura in tempi ragionevoli.

Pertanto si richiede un intervento risolutivo della Regione affinché prevalga lo spirito di servizio verso i cittadini anziché far subire alle persone una sensazione di abbandono e frustrazione da parte di chi avrebbe il dovere invece di prendersene cura.

Padova 22 Marzo 2026

Sebastiano Arcoraci - Coordinatore UGL Pensionati del Veneto - Consigliere Nazionale Federazione Pensionati UGL.




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